I primi infatti a soffrire della sua morte – e ciò ha colpito tutti – sono stati alcuni tra i tanti extracomunitari a lui accomunati dalla medesima vita provvisoria, fatta di attese di qualche giornata o di qualche ora di lavoro per andare avanti , spesso di tanta umiliazione di tanta dignità silenziosa, di piccolissime gioie momentanee presto sommerse dagli atroci problemi della sopravviveza quotidiana.
Una morte che ci interpella tutti, non già per le modalità con cui si è determinata e che non spetta a noi conoscere, ma per il clima di assoluto distacco con cui questo paese l’ha vissuta, metabolizzata subito e a forza, malamente archiviata come l’ennesimo episodio marginale o addirittura insignificante.
Ci si innervosisce e ci si straccia le vesti per ben altro a Oppido…!
La povertà vera – quella della solitudine anzitutto – ormai da un pezzo non suscita né indignazione né scandalo.
Ed è forse ciò che dovrebbe proprio preoccuparci…il deserto che inesorabile avanza a grandi passi e che ingoia persino l’ombra dei pochi samaritani rimasti…
Ciao dunque anche a te, Pino! Vogliamo salutarti dedicando a te , solo a te, su questo blog, attraverso la selezione di brani di You tube sulla side bar, La vita è bella di Piovani nella versione di Noa che è un inno alle poche cose belle che ti ha dato la vita; il Miserere di Bocelli e Zucchero, dolcissimo atto di omaggio alla tua sofferenza sconosciuta e infine il Pater Noster cantato da Giovanni Paolo II, alla cui intercessione e alla cui paterna accoglienza idealmente vogliamo affidarti.
21 commenti:
Triste e desolante nello stesso tempo.Ci si accorge della esistenza di alcune persone proprio quando non ci sono più,quando lasciano questo mondo in punta di piedi,come del resto hanno vissuto, quasi nell'anonimato,portandosi spesso dentro con umiltà e discrezione i problemi e le umiliazioni,insieme ai dispiaceri che spesso la vita o la sorte che dir si voglia attribuisce ad ognuno di noi.Il mondo è pieno,come è pieno il nostro paese in proporzione di gente sola o assolata,che vive la sua solitudine con sofferenza e dignità,ma noi spesso,presi da tante altre cose,non ce ne accorgiamo se non nel momento in cui,appunto,queste persone ci lasciano.Allora lì per lì si commenta,si parla,si dice....ma un attimo dopo ognuno riprende la sua quotidianità.
Conoscevo questo mio coetaneo. Conoscevo i genitori che prima di lui hanno sofferto,sempre con dignità, l'emarginazione e la miseria.Sono rimasto colpito dai tratti nobili del suo viso.
Condividso in pieno il contenuto di questo pezzo struggente e bellissimo.
Che serva anche questo a farci prendere coscienza di quanto stiamo perdendo la nostra identità di persone capaci di vivere insieme agli altri anche nella sofferenza.
Grazie.
Grazie ai gestori per questa bella pagina.
Ancora la pietà non è del tutto morta a Oppido.
Non so se quella sera accanto al morto si è visto un prete.....
grazie signor Gestore,x non aver fatto passare nel silenzio la fine,così misera,di una vita umana,che probabilmente è stata vissuta in parte nella miseria, e non intendo solo quella quella economica,ma quella derivante dalla solitudine e dall'isolamento.
un appello accorato agli oppidesi: riprendiamoci il sentimento della pietà,recuperiamolo, facciamo in modo che i nostri occhi quando guardano vedano veramente...vedano la solitudine,l'emarginazione,l'indifferenza,la desolazione in cui si consumano certe esistenze,e che nessuna vita si spenga più nella squallida indifferenza!
Che dire?
Ormai l'imbarbarimento, non solo a Oppido, non conosce limiti. Mentre si consumava la tragedia il popolino (ignaro?) continuava con i suoi riti pagani: chissà quanto "lavoro" c'era stato dietro il torneo di calcetto, del motoraduno, dello struscio e tutto il resto, non si poteva assolutamente rimandare. Se simili tragedie non riescono a smuovere le nostre coscienze non penso potremo andare lontano. Anzi, non andiamo da nessuna parte, restiamo immobili, come lo siamo sempre stati da secoli. L'unico conforto è sapere che altri emarginati come il povero Giuseppe hanno sentito il bisogno di manifestare il loro cordoglio per questa tragedia.
Ci riempiamo la bocca di paroloni, ma al momento di fare qualcosa...
Dire "vergogna!" è dir poco.
Silenzio e Memoria.
X Uno che lo conosceva
No non sono affatto d'accordo con te. A Oppido non si dimentica come succede da qualsiasi parte. A Oppido non si parla nemmeno di queste cose.
Siamo profondamente razzisti come paese.
Oppure forse vogliamo esorcizzare le nostre vecchie povertà fingendo di non vedere quelle che ci circondano.
In un caso o nell'altro c'è da rabbrividire.
Un grazie gestori.
Carissimo Uno che lo conosceva... carissimo Valerio,
NELLE VOSTRE AFFERMAZIONI PARLATE AL SINGOLARE!
"Sopravvivono" ancora ad Oppido tante persone ; tanti laici, che si adoperano per il bene di coloro che soffrono le umiliazioni dettate dalla vita (povertà, solitudine ...).
Giovani e sacerdoti paesani sono sensibili a queste cose e offrono persino un piatto caldo a coloro che non se lo possono permettere.
Io non mi ritengo estraneo alla morte di Pino pechè mi sono accorto , quando era in vita, della sua esistenza ...
Ragazzi è sui muri il programma dell'Agosto Mamertino pensate non valga la pena di provare a vedere che si pensa in giro?
Cara Bimba (alquanto stupida),
non è un commento adatto x questo tread!
Sei una Pettegola insensibile!
sapete cosa mi da fastidio,finche quest' uomo a fissuto era solo un ombra adesso che e morto tutti dicono "amaru poverettu ndaviva bisognu di aiutu"
mi sapete dire quando ci saranno i funerali di questo povero sventurato.
X L'uomo dal piatto caldo.
....se a te e ai preti basta solo questo per mettervi la coscienza a posto...
Non scherziamo, per favore!
Ciao pino,una cosa puoi vantare non ai chiesto le lemosina a nessuno,fino al giorno della tua morte,sei andato a sudarti la tua giornata di lavoro per un pezzo di pane ciao riposa in pace.
Sembra che non ci sia stato neppure un minuto di raccoglimento da parte dei ragazzi del calcetto di fronte a un cadavere steso a pochi metri di distanza !
Non possiamo prendercela con dei ragazzi che, presi dal gioco, non manifestano grande sensibilità umana.
Possiamo, però, muovere una critica
agli organizzatori dell' " Agosto Mamertino " e, principalmente, all'Amministrazione comunale, Sindaco e Assessori in testa, che sono rimasti completamente indifferenti di fronte all'accaduto.
Complimenti, comunque, all'autore dell'articolo, molto toccante .
L'anonimo che invita i lettori di questo blog a parlare al singolare e che vanta da parte sua e di un non meglio chiarito mondo ecclesiale tanta carità silenziosa, fatta di piatti caldi...ecc, credo abbia avuto la migliore risposta dall'anonimo delle 0,31 di oggi.
Egli giustamente sottolinea che Pino non ha mai avuto bisogno della carotà pelosa di nessuno, tanto meno di quella di certe pseudoorganizzazioni caritatevoli che lasciano il tempo che trovano purtroppo.
Lui la sua giornata di lavoro se la guadagnava,
Caro anonimo "dal piatto caldo" (ormai ti hanno battezzato in questo modo, scusami", forse non hai afferrato del tutto il senso del thread nel quale giustament6e e doverosamente il gestore del blog sottolinea un aspetto cruciale della povertà oppidese che non è quello della mancanza materiale di pane, ma quello della marginalizzazione di tante persone, della discriminazione, della ghettizzazione.
Problemi verso i quali - diciamolo onestamente - la chiesa locale (non solo i preti sia chiaro, ma anche i cd laici " impegnati") fino ad ora non ha realizzato nemmeno il benchè minimo sforzo di comprensione. Lo dimostra il tuo commento che, a quanto pare, è il commento di uno laico "impegnato".
Buona giornata.
X anonimo 7,59.
Ogni forma di sciacallaggio è condannabile.
Anche quella di quelli che, approfittando di un dramma come questo, lo usano per scagliare frecciate stupide contro sindaco e asessori.
L'insensibilità è un dramma culturale non politico.
Come volevasi dimostrare. Sto tornando adesso dal funerale di Giuseppe Micale. Pochissima gente oppidese.
Quale solidarietà tra le persone di Oppido?
Quella del piatto di pasta di cui parla uno che si giudica bravo cristiano?
Ma fatemi il piacere.
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