mercoledì 16 settembre 2009

DUE " CITTA' METROPOLITANE" PER UN' " AREA METROPOLITANA" ... VERAMENTE UNICA


Sembra quasi un paradosso occuparsi della “ nuova “ Area Metropolitana in questo gravissimo momento storico per la Calabria , in cui l' allarme rosso inquinamento - malasanità - recessione - disastro viario , si coniuga impietosamente dalle nostre parti con i problemi di sempre e con preoccupanti impennate delittuose, senza che ancora si possa riscontrare, come corrispettivo, almeno una forma elementare di crescita della società civile indipendente dalla frantumazione politica sempre incombente e dagli improduttivi scontri che ne derivano e avvelenano di continuo gli animi.

Non vogliamo dunque nascondere la testa sotto la sabbia e inseguire un sogno, ma realisticamente, pur nella consapevolezza assoluta delle nostre povertà e dei sovrumani problemi che ci comprimono, cercare insieme di chiarirci un po’ le idee sulle prospettive nuove che si aprono anche per questo comprensorio con la nascita della Città Metropolitana di Reggio Calabria e soprattutto dell’Area Metropolitana dello Stretto..

Un’Area Metropolitana che non è un'idea di oggi , ma che addirittura, a quanto riferiscono gli storici, sembra ricalcare dopo 25 secoli le iniziative della colonia calcidese di Rhegion, cui va l’indubbio merito di avere compreso, con millenni di anticipo, le potenzialità offerte dalla posizione geografica dello Stretto di Messina, luogo di passaggio obbligato fra Oriente ed Occidente. In effetti nel 489 a. C. circa Rhegion procedette alla conquista della città che sorgeva sull’altra riva dello Stretto, Zancle, rinominandola Messene. Rhegion e Messene divennero così un unico territorio, che batteva moneta comune ( alcune di queste monete sono state trovate nel tempo anche a Mella), la cui importanza consisteva nella possibilità di sfruttare, politicamente ed economicamente, la loro posizione di crocevia nel quadro dei transiti navali del Mediterraneo Antico.

Il dominio della colonia calcidese reggina si estendeva sulle coste calabre fino al corso dell’odierno Petrace e di tutto il suo entroterra attraverso il pieno controllo delle coste e dei luoghi di approdo, nonché delle principali vie interne di comunicazione con l’Aspromonte dove sorgeva , oltre a Mamertion, l’importantissimo avamposto calcidese fortificato, sulle odierne alture di Castellace, i cui resti più abbondanti sono venuti alla luce proprio qualche settimana fa. nella bella campagna di scavi ivi condotta.

Dunque esistono ragioni profondamente storiche e geografiche per realizzare o tornare a realizzare, dopo oltre 25 secoli un’Area Metropolitana dello Stretto, ma oggi c’è anche molto altro.

Infatti la “ Città Metropolitana” è un ente amministrativo ormai previsto dalla nostra legislazione dopo la modifica del Titolo V della Costituzione avvenuto con la riforma dell’Ordina- mento della Repubblica del 2001. L ’articolo 114 prevede appunto che al nuovo ente saranno attribuite tutte le funzioni delle Province, legittimando il governo locale e ponendolo per importanza a metà strada tra Regione e Provincia.

Sebbene ancora non sia stata concretizzata per nessuna, sono 16 le città italiane per le quali è prevista l’istituzione della “ Città Metropolitana” ( che non dovrebbe essere lontana, vista la veloce svolta federalista in corso): le città metropolitane propriamente dette sono dieci: Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e, appunto, Reggio Calabria. Ad esse vanno aggiunte quelle previste dalle varie costituzioni delle Regioni a Statuto Speciale: Palermo, Catania e Messina per la Sicilia; Cagliari e Sassari per la Sardegna; Trieste per il Friuli Venezia Giulia.

Come possiamo essere direttamente interessati noi Oppidesi a questo importantissimo ed epocale processo dei trasformazione amministrativa in atto?

La legge 142/90, all’aricolo. 17 indica che “Sono considerate aree metropolitane le zone comprendenti i comuni e gli altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta integrazione in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali”.

Dunque se : la ‘Città Metropolitana’ è un ente amministrativo, l”Area Metropolitana” è una zona circostante caratterizzata da rapporti strutturali omogenei che si realizzano al suo interno, e comprende più comuni. Una ‘Città Metropolitana’ può infatti determinare la propria ‘Area Metropolitana’ individuando nei comuni intorno al proprio centro quel contesto territoriale, sociale, civile e culturale allargato che ne costituisce l’ identità. L’Area Metropolitana di Milano, ad esempio, annovera ben 248 comuni per complessivii 4 milioni e 800 mila abitanti, quella di Bologna, invece, soltanto 11 per complessivi 550 mila abitanti.

Per Reggio e Messina l’aggregazione è però ulteriormente complicata perchè le due città fanno parte di altrettante giurisdizioni Regionali distinte e separate, di cui una a Statuto Speciale. Per questo motivo, al fine di realizzare un’omogenea area metropolitana , Reggio e Messina oggi sono entrambe divenute ‘Città Metropolitane’, socchè entrambe hanno ora la possibilità di individuare la rispettiva ‘Area Metropolitana’ inglobando i comuni contigui e andando a creare in ultima analisi quel “Consorzio Metropolitano dello Stretto” che a sua volta potrà istituzionalizzare concretamente l”Area Metropolitana dello Stretto”.

L’Area metropolitana di Messina, individuata dal decreto del Presidente della Regione Siciliana del 10 agosto 1995, comprende 51 comuni, che vanno da Milazzo a Taormina e Giardini-Naxos, includendo le Isole Eolie, per complessivi 480 mila abitanti. Anche Reggio ovviamente dovrà delimitare la propria ‘Area Metropolitana’ inglobando almeno altrettanti Comuni, dall’entroterra Aspromontano fino alla piana di Gioia Tauro da un lato, e fino ai centri ionici dall’altro.

Ipoteticamente l’Area Metropolitana reg gina potrebbe comprendere oltre 450.000abitanti, sommando ai 185 mila di Reggio, almeno quelli dei centri più popolosi o importanti: ( Palmi (19.000 abitanti), Gioia Tauro (18.000 abitanti), Siderno (17000 abitanti), Taurianova (15000 abitanti); Oppido (5000 abitanti), Rosarno (16000 abitanti), Villa San Giovanni (13.000 abitanti), Locri ( 13000abitanti), Polistena (11.000 abitanti) Bagnara Calabra (11000 abitanti) e quelli degli altri piccoli comuni del territorio.

Ne risulterebbe che l’Area Metropolitana dello Stretto, consorziata dall’unione tra le due città costiere e dai relativi territori, arriverebbe a contare non meno di 900 mila abitanti, più delle Aree Metropolitane di Catania e Bologna e grosso modo alla pari con Bari , diventando il terzo centro urbano del mezzogiorno (dopo Napoli e Palermo) e il settimo d’Italia, dopo Milano, Torino, Firenze, Roma , Napoli, Palermo.

Quale sarà la sorte del nostro comune in questo coacervo di situazioni amministrative?

Molto probabilmente, anzi quasi certamente, Oppido Mamertina è inserito “ di diritto” nell’ Area Metropolitana dello Stretto, ma ciò non basta. Il suo effettivo inserimento infatti va preparato attentamente , individuandone le ragioni storiche, orogeografiche, produttive e culturali, tali da poter concorrere in modo pieno e a testa alta alla nuova sinergia che si verrà a creare nell’ambito della nuova aggregazione territoriale, con i tutti i benefici che a sua volta potrà ricevere e che potremmo sinteticamente così elencare:

- autonomia da lacci e lacciuoli imposti dalla legislazione regionale in molte materie che riguardano la vita quotidiana ( con ricadute benefiche anche sul sistema sanitario e scolastico locale ) ; - snellimento nella gestione dei vari servizi al cittadino; - nuova gestione della rete viaria ,dei collegamenti e dei trasporti; - investimenti sul turismo; - partecipazione alla distribuzione e alla copertura di servizi amministrativi e logistici; - valorizzazione della “montagna” .

Proprio su quest’ultimo asse, Oppido potrebbe trovare una propria collocazione di eccellenza all’interno dell’ Area Metropolitana, quale possibile epicentro territoriale non solo dell’attuale versante tirrenico del Parco, ma anche quale “capoluogo” morale di quella civiltà territoriale dell’Aspromonte identificabile con l’antico territorio della Diocesi Bizantina di Hagia Agate che comprendeva il comprensorio del Marro e che oggi ancora si qualifica come habitat importante , anche se idrogeologicamente assai dissestato, di mille specie arboree e animali e di altrettanti potenziali investimenti produttivi e turistici.

I vantaggi che anche il nostro comune potrà avere, scrollandosi di dosso la ‘palla al piede’ che i forti poteri burocratici, amministrativi ,economici, hanno costituito fino ad ora sono inimmaginabili e incalcolabili: pensiamo soltanto al tipo di sviluppo che potrebbe avere il territorio montano da una gestione unica di tutte le risorse dell’Area Metropolitana dello Stretto. Risorse che, qualora valorizzate come meritano, sottratte alle grinfie della criminalità organizzata, proietterebbero quest’Area come nuova vera Capitale del Mediterraneo, a maggior ragione con l’istituzione del mercato di libero scambio nel Mediterraneo, operativo dal 2010.

Una grande occasione dunque, a condizione che, come sempre, non venga da noi Oppidesi scioccamente sprecata , presentando alla tornata elettorale in cui sarà eletto il “ parlamento” dei rappresentanti del territorio dell'Area il nostro abituale centinaio di candidati, pronti a rvendicare meriti inesistenti, prontissimi a scaraventare sugli altri le proprie colpe e comunque algebricamente molto impegnati solo ad annullarsi a vicenda.

35 commenti:

Anonimo ha detto...

C'era bisogno( almeno per me) di unillustrazione così completa e chiara di tutta la materia.
Ne sentiamo discutere da tanto tempo, ma confesso che non avevo mai avuto il tempo di documentarmi.
Un ringraziamento dunque e complimenti.

Anonimo ha detto...

L'amara considerazione conclusiva dell'articolo mi trova molto d'accordoc e mi fa riflettere sulla nostra realtà " politica" oppidese di sempre.
Siamo troppo poco uniti per esprimere dei nostri rappresentanti in istituzioni politiche appena appena più elevate delconsiglio comunale.
Speriamo bene.
Il "servizio" che avete fatto è veramente ricco e chiaro credo per tutti.
Era opportuna, avete fatto benissimo.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Come bene si capisce dal thread si aprirà presto uno scenario nuovo anche per i paesi come Oppido.
La scelta da fare è la solita: o diventare timonieri di se stessi oppure farsi trasportare dalla corrente e badare alle piccolezze.
Oppido negli ultimi tempi su tutte le questioni (ospedale, strade, scuole, agricoltura) ha preferito farsi trasportare dalla corrente.
Riuscirà questa volta a diventare più responsabile? Ci credo poco e mi auguro che una nuova classe dirigente oppidese possa prendere le redini del destino di questo povero paese.

Viki ha detto...

Dopo tanti giorni di assenza da Oppido e dal blog finalmente posso riaffacciarmi per salutare tutti e commplimentarmi per questi bellissimi articoli.
Voglio salutare Peppinello, Volpe di sera e tutti gli altri amici di sempre.
Un grazie come sempre ai gestori del blog.A presto.

Anonimo ha detto...

area metropolita o non area, Oppido resterà tale e quale.
E anche gli altri paesi.
I miliardi di € andranno solo ai volponi che hanno studiato quest'altra ca.... come quella del ponte.

Elios ha detto...

Tutte chiacchiere.
Anche voi vi adeguate al grande inganno dell'Area Metropolitana dello Stretto ( che non ci sarà mai) che serve soltanto a giustificare i grandi investimenti per il ponte. Un'altra cattedrale nel deserto che non sarà mai portata a compimento e che regalerà un sacco di soldi alla mafia e alla ndrangheta.

Elios ha detto...

Perchè non raccontate queste verità ai lettori di questo blog? Perchè nopn dite che c'è di mezzo anche la Massoneria che manovra tutti i fili della politica locale anche a Oppido?

francesco ha detto...

Anonimo afferma : " Oppido negli ultimi tempi su tutte le questioni (ospedale, strade, scuole, agricoltura) ha preferito farsi trasportare dalla corrente."

Amico mio, dissento: non è assolutamente vero che Oppido fino ad ora si sia fatto trasportare dalla corrente, non esaqgeriamo.
Pensiamo, per le swcuole, all'impegno e ai sacrifici profusi per le scuole oppidesi da tanti docenti di Oppido e dai dirigenti e anche ai risultati raggiunti che, speriamo, durino nel tempo e siano, posswibilmente, incrementati.

Pensiamo, per l'ospedale, all'impegno e ai sacrifici da tanti medici e paramedici e dall'attuale direttrice sanitaria, che sicuramente continueranno sfidando a testa alta chi vorrebbe affossare la nostra sanità.

Non facciamo di tutte le erbe un fascio, non colpevolizziamoci di continuo, non piangiamoci addosso.

E se la politica locale fino ad ora è stata debolissima nell'affrontare i nostri problemi storici a causa di divisioni create ad arte, cerchiamo ugualmente di risollevare la testa.
Anche per quanto riguarda le strade e l'agricoltura.

francesco ha detto...

Per Elios.

Dissento dal Suo catastrofismo. Ritornare a proporre anche su questo tema cosi importante i soliti luoghi comuni di certa propaganda antiponte è fuori luogo.
I due problermi vanno nettamernte separati: altra cosa è l'istituzione della città metropolitana e dell'area metropolitana, che tanti benefici potranno portare anche a Oppido; altra cosa è la questione del ponter che, diciamolo chiaro, disturba non solo gli ambientalisti, ma anche le società private che verrebbero a perdere grossi guadagni.
Ad ogni buon fine, il dibattito sul Ponte, se i gestori lo riterrannjo opportuno, potreb be essere oggetto di un futuro thread.
Ora è bene discutere ed arricchire il discorso sul tema proposto ed approfondito con evidente impegno e sforzo da parte degli autori.

Per quanto concerne poi i "poteri occuòlti" che secondo Lei agirebbero nerll'ombra anche a Oppido, mi trattengo da stento dal ridere e comunque no comment.
Non me ne voglia.

Buona giornata a tutti.

Valerio ha detto...

Vado OT ma penso sia ragionevole considerare che in un'ottica di revisione e incremento del sistema dei trasporti nella futura Area Metropolitana dello Stretto, quello del ponte è un discorso da affrontare seriamente al di là della propaganda sentimentale di qualcuno e della propaganda (molto) interessata di altri.
Riflettiamo sul serio sul modo giusto per prepararci a questa nuova grande possibilità che la storia offre anche a Oppido.
Sarà probabilmente l'ultimo treno, visto che, malgrado sforzi e sacrifici, sia l'ospedale che le scuole stanno miseramente crollando.
Caro Francesco capisco benissimo il tuo discorso ( e il tuo rimpianto), ma purtroppo la realtà è questa.

Davide TO ha detto...

E' bello che in tempo quasi reale questo blog abbia pubblicamente espresso il cordoglio di tutti per il terribile attentato dinamitardo di Kabul.
In un momento in cui in Italia sembra più acceso il teatrino dei politici o dei politicanti, i nostri soldati continuano a lavorare nel silenzio-
Mi viene da pensare: quanto è distante il teatro di certa politica dal Paese vero!
Ottimo il nuovo thread, finalizzato a chiarire le idee anche a chi frequenta questo blog.
Speriamo, come dite voi, che l'istituzione dell'Area metropolitana non sia a Oppido l'ennesima occasione per fare discussioni infinite e inutili.

G. F.D. ha detto...

La prospettiva più sensazionale, secondo me, è qualla cui avete accennato, cioè la nascita del Mercato Mediterraneo di libbero scambio a partire dall'anno prossimo.
E' un fatto nuovo, imprevedibile, benefico, dal quale i nostri territori calabro-siculi, se consorziati, potranno trarre benefici di gran lunga superiori a quelli che si prevede apporteranno la Città Metropolitana e l'Area Metropolitana.
Sembra strano, ma i partiti politici, i sindacati, gli economisti ignorano questo evento che da qui a qualche mese rivoluzionerà i rapporti economici nel Mediterraneo.
Ma i nostri paesi sono pronti?
Cosa avranno da immettere sul mercato?

Mi congratulo per lo studio e l'analisi che avete condotto su questo sito: cisono arrivato tramite un motore di ricerca.

Anonimo ha detto...

In fondo per la nuova area l'Aspromonte costituisce il polmone verde e anche una riserva di legname.
Ma c'è veramente la volontà di bonificarlo della delinquenza organizzata?
Non mi pare. Hanno eliminato subito le caserme di carabinieri e di polizia che ci avevano messo qualche anno fa.
La prefettura cosa riferisce a Roma?

Anonimo ha detto...

Un'altra osservazione: siamo sicuri che Oppido Mamertinba rientrerà nel territorio metropolitano di RC?
Io ho i miei dubbi.

ngs ha detto...

X Valerio.
Il ponte sullo stretto ( come la bella invenzione dell'area metropolitana e di Reggio città metropolitana) sono solo foraggio per la mafia, non dire altre sciocchezze.

mariobrv ha detto...

Sono già intervenuto varie volte su questo blog con altro nick. Ci entro con un nick nuovo solo per evitare che si rimuova a priori il mio commento dopo il disguido avuto circa due mesi fa con questo blog ( gestore, osserva quanto sono sincero e, se puoi, dimentica le parole che sono volate.....pardon ..scappate dalla tastiera!)
Premesso che, pur non abitando più da tempo a Oppido, sono spessissimo a Oppido, voglio parteciparvi una mia riflessione sulla situazione politica locale in riferimento a questo ottimo " studio" dei nuovi "scenari" che si apriranno anche per Oppido con l'istituzione dell'Area Metropolitana dello Stretto.
La parte conclusiva del trehad mi ha colpito e fatto riflettere.
A Oppido siete meno di 5000 persone residenti (comune intero) X circa 3500 votanti.
Ebbene, oggi come oggi, se ho capito bene la situazione dopo quello che ho osservato direttamente sul posto fino a due settimane fa, a Oppido, gli schieramenti politici sono almeno 10 ( si dica D I E C I). Precisamente:
1) sottopartito della lista al potere di tendenza UDC,
2)sottopartito della lista al potere di tendeza "meridionalista"m
3)sottopartito della lista al potere di tendenza "localista- opportunista",
4)sottopartito della lista al potere di tendenza berlusconiana,
5)Arcobaleno propriamente detto,
6)costola arcobaleniana denominata al momento "Oppido Nostra",
7)Falchi arcobaleniani oltranzisti,
8)Popolo delle libertà propriamente detto,
9) "Partito" dei Castellacesi,
10) "Partito" dei Messignadoti,
(i poveri piminoresi non hanno infatti un loro "partito" e si dividono i voti uno per uno, manco più famiglia per famiglia).
Detto questo, mi sapete dire quale speranza ha il Comune di Oppido non solo per essere ben rappresentato alla futura Area Metropolitana dello Stretto ma anche alle regionali che si svolgeranno tra qualche mese?
Pensateci ragazzi. Pensateci.

mariobrv ha detto...

Rivolgo anche io e la mia famiglia un pensiero di gratitudine ai caduti di Kabul, invitando tutti a pensare che la più grande offesa che possiamo arrecare alla memoria di questi caduti è quella di dire che gli Italiani si devono ritirare subito.

mariobrv ha detto...

Un grazie ai gestori se faranno passare questi commenti e l'invito a dimenticare le discussioni intercorse in passato: riconosco il mio oltranzismo all'epoca come riconosco oggi che lo spazio di discussione deve essere aperto a tutti.

Valerio ha detto...

A ngs.
E' possibile anzi probabile che dica sciocchezze anche io qualche volta ma questo non ti autorizza minimamente ad essere tanto insolente e arrogante.

GFD ha detto...

Accrescere e potenziare la democrazia rappresentativa in questa nuova area territoriale e amministrativa.
Ecco il vero bisogno a cui dobbiamo tutti stare molto attenti.
Si, potenziare il mercato, gli scambi, le produzioni intensive , estensive, di nicchia o di massa. Va benissimo. Ma ancora più importante è cogliere l'occasione per incentivare il dibattito civile e democratico ( oltre che culturale).
Sicuramente gli organismi di governo della furura ( o già presente) Area metropolitana dovranno essere espressi al di fuori della logica dei partiti o delle aggregazioni ( mi sgomenta a proposito la bella riflessione di Mariobrv), ma soprattutto al di fuori della logica dei poteri sommersi e trasversali (ndrangheta, mafia, massoneria (c'è poco da ridere, Francesco).Certi fenomeni sommersi non si vedono, ma ci sono.

Ungestore ha detto...

Per Mariobrv.

Non ricordiamo il "disguido" di cui parli. Molto probabilmente si sarà trattato di episodio insignificante se, appunto, sfugge.
No problem. Felici del tuo "ritorno".
Saluti.

Ester ha detto...

Anche se intervengo poco sapete che sono sempre vicina a questo blog.
Mi compiaccio per la ricchezza degli articoli che inserite ( bellissino quello su Tedeschi ma anche gli altri).
Voglio esprimere le mie condoglianze alle famiglie dei nostri sei eroi e manifestare la mia amarezza perchè da molte parti si dice che la nostra missione in Afganistan non è messione di pace.
Dire queste cose significa offendere la memoria di questi eroi e giustificare l'atto di terrorismo nel quale sono rimasti uccisi. Pensiamoci.

Anonimo ha detto...

Non so se e quando si farà il ponte sullo stretto visti i problemi che esistono sotto tutti i punti di vista.
Ma pensare a una "Area metropolitana dello Stretto" con le strade e le ferrovie che abbiamo è solo ridicolo.

DavideTO ha detto...

Aonimo ore 20,04, che strade e ferrovie in provincia di Reggio e di Messina sono dissestate e insufficianti non è affatto una buona ragione per rinviare o annullare l'istituzione della Città e dell'Area Metropolitane.
Al contrario anzi bisogna accelerarle. Da quanto ho capito infatti dopo il decollo di questa nuova realtà sarà più facile curare il sistema stradale e ferroviario nell'area interessata.
A Tprino già molti aspetti e molte competenze della "Città Metropolitana" stanno venendo meno alla Provincia.
Le province nelle città metropolitane infatti non hanno motivo di esistere sono soltanto carrozzoni clientelari e basta.

Anonimo ha detto...

X Davide To

Com'è possibile che a Torino già alcune competenze della Città Metropolitana siano state tolte alla Provincia?

Anonimo ha detto...

E Reggio Calabria diventa «metropoli»
Assente nella legge del '70, «promossa» dal centrodestra
Vaglielo a spiegare ai cittadini di Verona, Taranto, Padova o Brescia, perché Reggio Calabria debba entrare tra le «aree metropolitane» e le loro città, più grandi, no. Vaglielo a spiegare soprattutto ai sindaci leghisti, già in fibrillazione coi loro elettori per i soldi dati a Catania e a Palermo. Eppure è così: nella scia d'un voto in commissione passato grazie a un emendamento voluto da An, il capoluogo calabrese farà parte del gruppetto delle elette. Pur non entrando in neppure una delle classifiche dei maggiori sistemi urbani italiani.
La legge 142 del 1970 all'articolo 17 è in realtà chiarissima: «Sono considerate aree metropolitane le zone comprendenti i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e gli altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta integrazione in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali». Totale: nove. Più Cagliari, in virtù dell'articolo 43 dello statuto speciale per la Sardegna. Un'aggiunta che si sarebbe tirata dietro le aree metropolitane decise «autonomamente » a livello regionale per Palermo, Catania o Messina.
Di fatto, definire cosa sia un'area metropolitana è più complesso. La legge parla di comuni che assumono le «funzioni di competenza provinciale » quando «hanno precipuo carattere sovracomunale» e queste funzioni (pianificazione territoriale, viabilità, traffico e trasporti, tutela dei beni culturali e dell'ambiente, difesa del suolo, smaltimento dei rifiuti) «debbono, per ragioni di economicità ed efficienza, essere svolte in forma coordinata nell'area metropolitana». Una definizione che dice tutto e niente. Gli stessi urbanisti non sono concordi sul metodo «scientifico» per enunciare una volta per tutte cosa sia un'area metropolitana. In linea di massima, tanto per intenderci, si considera tale un sistema di comuni che hanno un grosso insediamento centrale e una serie di comuni satelliti che, per motivi economici, culturali, sanitari, viari, ferroviari e così via gravitano intorno.
Fatto sta che, al di là della definizione della legge varata e mai portata a compimento 39 anni fa (per capirci: l'anno in cui Luciano Lama diventava segretario della Cgil, mezzo milione di hippies inondavano l'isola di Wight per sentire Jimi Hendrix e la nazionale perdeva la finale in Messico col Brasile) esistono un mucchio di tabelle, classifiche, elenchi e mappe differenti. Con una sola caratteristica in comune: tra le aree metropolitane non c'è mai Reggio Calabria.
Non c'è nel cartogramma dell'Istat sulla densità di popolazione residente dove spiccano in colore rosso fuoco Roma e Milano, Padova e Torino, Livorno e Bari, Napoli e Ancona ed altre ancora, ma non la città sullo stretto. Non c'è nella graduatoria delle città più popolose, dove è al 19˚ posto appena davanti a Parma e alle spalle non solo di Verona, Brescia, Padova, Trieste o Taranto ma perfino di Prato. Non c'è nella mappa Istat dei grandi comuni, dove piuttosto c'è la dirimpettaia Messina. Non c'è, infine, nella tabella dei primi 13 «Sistemi Locali del Lavoro dei Grandi Comuni» elaborata ancora dall'Istat e usata da chi governa per decidere come e cosa fare dato che questi «Sistemi» sono «unità territoriali costituite da più comuni contigui fra loro, geograficamente e statisticamente comparabili» e insomma fotografano al meglio la complessità delle maggiori aree urbane.
(continua)


Gian Antonio Stella
Il Corriere della Sera
22 marzo 2009

Anonimo ha detto...

E Reggio Calabria diventa «metropoli»
(parte II)

Non bastano i dati italiani? Andiamo a prendere «Les aglomeraciones metropolitanes i les regions europees », uno studio condotto dall'«Institut d'Estudis Regionals i Metropolitans de Barcelona» che ha messo in fila 88 aree metropolitane. La prima è quella intorno a Londra che arriva a dodici milioni e mezzo di abitanti, la seconda è quella di Colonia con dieci milioni, la terza quella di Parigi, la quarta di Liverpool e Manchester, la quinta quella di Amsterdam, la sesta quella di Milano: 6 milioni e 114 mila abitanti. E giù giù a scendere si trovano Napoli e Roma, Torino e Palermo, Genova e Catania e Bologna e Padova e perfino Pescara. Ma non Reggio Calabria.
Tema: perché è stata dunque inserita dalle Commissioni Riunite Bilancio e Finanze tra le aree metropolitane? Per il numero degli abitanti della provincia? No: con 564.223 è molto più piccola di quelle di Varese, Treviso o Caserta. Per il numero degli abitanti della città sommati al circondario? No, perché i municipi limitrofi, tra i quali spicca Sant'Alessio in Aspromonte (364 anime) arrivano tutti insieme a 39.118 persone, il che fa della «Grande Reggio» una città assai meno popolosa della sola Verona senza i suoi popolosi sobborghi.
E allora? Se fosse stata varata «un'area metropolitana dello Stretto, mettendo insieme Reggio e Messina in previsione del Ponte», come dice polemicamente il deputato dipietrista Antonio Borghesi nella scia d'una vecchia tesi, sarebbe forse stato diverso. Forse. Ma così? Per capirci qualcosa, può aiutare l'elenco di chi, forse auspicando un futuro arrivo di finanziamenti ad hoc, ha presentato l'emendamento: i deputati Italo Bocchino, Massimo Corsaro, Francesco Nucara, Antonino Foti, Angela Napoli e Santo Versace. Denominatori comuni? O sono reggini o sono di An o sono le due cose insieme. E chi governa da anni sulla sponda calabrese dello Stretto? Giuseppe Scopelliti, di An.
Per carità, tutto legittimo. La politica, in democrazia, è fatta di scelte politiche. E non si può accontentare tutti. Resta la domanda: dopo avere deglutito come fossero olio di ricino i soldi dati a Catania, i soldi dati a Roma, i soldi dati per evitare la bancarotta dell'Amia palermitana, come sarà vissuta la novità dentro la destra di governo? Cosa diranno governatori come Giancarlo Galan convinti che «il governo si sta meridionalizzando» e certi sindaci padani alle prese con un elettorato affetto da dolorosi mal di pancia?

Gian Antonio Stella
Il Corriere della Sera
22 marzo 2009

Anonimo ha detto...

Francamente non riesco a prefigurarmi grandi vantaggi per la nostra cittadina dalla Istituzione dell' Area Metropolitana di Reggio Calabria ed, eventualmente, dello Stretto, se è vero , come mi è sembrato di capire leggendo l'articolo introduttivo del dibattito, che questa nuova Realtà Amministrativa si sostituirà pari pari all'Ente Provincia.

Si tratterebbe, in sostanza, di un
semplice trasferimento di attribuzioni da un ente all'altro e, nel caso specifico della città di Reggio Calabria, assisteremo alla nascita di una seconda Provincia, più o meno con la stessa competenza territoriale.

Ciò significherà :

a) Più uffici e più stipendi e,quindi, uno spreco di risorse che potrebbero essere utilizzate in maniera sicuramente più produttiva ( ad esempio, per la viabilità )

b) Più Amministratori da mantenere
per effetto della dupicazione di cariche elettive.

c) La sostanziale inattività dell'Ente Provincia ,che conserverebbe la propria competenza su un territorio "fantasma" e che diventerebbe,pertanto, un peso per le Finanze Pubbliche.

C'è il rischio, in definitiva, di aggiungere un altro
" carrozzone " ai tanti già presenti nella nostra Italia.

Anonimo ha detto...

Gian Antonio Stella non avrebbe tanto gridato allo"scandalo", nè si sarebbe preoccupato affatto delle reazioni di noi calabresi se al posto di Reggio Calabria fosse stata creata Verona città metropolitana.
Non si aggiunge carrozzone a carrozzone perchè la dove esiste una città metropolitana le competenze della Provincia finiscono e questo ente scompare.
Dipenderà da noi e solo da noi se dell'Area Metropolitana e dei relativi uffici amministrativi vorremo fare un carrozzone o un treno ad alta velocità oppure se vogliamo continuare a venircene qui al nord, continuare a parlare male del sud e fare il gioco dei leghisti e di chi se ne fotte della Calabria!

Anonimo ha detto...

Certo dà fastidio a giornalisti come Stella ( se si possono chiamare giornalisti) che una città come Reggio, illustre per cultura e storia, ma terribilmente decaduta come tutta la Calabria, possa diventare città metropolitana.
E dà fastidio anche a chi, non essendo abituato a ragionare con la propria testa, ripete a pappagallo o a scimmietta le cazzate di certi personaggi di sinistra che del problema meridionale si sono sempre riempiti la bocca e le tasche con i lauti stipendi di Montecitorio per sè e per le loro mogli ( Vedi Fassino).
La moglie di un certo onorevole di sinistra, onorevole anche lei, che da venti anni sfrutta il Parlamento con stipendi d'oro e priviulegi assoluti in tutta la sua carriera parlamentare avrà parlato si e no per un'ora ed è una delle più assenteiste di Montecitorio.
Questa è la gente che quando apre la bocca per parlare bolla il sud e la calabria come un inferno di mafia e basta. Come per dire: voi non dovrete alzare mai più la testa, lasciate fare a noi.

Observ ha detto...

"Fare il gioco dei leghisti" significa anche appoggiare al sud il governo berlusconi o in Sicilia l'MPA.
E noi meridionali l'abbiamo fatto e lo stiamo facendo,
Non lasciatevi trascinare dagli specchi per le allodole di città metropolitane fantasma...

Anonimo ha detto...

Scusare l'OT, ma avete fatto bene a indicare nomi e cognomi dei sei e r o i caduti a Kabul. Ci rendiamo conto che gli sciacalli( che si dicono di sinistra ma sono solo sciacalli) scrivono sui muri delle città -6 e addirittura un prete di Milano che nelle sue omelie attacca in continuazione questo governo, ha scritto ieri sul suo sito che i parà uccisi a Kabul «sono solo dei mercenari» che non meritano tanta commozione.
Siamo all'assurdo.
La politica italiana è caduta in basso se degli imbecilli possono permettersi di scrivere queste cose.
Mi meraviglio soprattutto del prete.

Anonimo ha detto...

Dalla lettura dell'articolo in commento sembra che il nostro comune, insieme ad altri importanti comuni , potrebbe far parte dell'Area Metropolitana della città di Reggio Calabria.

Siamo proprio sicuri che il trasferimento delle competenze dell'Ente Provincia al comune di Reggio Calabria finirà veramente per avvantaggiare Oppido Mamertina ?

O non c'è, piuttosto, il rischio che un accavallarsi di competenze tra Provincia e Area Metropolitana ad esempio nella Piana di Gioia Tauro, renda molto più complicate le cose?

Nel campo della viabilità si potrebbero creare problemi gestionali seri laddove si dovesse intervenire, ad esempio, per la manutenzione di strade che collegano comuni i cui territori appartengano ai due diversi Enti.

In definitiva non penso che sia auspicabile che Oppido faccia parte dell'Area Metropolitana quando , magari, non ne faranno parte Varapodio e Scido......

Riflettete, gente !

DavideTO ha detto...

X ANONIMO DELLE ORE 11,54. Secondo me tu di tutto il discorso hai capito ben poco.

Anonimo ha detto...

Sarò la voce fuori dal coro,non l'unica a leggere i commenti,ma mi fa ridere l'idea di Reggio città metropolitana!Certo se si vuole con questa nuova destinazione,garantire al Sindaco libertà di azione sul territorio e nuove attribuzioni,nuovi poteri nuove prebende questo è il momento favorevole,dal punto di vista politico.Ma ci vogliamo fermare e riflettere sulla realtà misera che sta vivendo la calabria e la provincia reggina in particolare?Sono fresca e ancora stanca di un viaggio Firenze-Villa San Giovanni.
superato Salerno si potrebbe dire"hic sunt leones"se sbaglio,ortograficamente mi scuso,il mio latino non è fresco,ma il senzo della frase sì,fresca ed attualissima.
Oltre Napoli spariscono le tabelle indicative del miglior prezzo per carburanti,e ad ogni fermata il prezzo lievita,la strada si fa trazzera,i servizi igienici somigliano a latrine di angiporto,per fare il tratto Mileto-Rosarno siamo stati deviati su strade certo statali,ma più somiglianti a gimcane sconnesse,prive di indicazioni,tropea-vibo-mileto,non so dove ci trovavamo.E fra breve dovrebbero iniziare i lavori del ponte(sic!)e la Salerno Reggio sarà ancora qusta.Di Oppido,inglobata nell'area metropolitana?Vi chiedete l'utilità di questa trovata,cioè,cosa ne può venire alla cittadina?Certo sarà un'ottimo motivo di dibattito di alta politica,come lo è stato il tratto di strada-300-400 metri?che separa il paese da un anno dal resto del mondo civile,ed ora anche altre strade,le poche che ancora non hanno tagliato fuori del tutto il paese,quasi non più percorribili!Sono supercritica perchè devo ancora smaltire la piacevolezza del viaggio sulla SA-RC,e mi trovo con questa interessante discussione sulla Città metropolitana e sulle ricadute su Oppido,sinceramente non so se piangere o ridere,-tralascio per amor di patria altre piacevoli notizie riguardanti ammazzamenti sequestri di beni,arresti denunce ecc,...