domenica 9 agosto 2009

VITTIME DELLA MEMORIA DEBOLE : FRANCESCO CANANZI

In questi giorni, sul blog, tante voci si sono levate per censurare la pressoché generale distrazione che ha accompagnato l’improvvisa dipartita della pittrice Concetta Mazzullo, impedendo una adeguata celebrazione dell’artista, e chiedere che magari si creino delle occasioni per ricordare appropriatamente anche la figura del suo illustre genitore Domenico, maestro delle arti figurative – per realismo ed intensità estetica delle sue riproduzioni – ed in particolare eccelso nella medesima, la pittura, coltivata anche dalla figlia.

Anche se la circostanza può sfuggire ai più, giacché si è consumata nel generale silenzio, il Comune di Oppido ha nel recente passato avvertito l’esigenza di rinverdire il ricordo di Mazzullo padre intitolando allo stesso una strada, precisamente quel tratto della via Generale La Marmora compreso tra l’incrocio con Via Annunziata ed il Corso Aspromonte.

L’iniziativa è lodevole, e ad essa pare che altre del genere ne seguiranno, tra cui la già deliberata denominazione di un’altra via cittadina al benemerito Dott. Antonino Pignataro, virtuoso sostenitore di opere religiose e pie presenti nella nostra Oppido.Certo, l’estemporaneità di queste riforme della toponomastica locale lascia coltivare il dubbio che l’ente rappresentativo della comunità oppidese celebri i suoi figli al di fuori di un progetto complessivo ed organico, ma, un po’ disordinatamente, in base all’occasione ed alle suggestioni e/o contingenze del momento, così finendo, inevitabilmente, per lasciare nell’oblio tanti oppidesi che, invece, meriterebbero di essere “esposti” nella “sala” della memoria collettiva.

L’imminenza del tributo da rendersi al Magistrato Pignataro ci ha così ravvivato il ricordo di un altro concittadino che indossò con onore la toga, e ci spinge oggi a delinearne ad uso nostro e dei frequentatori del blog la figura resa evanescente dal tempo, vagheggiando – chissà – di riproporre in futuro altri ritratti.

Trattasi di Francesco Cananzi, nato a Tresilico nel 1907 da famiglia notabile, le cui materiali vestigia sono oggi ancora visibili (lungo la via Maria Ss. delle Grazie, proprio all’incrocio con la Piazza Santuario e miracolosamente risparmiato dalle deturpanti demolizioni degli anni ’90, vi è ancora il palazzo già appartenente al casato, ed un gradevole portale in marmo che contorna il portone d’accesso).

Il Cananzi entrò nei ruoli giudiziari poco più che ventenne, e vi percorse brillantemente i vari gradini sino a divenire Magistrato di Cassazione. Il suo nome è rimasto legato, a parte che per l’acume giuridico e la notevole prudenza con la quale svolse la delicata funzione assegnatagli, per il suo coinvolgimento (dalla parte giusta, ovviamente) nella vicenda, risalente al 1945, della Repubblica Rossa di Caulonia, raro (se non unico) esempio di ribellismo autonomista, di matrice comunista, nella Calabria : il casus belli per l’esplosione della rivolta e la proclamazione della citata pseudoentità politica fu difatti l’emissione del mandato di cattura, disposto dal Dott.Cananzi, allora Pretore e quale delegato del Giudice Istruttore di Locri, a carico del figlio del Sindaco di Caulonia Pasquale Cavallaro, e nel corso dei disordini il nostro venne sequestrato ed inviato a Locri per ottenere la revoca del provvedimento giudiziario, mentre la sua famiglia era tenuta in ostaggio.

Oltre che valente giureconsulto, il Dott. Cananzi fu uomo profondamente religioso (divenne anche terziario domenicano), incline a coltivare la propria fede non in maniera separata dalla vita quotidiana ma da plasmare questa alla luce di quella, e cultore degli studi classici, che approfondì per tutto il corso della sua esistenza, cessata nel 1973, e che lo condussero a divenire anche apprezzato conferenziere nel campo umanistico e letterario.

Questo apprezzato intellettuale fu però prima di tutto un appassionato amante della terra ove viveva ed al contempo di quella ove nacque, alla quale si sentiva genuinamente unito da quel legame inestinguibile della filiazione; e già questo rende il personaggio meritevole di essere additato alla sua posterità.

Abbiamo rintracciato, tra i suoi scritti editi, un proemio ad un intervento compiuto nel 1954 nel Municipio di Oppido Mamertina, e nel quale, certo col taglio retorico del tempo, e precorrendo (senza grosse differenze, ahinoi, nonostante siano trascorsi oltre cinquant’anni) tante attuali doglianze circa la decadenza culturale della nostra città, e la necessità di una rinascita che parta dalla celebrazione dei nostri fasti passati, egli esternava il suo amore per Oppido, che in passato era stata “Città colta e gentile” : “è il mio vivo desiderio che, nel risveglio del movimento culturale del nostri giorni, anche il mio dolce loco natìo si glori di un circolo che rivendichi le glorie, glorie autentiche nostrane, risvegliando l’esempio di nomi illustri del recente passato, dagli Albano ai Candido e Gaetano e Rocco de Zerbi, ai Grillo Francesco Saverio e Carbone Grio, sicchè alto ne suoni il nome, nella storia avvenire di questa nostra amata Calabria, che al pensiero, all’arte, alla poesia aggiunge la gloria purissima dei suoi martiri, dalla resistenza di Petelia ai tempi di Roma, e di Catanzaro, ai tempi del feudatario conte Centeglia, che per amore di libertà fece sacrificio di quindici innocenti fanciulli rinnovando lo spirito di Bruto e di Manlio, ai martiri di Belfiore, all’abate Toscano – nuovo Pietro Micca – al forte di Vigliena, ai martiri tutti della prima guerra mondiale, tra i quali questa nostra città conta ben 117 eroi caduti con l’amore d’Italia nel cuore col nome d’Italia sulle labbra”.

In quel di Tresilico, dove le strade tra l'altro si chiamano – per un inspiegato omaggio alla Sardegna che la dice lunga sulla disimpegnata casualità di certa insensata toponomastica – Cagliari, Sassari o Nuoro, non sarebbe bello dedicare anche solo un ristretto vicolo a questo degno oppidese?

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti gestore. Un altro servizio di grande rispetto per il nostro luminoso passato che dovrebbe farci riflettere in questi tempi di buio nei quali la politica degli ultimi anni e anche oggi fa a gara per far dimenticare il nostro passato.

Mamertino ha detto...

Non conoscevo questa pagina della storia di Oppido e di Tresilico e sento di dovervi esprimere la mia gratitudine per le mille cose che ci state facendo conoscere in questo blog che io leggo spesso anche se intervengo poco o niente.
Chi vi accusava di essere nati solo per fare campagna elettorale si sbagliava molto e questa è la dimostrazione più palese.
Andate avanti così. State rendendo un ottimo servizio a tutti gli oppidesi che non hanno il dente avvelenato.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Quante belle figure presenta la storia di Oppido!
Se facciamo un minimno di confronto con il presente, ci accorgiamo di quanto siamo andati indietro nel tempo e di quanto si sia inselvatichita la società oppidese.
Oggi solo apparenze e nient'altro, solo vanità stupide di pochi falsi intellettuali che seguono le mode. Pochissima sostanza, tanta tanta apparenza.

Anonimo ha detto...

Apprezzo moltissimo il ricordo che avete voluto inserire oggi 9 agosto di Edith Stein. Grazie blog!

Enzino ha detto...

A proposito di intitolazione di strade...che fine ha fatto quella che si pensava di intitolare a Geppo Tedeschi?.
La passata amministrazione all'inizio nel suo programma aveva annunciato che avrebbe dato corso al cambio di denominazione di tante strade che hanno nomi asdsurdi ma non ha fatto praticamente niente ( questa con le altre...).
La nuova vuole darsi una mossa per favore?

Via Tuba ha detto...

Bella figura che ha fatto la chiesa nel decennale della morte del giudice Pignataro che ha dato tutto quello che aveva o quasi alla Cattedrale.
Soltanto una messa quasi di nascosto.
Bravi pure i parenti che se ne sono lavate le mani con un semplice manifesto.
Che paese di pecoroni che siamo.

Anonimo ha detto...

"...dalla parte giusta naturalmente" informati meglio, gestore, su quella che tu chiami "vicenda" di Caulonia. Allora la povera gente, tra cui forse i tuoi avi, i miei sicuramente, lavorava dall'alba al tramonto per i piccoli e grandi latifondisti vivendo di stenti. Anche in Sicilia ci sono stati i moti per dare "la terra a chi la lavora". Oppido era viva di povera gente affamata e poco gliene importava dei circoli di nobiltà, hanno dovuto sloggiare-emigrare, per questo il paese si è impoverito culturalmente e politicamente perchè sono rimasti vecchi tromboni benpensanti e ipocriti che hanno lasciato questa eredità ai parvenu che hanno potuto studiare tra i mille sacrifici dei genitori, dimenticando la coscienza di classe e identificandosi con chi li ha oppressi.
PS So che non lo pubblicherai, ti piace selezionare quelli che ti incensano e che ben pensano. Comunque pensaci

Ungestore ha detto...

Of course...

Anonimo ha detto...

PRIMA DI TUTTO VOLEVO DIRE DI NON CONDANNARE L'AMMINISTRAZIONE SOL PERCHè MAGARI HA FATTO UNA DIMENTICANZA A NON METTERE UN MANIFESTO,ALLORA CHE DIRE DELLA PASSATA AMMINISTRAZIONE,CHE HA FATTO PIù DANNI DLL'ALLUVIONE DEL 1951? MA PENSATE ALLA SALUTE INVECE DI MORMORARE SEMPRE E COMUNQUE,ARCOBALENISTI ANCORA ESISTETE?

Oppidese in ferie ha detto...

Per Anonimo delle 19,03

Non credo proprio sia il caso di scaldarsi tanto xchè il Gestore ha collocato, nella vicenda di Caulonia, il Giudice Cananzi "dalla parte giusta", intendendo per tale quella delle autorità costituite, e non di alcuni sovversivi che, a mio parere, commisero dei veri e propri atti criminali.
I rivoltosi si ribellarono all'ordine di arresto del figlio del Sindaco; picchiarono e torturarono numerose persone; uccisero il parroco del paese...che poi facessero tutto questo inneggiando al riscatto dei contadini oppressi dagli agrari non diminuisce la gravità dei loro delitti (che peraltro non pagarono in maniera adeguata, visto che usufruirono di amnistie e benefici vari).
Perfino Togliatti, al tempo, ebbe degli imbarazzi ad inquadrare la rivolta di Caulonia nell'ottica del percorso di riscatto del proletariato perseguito dal PCI, e, non potendone negare la palese essenza criminale, si limitò a ravvisarne la causa nella intollerabilità dell'oppressione patita dalle masse popolari.
Solo chi non è obiettivo e intende strumentalizzare gli eventi storici a fini ideologici può , quindi, inneggiare alla rivolta di Caulonia ritenendola utile a conquistare la nostra condizione attuale.

francesco ha detto...

Il thread è inappuntabile e inoppugnabile. La figura del giudice Cananzi è degna di questa e di altre menzioni, non si discute affatto.
Sulla vicenda di Caulonia avrei però altro da aggiungere.
Non lo faccio in quanto amico fraterno di Sandro Cavallaro, figlio del " figlio del sindaco" di cui si parla nel thread.
Ai suoi studi - non certo di parte - rimando quanti volessero approfondire la vicenda.
Plaudo in ogni caso al gestore che ha posto l'attenzione su questi fatti, che mi auguro costituiscano presto spunto per un thread dedicato.

Indigna invece l'insolenza dell'anonimo delle 19,03, cui, come benissimo ha fatto il gestore da lui chiamato in casua, non è nemmeno il caso di rispondere.
Buona serata.

Anonimo ha detto...

Mi congratulo con gli ideatori e i curatori di questo sito che arricchisce gli oppidesi residenti e non di tante notizie nuove e sconosciute.
Grazie e buone vacanze.

Anonimo ha detto...

Ho conosciuto di sfuggita il Dottor Cananzi quando, negli anni '60, era giudice a Messina, ed io ero studente universitario. Ho conservato il ricordo di un galantuomo di una volta, dal tratto pari alla ottima fama goduta. Mi congratulo con gli autori del trid che hanno voluto attirare l'attenzione su questa bella figura, e mi rammarico che, per tanti anni, nonostante egli ha dei parenti ad Oppido che testimoniano le sue radici oppidesi, nessuno si è premurato di ricordarlo.

Anonimo ha detto...

Stasera gli organizzatori al termine del concerto non hanno detto nemmeno due parole alla gente e alla banda.
Forse erano troppo occupati altrove?

Anonimo ha detto...

La Politica ad OPPIDO : VITTIMA DELLA MEMORIA E DEGLI INCAPACI AMMINISTRATORI CHE CI GOVERNANO...

Anonimo ha detto...

X anonimo delle 5,20.
Perchè non ti fai avanti tu quando si tratta di candidarsi per amministrare?

Anonimo ha detto...

Per anonimo delle 22:22 i parenti di Cananzi che vivono ad Oppido e sono persone di cultura e aperte al sociale non potevano fare direttamente loro qualche iniziativa per ricordarlo ?

Anonimo ha detto...

X anonimo 9,29. E' triste ma soprattutto umiliante che debbano essere i parenti a ricordare alla cittadinanza certe belle figure locali. L'iniziativa caso mai potrebbe essere delle associazioni culturali o di altro genere.
A proposito, che fine ha fatto l'associazione " I Ponti" fondata, diretta, amministrata ecc ecc da un prete ?
Chiede solo i fondi del 5 per mille per fare che cosa?
R poi, quali ponti scusate?

topolis ha detto...

Quella del rinnovo della toponomastica cittadina potrebbe essere una delle prima iniziative della nuova amministrazione.I motivi sono vari e ricordati spesso nel blog( dai nomi di citta´che nulla hanno a che vedere con la nostra storia a quelli di principi e ministri che la storia,invece, vorrebbe dimenticare). E´giusto ricordare i concittadini illustri, ma sarebbe sbagliato dimenticare quelli che con il loro esempio e l´ attaccamento alla propria terra hanno lasciato un segno.Con l´aiuto di chi ci legge si potrebbe,lancio una proposta,formare un elenco da consegnare tra qualche tempo ai nostri amministratori e vedere l´effetto che fa´. E poi da cosa nasce cosa!!

francesco ha detto...

Caro/a Topolis,
una commissione per il rinnovo della toponomastica , di cui faceva anche parte il sindaco uscente, dr. Rugolo, ha lavorato a lungo surante l'Amministrazione Freno, quindi circa sei / sette anni fa, ed ha prodotto un piano di rinnovo/modifoca della toponomastica di Oppido e frazioni, che all'epoca il Consiglio comunale tutto ( opposizione compresa) votò all'unanimità.
Quindi il piano esiste già e sarebbe un peccato sprecare tanto lavoro compiuto. Al massimo si potrebbe modificare qualcosa.
Peccato che nel quinquennio amministrativo appena concluso detto piano non è stato applicato o è stato applicato solo in piccolissima parte.
Ci si augura che nell'immediato futuro si ponga in essere quanto a suo tempo il consiglio comunale approvò.
Buona serata.

Anonimo ha detto...

Ora che Oppido ha anche il presidente della Comunità Montana è a posto.

Anonimo ha detto...

Io non sono di Oppido , ma ci lavoro, e pregherei quindi qualcuno che mi dicesse chi sono i parenti del giudice Cananzi. Grazie anticipatamente a chi soddisferà la mia curiosità..