Con nostra grande sorpresa Pipìta ci ha convocato ieri nel suo maniero accennando a qualcosa di molto grave che le era accaduto. Siamo accorsi con molta ansia, ma l'abbiamo trovata abbastanza tranquilla e, durante una bella serata trascorsa sul suo fresco terrazzo, ci ha dettato il racconto di cos'era accaduto ed affidato l'appello a cui vi preghiamo di dare qualche risposta.
magrissimo barone Fildarigano Pinna Di Cannamaria e la passionale duchessa Cuncia Sbampa di Rocca, avendo deciso di convolare a nozze dopo ultraquarantennale fidanzamento, a dispetto della loro ancor assai giovine etade ( appena sessantatreenne lei et sessantottino lui), si presentarono alcune settimane fa al mio maniero per recapitarmi personalmente lor invito et per chiedermi di testimoniare all’evento.
Ne fui commossa et ritenni opportuno , dopo aver accolto con gioia lor duplice invito, chiedere ai due convolandi qual mio regalo avrebbe potuto riscuotere lor plauso et allietare lor nuova et nobile magione.
Rispuose immantinente Cuncia at nome di entrambi, come di consueto ella fa, dicendo che avrebbero gradito molto un nuovo corredo di recipienti lignei di qualità per lor nuove cantine, et segnatamente: alcune botti grandi, alquante medie e piccole in rovere; alquanti bordolesi et barilotti in allier et infine alquanti tini in legno di quercia. Non avrebbero neanche spregiato un corredo accessorio di damigiane in vetro scuro.
Mi dichiarai entusiasta di lor squisito buongusto e, subito dopo lor partenza dal mio maniero, contattai certi fabbricanti di mia fiducia, spiegando loro mia bisogna et chiedendo che tutto il corredo fosse fornito pieno di soavi vini et liquori, quale mia sorpresa ulteriore di nozze. Si stabilì che la fornitura sarebbe giunta via mare fino alla costa, dove una carovana di muli, asini et carri da me inviati avrebbe provveduto a prelevare il tutto, trasportarlo in quel di Mamerto et recapitarlo al nido nuziale di Cuncia e Fildarigono da loro edificato nella nobile contrada della Fasolina, pochissime leghe a valle dal mio turrito maniero.
Giunse il dì dell’arrivo e la cospicua carovana di quadrupedi et di carri si partì con largo anticipo dalle mie stalle e giunse a tempo dovuto sulla costa ove caricò alla svelta il pregiatissimo et soave materiale et ripartì immantinente, lasciando al suo passaggio un fragrante aroma di ottimi vini et liquori che facea alzare et aspirare con voluttà molti nasi che trovavansi accidentalmente lungo il tragitto.
Avevo disposto a chè il trans
ito da Mamerto avvenisse in orario notturno al fine di non dare troppo nell’occhio …e nelle narici di alquante persone di Mamerto, il cui naso fino est proverbiale alle pari di una certa qual mancanza di scrupoli...
E così avvenne: la carovana attraversò quasi tranquillamente l'abitato… ma… all’uscita della cittade…
All’uscita della cittade una turba di una quarantina di grassatori mamertini, travestiti, come sovente capita, da gente dabbene e costretti da orribile et annosa sete congiunta at fame, abilmente nascosti dietro siepi e muri assaltò in un baleno la carovana di carri e quadrupedi, uccidendo senza por tempo in mezzo quattro ciuchi tra i più grassi e ponendoli ad arrostire su alte fiamme, derubando ogni botte, bottazzo, barile, bordolese e damigiana, dando fondo at lor contenuto et scolandone ogni più recondita goccia.
I muli e i ciuchi superstiti et lor conducenti iniziarono subito una folle corsa verso il mio maniero e, quivi giunti, i conducenti si chiusero nei loro apparamenti mentre le bestie da soma si asserragliarono dentro le stalle chiudendosi dall’interno col paletto. E lì ancora si trovano sia gli uni che gli altri dopo tre giorni, incuranti di ogni richiamo, cui rispondono con stanchi e tremanti ragli asinini et umani.
Qualcuno di voi, miei quattro lettori mamertini, sa, per caso, com’ è possibile far uscire i bipedi e i quadrupedi paurosi dalle loro stalle?
In attesa di Vostri nobili consigli, Vi porgo i miei doviziosi saluti.
16 commenti:
Cosa vuoi dire che gli Oppidesi sono ubriaconi e spregiudicati?
Cara Pipita per far uscire i bipedi dalle loro tane secondo me basta fargli annusare un fiasco di vino da dietro la porta. Per i quadrupedi vedi tu.
Complimenti. Mi fai divertire sempre.
A chi se la prende anche con Pipita dico che siamo veramente piccoli piccoli e maligni in questo paese.
Forse un sistema ci sarebbe per togliere agli oppidesi la loro paura che li fa tremare davanti anche alle mosche. Basterebbe che i genitori tagliassero i viveri ai fannulloni dei figli...
Enzino il tuo discorso non lo capisco.
Probabilmente Pipìta sotto forma metaforica voleva farci riflettere sulla pigrizia mentale di molte persone oppidesi che vengonoi cosi sbranate dai prepotenti.
Ma francamente io preferisco la debolezza di queste persone pigre ma pacifiche all'arroganza dei prepotenti oppure all'insulsa arroganza verbale di alcuni massoni che si nascondono sotto i nomi degli illuministi.
Buonanotte /giorno alle amiche ed agli amici!Cacchi mpicciu Pipita ,llaviti sempri!Ma jeu, ssu'(sempri) a vostra disposizioni!Pé fari nesciri o chjanu bipeti e quatrupeti nci vonnu:Atten-zioni e Pacenza!”.........EE affacciativi Fimmini belli u Stagnaru ki stagna i padelli............nci la stagnaiii.... dinthra e di foooora....oo stagnaru nci parzi bbona..................................ma cu li vecchjii.........eeeee .non ccé guadagnu......... pekki' si perdi lu chjiumbu e lu stagnu....................................”!! A Saluti! Domenico Straface
Ma veramente gli Oppidesi sono capaci di furti e di rapine e di ubriacature moleste?
Mi meraviglierebbe molto ma dopo le ultime elezioni non mi meraviglia più niente.
Risponderei a Pipìta Del Monte rivolgendo all'Oppidese medio il celebre decalogo dettato dallo scultore Giacomo Manzù:
1. Non temere la solitudine perchè è in essa che i nostri propositi si fortificano;
2.SWegui solo il difficile, non lasciarti tentare dal facile: il difficile può portare al miracolo, il facile è per i prigri;
3. Fa che ogni tua azione siasollecitata dalla bellezza, dall'onestà e sia sempre avvolta nell'umiltà e nella bontà!
4. La bontà, la chiarezza, la sincerità e il coraggio devono essere i pilastri dei tuoi pensieri, con la bontà si può conquistare tutto e tutti;
5.Non lasciarti mai affascinare dal denaro; consideralo un mezzo, non un'aspirazione. Non essere mai avaro nè con te stesso nè con gli altri; è il più terribile dei peccati e porta alla grettezza e alla miseria;
6.Non temere la bella e legittima amicizia della donna, ma tieniti sempre lontano dalla volgarità; questa uccide l'anima;
7.Non essere mai debole, anche se questo ti costa doloroso sacrificio; ma nello stesso tempo sii sempre dolce;
8. Il tuo vivere e la tua concezione della vita sia libera da ogni pregiudizio, ma sostenuta da quella disciplina morale che fa l'uomo libero e coraggioso;
9.Non prendere l'abitudine di raccomandarti a Dio, ma ringrazialo sempre per tutto quello che fai di bello e di buono;
10.Non dimenticarti mai le preghiere.
Sembra di capire che il discorso verta soprattutto sul modo di intendere il lavoro da parte degli oppidesi.
Beh non c'è da stare allegri secondo me. Avevamo ottimi operai e artigiani fino a qualche tempo fa. Ora nemmeno quelli e per eseguire qualche lavoro nelle proprie case bisogna penare prima di trovare un operaio (semiqualififato) disponibile a farlo senza raccomandazione.
Insomma, questi siamo....
Cmq mi meraviglio di voi gestori che continuate a pubblicare commenti come quello di insolente: si sa benissimo di chi sta parlando, Oppido è abitato da 4 gatti, manca solo il nome. Non alzerete mai il livello di questo blog se permettete a certe gente di fare qui i propri pettegolezzi da cortile.
Hai ragione anonimo delle 19,30. Il commento è stato passato forse senza leggerlo bene a causa della fretta.
Ci scusiamo e provvedo a eliminarlo subito.
Non ho mai avuto dubbi sull'onestà intellettuale dei gestori di questo blog. Questo è un palese esempio.
Un complimento, come al solito, a Pipìta per le sue storie fresche e suggestive sul nostro paese.
Brava Pipita,vedo che te ne intendi di cantine (Da Svuotare),
ancora qualcuno ti pensa in Val D'aosta.
cara pipita,prova a rinchiudere nella stalla insieme ai bipedi e quadrupedi la mummia,e vedrai come se la daranno a gambe!!
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