domenica 13 settembre 2009

GEPPO TEDESCHI, FUTURISTA ... DIMENTICATO NEL PASSATO

La plurisecolare storia del nostro ospedale, del quale tanto in questi giorni si discute nelle piazze virtuali e reali, annovera, tra i suoi protagonisti, figure nobilissime di oppidesi distintesi sia per l’impegno profuso al servizio della collettività che – e magari maggiormente – per la loro attività in campi diversi da quello politico-amministrativo. Tra i secondi va annoverato Geppo Tedeschi, Presidente dell’Ospedale Civile di Oppido Mamertina negli anni ’50 e, già prima, durante il secondo conflitto bellico, Podestà della nostra cittadina il cui nome, tuttavia, è stato consegnato agli annali, più che per questi suoi trascorsi pubblici, per la verità suscettibili di rilievo solo locale, per la sua opera di letterato e poeta, che gli consentì di raggiungere una importanza e notorietà almeno nazionali, e persistenti oltre la sua morte.

Nato nel 1907 nell’allora Comune di Tresilico in seno a famiglia dedita tradizionalmente alla letteratura, il nostro aderì negli anni Trenta al Futurismo fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, del quale fu anche amico personale, che per suo merito fu presente ad Oppido per una pubblica occasione, e che firmò la prefazione di diverse sue opere (Corti Circuiti, Lanciano, 1938; Gli adoratori della patria, Lanciano, 1941).

Il Tedeschi futurista palesava, nell’arte coltivata, tutti i caratteri, sostanziali e formali, del movimento : il culto delle macchine e della modernità; la soppressione delle convenzioni narrative o poetiche, e comunque grammaticali e sintattiche, sino all’elezione di nuovi moduli espressivi, spesso proclamati a mezzo di “manifesti” di presentazione (tra i quali uno ascrivibile al nostro, il Manifesto della poesia sottomarina, diramato a Messina nel 1938), tanto nella prosa (il romanzo sintetico, quale il già citato Gli adoratori della patria) che nella poesia, ove trionfa il verso parolibero. L'aeropoema Idrovolanti in siesta sul Golfo di Napoli ( Napoli, 1938), del quale di seguito riportiamo uno stralcio, può definirsi, nella sua produzione, rappresentazione esemplare dei cennati stilemi : “Dibattito progresso commozione d’idrovolanti/in siesta/sulle precise ore 2 del pomeriggio/NO NoooooOOOOOOOOO/rombano i motori al tavolo da lavoro/cosiiiiiiiiIIIII non si può concepire/il Grande Poema/Golfo di Napoli”).

Definire , con obiettivo di esaustività, Geppo Tedeschi semplicemente un futurista è però banale e riduttivo, giacchè la sua opera va qualificata alla luce di contaminazioni ed evoluzioni ben diverse dalla mera inclusione nella più importante avanguardia culturale del periodo.

Egli, difatti, aderì a quest’ultima, innanzitutto per ragioni anagrafiche, non certo nella prima ora, ma allorché la stessa aveva subito quei mutamenti che, nel campo letterario, l’avevano condotta al secondo e terzo futurismo, entrambi ricchi di influenze surrealistiche ("Ieri sera/vidi laggiù/sotto un’arcata blu/di cielo/il vecchio falegname/che ubriacatosi/col mosto/ d’un tramonto/ d’ agosto/ voleva liquefare/in fretta/la colla/col fuoco d’una lucciola/Poi nel ripassare/lo rividi/inchiodare sbadatamente/pezzi di notte/e di luna cadente"; Falegname ubriaco, in Corti circuiti, citato). Inoltre, ed in special modo a partire dal 1940, il poeta virò decisamente verso manifestazioni artistiche più aderenti alla tradizione, e nella composizione metrica, spesso organizzata secondo suggestioni ungarettiane, e in genere nella forma espressiva (vicina all’ermetismo), e nei temi cantati, non più e non solo coincidenti con le icone futuriste, ma divenuti intimi e inerenti il mondo rurale e la realtà paesana (v. tra le altre la raccolta Rosolacci tra il grano, Milano, 1943).

Trasferitosi da Oppido a Roma dopo gli anni '50, in età più tarda Tedeschi aderirà al Manifesto lanciato da Enzo Benedetto , che diede l’incipit alla pubblicazione della rivista Futurismo oggi ed alla riscoperta della vecchia linea; curò un’antologia poetica del Futurismo e, soprattutto, continuò la sua produzione fino alla morte, avvenuta nella capitale nel 1993.

Sia per la sua militanza, sebbene sia avvenuta con tutti i segni della maniera, nei movimenti dell’epoca, che per le punte di vera arte che egli ha toccato nella sua produzione, il Tedeschi va annoverato tra i poeti italiani del secolo scorso degni di memoria, e correttamente i suoi componimenti sono ancora letti; inclusi in sillogi antologiche, specialmente tematiche; fatti oggetto di analisi storico-critica.

Dal nostro punto di vista, è stupefacente come egli sia riuscito a legare, allorchè era oppidese residente ad Oppido, il nome della sua città, classicamente al di fuori dei grandi processi ed innovazioni culturali, allo sviluppo, al quale fu partecipe, delle più avveniristiche correnti letterarie del XX secolo.

Ai giorni nostri, che vedono impazzare illimitatamente poetucoli e poetastri, ad una autorità quale Tedeschi, indimenticata da tutti gli ambienti intellettuali italiani, conferire un civico riconoscimento sembrerebbe quanto meno doveroso, e tanto più appropriato magari se fosse avvenuto in quest’anno, nel quale l’Italia tutta ha celebrato il centenario del marinettiano Manifesto di fondazione del movimento futurista.

Da almeno un decennio l’istituzione municipale dibatte della intitolazione a Geppo Tedeschi di una delle due piazze adiacenti (l’altra è corretto che rimanga dedicata a San Rocco, visto che sul luogo sorgeva una chiesa omonima) site in Tresilico, ove trovasi la torre campanaria e vi è la villa già appartenuta alla famiglia del poeta, ma le discussioni, poi non si traducono in fatti, dando l’impressione che il nostro paese non voglia ricordarsi di uno degli oppidesi migliori.
Eppure questi, anche nei suoi componimenti, serbava sempre il ricordo del luogo ove nacque e visse per la gran parte dei suoi anni. Colorava così il nostro paese delle insegne del movimento di appartenenza, tanto da affermare che "Oppido Mamertina/ futurista/è stata nominata/ sovraintendente estetica/di tutta la Calabria" (Ruralismo calabrese, Faenza, 1942); ne utilizzava i paesaggi, specie quelli percepibili dalla sua casa, quali evidenti scenari ispirativi, così da cantare, in una lirica dal didascalico titolo Dal balconcino, che "La sera sciama ronzando dal quadrante/del giorno/convesso d’ombre infantili/Le 7 pesano come l’argilla/sul campanile minuscolo/quanto un accento circonflesso" (Corti circuiti, cit.); infine, da esso trasferitosi, velatamente lo preferiva, considerandolo nel suo contesto piccolo e provinciale, alla metropoli ospite allorchè declamava, rivolto a Roma : "Sono stupende/ le tue luci al neon. /Ma, al mio cuore/ piacciono di più/ le fioche lampadine/ dei villaggi." (tratto da Hanno bruciato i cespugli, 1985).

Ci piace ritenere che questi ultimi versi contengano un inespresso riferimento ad Oppido ed al suo microcosmo urbano ed agreste, le cui luci il poeta continuava a portare nel cuore; e ci duole, al contempo, rilevare come la nostra città, nobile ma decadente, distratta dalle vuote scaramucce dei suoi potenti d’oggi al punto da non coltivare, per farli ancora fruttificare, i semi del suo glorioso passato, non abbia ancora ricambiato l'affetto e l'onore recati ad essa da questo suo illustre figlio : per lui, ahinoi, le nostre luci oggi sono state spente.

37 commenti:

Anonimo ha detto...

Onore al merito: un pezzo di grande suggestione che già da solo costituisce un sincero elogio al nostro illustre concittadino.
Grazie a chi l'ha scritto.

Anonimo ha detto...

A' da tanto che si parla dell'intitolazione della piazza dell'orologio a Tresilico a Geppo Tedeschi. Di cosa c'è bisogno del permesso della Prefettura?
Allora andiamo noi cittadini a chiederlo a Reggio visto che il comune di Oppido non è in grado di ottenerlo.

Anonimo ha detto...

Il fatto è che l'intitolazione di una piazza non mette in moto interessi e soldi vero?
Allora tutti se la fanno entrare da un orecchio e uscire dall'altro.

Anonimo ha detto...

Gli oppidesi ormai pensano a sbranarsi per delle scemenze. Geppo Tedeschi e i gradi della loro storia sono roba indigesta.

Anonimo ha detto...

Una apposita commissione ha gia' da tempo progettato la nuova toponomastica,che prevede la intitolazione di moltissime strade a personaggi del posto ,come il poeta Tedeschi ,ma anche ad altre personalita' che sono entrate nella storia:ma realizzare il progetto ,che riguarda anche vie e piazze delle frazioni,e' abbastanza costoso,e io so che fino ad ora non e' mai stato possibile dedicare la cifra necessaria alla sua realizzazione.

Anonimo ha detto...

Non ci cre4co che non si trovano soldi per intitolare strade e piazze a meno che si voglia fare le lapidi in pietra di Lazzaro che, come tutti sappiamo, costa un'occhio della testa.

Volpe di sera ha detto...

Mi complimento, come sempre per il thread,e condivido pienamente il contenuto. E' una grande verità che ci sono tanti poetucoli e poetastri che con le loro "poesie " fanno rivoltare Dante nella tomba,ma quello che è più grave è che pretendono che amici, conoscenti e istituzioni pubbliche comprino le loro "produzioni " e magari le conservino in una teca d' argento. Da Geppo Tedeschi a questi... come siamo caduti in basso!

Volpe di sera ha detto...

Mi permetto di aggiungere alle poesie in cui Geppo Tedeshi da Roma ricordava Oppido Mamertina la seguente, bellissima, intitolata
"Seduto sugli scalini di Trinità dei Monti".
Crepuscolo d'agosto
sognatore.
Ostia di luna,
scampanio di chiese.
In quest'ora,
solenne e flautata,
brillano i focolari
al mio poaese.

Anonimo ha detto...

Grazie davvero.........E` coplimenti
a chi l`ha scritto, ecco le cose che vorrei leggere piu` spesso,la coltura e i personaggi importanti del nostro paese, perche` c`e` ne sono stati e tanti. Nei tempi passati Oppido e` stato un fiore all`occhiello.
Oggi dimenticati da tutti.
Da quei lontani tempi ad oggi,non si e` fatto altro che andare sempre piu` in basso, dico tutto questo con una fitta al cuore
Perche` amo il mio paese!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Tresilico ha dato grandi uomini a questo paese. Voi stessi avete ricordato il giudice Cananzi e adesso Geppo Tedeschi e sicuramente ne ricorderete degli altri.
Grazie veramente!
Oggi Tresilico, pur sentendosi ancora vivo e vitale e non periferia di Oppido, purtroppo è decaduto moltissimo a livello sociale a causa di tanti modi di agire di alcune persone..........beh non voglio fare polemiche o altro.
Ho visto sull'altro blog un articolo sull'inquinamento della Calabria .
Ma io vorrei che si parlasse anche dell'amianto (lamiere di eternit, comignoli,ecc ecc) che da due tre anni sono ammassati nella zona PIP e che dopo tante richieste nessuno si è degnato di togliere.
Andate a vedere tutti, al comune hanno anche le fotografie mandate qualche anno fa ma anno fatto finta di niente.
Vi prego di interessarvi tutti.

Don Matteo ha detto...

Anche i piccoli fanno grande il mondo. Tedeschi, pure che sia un grande Poeta, non copre in toto la nostra poesia e non basta a riempire il mondo di Dio.

Valerio ha detto...

Si, caro Don Matteo, ma quando i "piccoli" come me, che tutto possono fare meno che i poeti, insistono a fare poesia, invece di riempire il mondo, lo sporcano e basta.
Battute a parte, voglio complimentarmi anche io per questo bellissimo ricordo di Geppo Tedeschi.

Valerio ha detto...

Mi associo all'allarme lanciato dalla persona che ha parlato della discarica di eternit al PIP

Don Matteo ha detto...

Caro Valrio, fai bene a giudicare solo te stesso. Giudicare gli altri sulla terra spetta ai Giudici e, quando sarà la nostra ora, spetterà a Dio. Ti ricordo che la superbia non è una virtù.la Poesia, comunque espressa , è acqua di una sorgente di sincerità partecipata.

Valerio ha detto...

Caro Don Matteo, giudicare chi fa male qualcosa ( e magari ne fa benissimo altre), SECONDO ME, non è un atto di superbia.
Altrimenti tutti potremmo dire ad esempio di essere capaci di fare i preti bene come lo fanno loro e figuriamoci cosa verrebbe fuori.
Le chiedo mille scuse con tanto rispetto per la sua tonaca.
Mi saluti Natalina e, se lo vede, anche il maresciallo Carunchio.

Don Matteo ha detto...

Caro Valeio,
io credo che il bello non è bello in assoluto; così la bella poesia di Tedeschi è bella ,perchè è più bella di qualche altra, come il bianco ( l'uomo) è bianco perchè ci sono altri con diversi colori e lo stasso Dio è Dio perchè ci sono i più piccioli. Come vedi anche i piccoli hanno una funzione indispensabile che è quella di fare apparire grandi altri che a loro volta sono più piccoli di altri ancora, sini a Dante ( che potrebbe essere come Dio ( nella poesia ).
Tolleriamo chi non è come Tedeschi, perchà così tollereremo Tedeschi perchè non è come Dante.
Amatevi l'un l'altro, e pensate bene che l'amore è l'unico sentimenti assoluto, perchè esiste senza paragoni, né proprozioni, essesno l'amore stesso l'essenza del padre celeste.

Rocco ha detto...

Bellissima rievocazione del grande e glorioso passato di Tresilico.
Grazie. eh eh eh

Rocco ha detto...

Porgo anche i saluti e i ringraziamenti di Viki per suo incarico.

Un oppidese fiducioso ha detto...

Di Geppo Tedeschi preferisco limitarmi a ricordare l' amore per il proprio paese e l'amore per la cultura.
La nostra Oppido ha tanto bisogno di essere amata dai suoi cittadini, così come ha tanto bisogno di vera Cultura , quella che putroppo, spesso, manca sia nei blog che fuori di essi.
La vera Cultura è quella che arricchisce la persona , contribuendo a renderla più sensibile, più dotata di senso civico, più proiettata verso il prossimo, più tollerante, più riflessiva.
E' proprio di questo tipo di Cultura che abbiamo disperatamente bisogno.

Valerio ha detto...

Caro Don Matteo............. però......!!!!!!!!!
Lo sa che non ci avevo mai pensato che " lo stasso Dio è Dio perchè ci sono i più piccioli. " ?
E' molto profonda la cosa.... Le prometto che ci penserò molto a lungo.
Intanto Lei mi risaluti Natalina, il maresciallo Carunchio e anche la sua bicicletta.
Buona cena.

Il Flauto Magico ha detto...

Vorrei che volpe di sera non si limiti a riportare il verso, ma a darne commento;

naturalmente inquadrando l'immagine oltre la materialità dell'Agosto, con i focolari e la musicalità di uno strumento che d'alba sa più che di crepuscolo;

e se si addice l'ostia, termine così solenne e pesante,o non sarebbe meglio " opaca luna", che ad Agosto tale è.

E quello scampanio....Non si poteva avitare, in una poesia nostalgica e dir " voci di dolci campane".

Speiamo bene......

francesco ha detto...

Sono vicino anche io con la preghiera , in questo momento di dura prova,ad Antonio Socci, grande del giornalismo italiano, grande credente,grande persona.

Concordo poi con Oppidese Fiducioso sulla valenza " etica" che deve avere la vera cultura, che se umpregna di sè veramente la persona, la trasforma nei comportamenti e nelle relazioni sociali. E tuttavia non possiamo misurare quesra " trasformazione" laddove esiste perchè in genere la persona veramente " colta" evita di dimostrarlo.
Ritengo comunque preziosa ogni franca discussione , dentro o fuori dai blog cittadini, quale strumento di crescita e, in ultima analisi, anche di "cultura".

Caro Flautomagi, sa perchè non mi azzarderei mai a dare lezioni di stile e di poetica a un maestro come Geppo Tedeschi?
Perchè la goliardia, che pure piace a tutti, in questi casi diventa solo insipida. Non me ne voglia.

Buona serata.

Piffero Solitario ha detto...

Una risposta al c.d. Flauto Magico per dire semplicemente : se arriviamo a censurare anche la Poesia..........................

Volpe di sera ha detto...

Per il Flauto magico :
Non sono una critica letteraria, e quindi mi sono limitata a riportare una poesia secondo me molto bella e suggestiva, senza commentarla sia per non togliere il gusto ad ogni visitatore di leggerla ed interpretarla a modo suo, e sia perchè, molto modestamente, non mi ritengo all'altezza di tanto.

Noto che al contrario tu non solo fai commenti, secondo me ingenerosi ed anche pedanti, ma proponi pure stesure alternative del testo inutili, visto che il compianto autore non potrà valutarle per una seconda versione, tranne che tu, che sei così bravo, non abbia il modo per raggiungerlo e comunicargliele.

Anonimo ha detto...

Che ben venga anche la poesia d'un Geppo Tedeschi se serve a ingentilire anche un solo cuore, cosa di cui francamente ho motivo di dubitare.

Il Flauto magico ha detto...

Carissimo Francesco,
vede perchè è necessario tollerare chi apre il suo cuore e scrive un verso...... e lo propone a chi, come noi, molto spesso lo giudichiamo per la firma.

Lei sa , signor Francesco, che chi si azzarda a scrivere ne risponde in vita ed in morte.

Lei sa che il rispetto dei morti non significa dare necessariamente merito , per demerito ?( non è naturalmente il nostro caso) .

I poetastri e i poetucoli che circolano e che si fanno pubblicare i pensieri sono solo eroi, o forse incoscienti, che non sanno di andar dritti nelle fauci dei mediocri.

Io non amo tanto la poesia, non più. Perchè mi vien da ridere, quando la leggo, al sol pensiero del comune "utilizzatore finale", non certo chi sa di poetica,
interessato a sminuire quel
semplice e meraviglioso donarsi che già di per se è poesia.

Per Volpe di Sera

Mi scuso se sono stato saccente,..o pedante, ma resto del parere che Ostia è un terminaccio, che il flauto è uno strumento di vita , la cui musicalità è un ulteriore dono del Dio risorgente,
e che scampanio, suvvia, da il senso di un disordine che descrive, questo si, un allegro coro goliardico;che i focolari non brillano in Agosto, e che il futurista avrebbe dovuto simboleggiare l'avvenire , parlando di fornelli a gas.

Siamo lontani... lo so... quale altro termine si userà per offendere chi dice quel che pensa ? Aspettiamo...

Il Flauto Magico ha detto...

SONO vicino alla famiglia di Antonio Socci e pregherò amch'io.

Il gatto ha detto...

X Un anonimo che dice:
"Che ben venga anche la poesia d'un Geppo Tedeschi se serve a ingentilire anche un solo cuore, cosa di cui francamente ho motivo di dubitare."
Probabilmente stai giudicando gli altri come se fossero tutti come te.
La poesia di Tedeschi è stata ed è accettata dalla cultura nazionale come vera poesia. I cuori che non vengono ingentiliti da questa poesia non possono essere sclfiti nemmeno da uno scalpello.
Quanta superbia nelle tue misere parole.

Anonimo ha detto...

Al Gatto chiedo di conoscere da chi sarebbe rappresentata tale fantomatica " cultura nazionale " che accetta quella di Tedeschi come " vera poesia ".

Si prega, cortesemente, di citare i nomi, prima di sparare a zero.

Il gatto (di Tresilico) ha detto...

Per anonimo . Non sono io che mi devo informare. Di Gweppo Tedechi e della suo opera sono piene tante riviste letterarie e tante storie della letteratura italiana.
Di te, anonimo, invece sono piene le tasche di tutti coloro che ti conoscono...

Anonimo ha detto...

Di gente che parla a vanvera è piena la Terra. Il Gatto , evidentemente, appartiene a questa categoria, dal momento che non riesce a fare un solo nome di grande poeta o letterato che abbia tessuto le lodi di Geppo Tedesco.
La tendenza a rimanere nel vago, purtroppo, è molto diffusa dalle nostre parti.

Anonimo ha detto...

Vi siete mai chiesti perchè Geppo Tedeschi è stato " dimenticato nel passato " mentre la stessa cosa non è avvenuta, ad esempio, per Corrado Alvaro ?

DavideTO ha detto...

Non capisco questo accanimento contro Geppo Tedeschi.
Personalmente non conoscevo le sue opere e solo dopo la pubblicazione di questo articolo sul blog mi sono avvicinato alla poesia di Tedeschi e ieri sera ho letto qualcosa tramite internet.
Mi pare però che sia il colmo che un Oppidese ce l'abbia tanto con questo personaggio, tanto da offenderne e minimizzarne la memoria.
Mi auguro che non sia solo invidia.Sarebbe il colmo dei colmi.
Chiudo in fretta perchè sono ancora al lavoro, ma mi riprometto di tornare sull'argomento.

Anonimo ha detto...

Ho letto tante grette e misere osservazioni sulla poesia e sulla figura di Geppo Tedeschi.
Veramente a Oppido la meschinità di alcune persone è un freno terribile per lo sviluppo e per la circolazione delle idee.
Almeno quelle.

Anonimo ha detto...

Mi incuriosisce e mi preoccupa il grido di allarme lòanciato da un commentatore di questo tread uno o due giorni fa su una presunta discarica di eternit amianto nella zona PIP di Tresilico.
Ma è vero?
E se dovesse essere vero, quali soluzioni e quali accorgimenti sono stati presi oltre a squestrare ( cosi pare) quella zona?
Qualcuno per favore può dare qualche risposta? Ho chiesto all'ufficio tecnico al comune e non mi hanno degnato di una parola dicendo che non sono autorizzati a rilasciare nessuna informazione.
A chi ci dobbiamo rivolgere?

DavideTO ha detto...

Voglio tornare brevemente sull'azione , secondo me inqualificabile, svolta da uno o più commentatori di questo blog dicendo male e parlando peggio del poeta Geppo Tedeschi.
Ripeto, io non ho i mezzi e le capacità per giudicare le sue poesie ( di cui sto leggendo qualcuna su internet e mi piace), ma in qualità di Oppidesi non dico che dovremmo essere stupidamente orgogliosi delle nostre personalità della storia e della cultura, ma almeno rispettarne la memoria si!
Ancora un ringraziamento ai gestori del blog per questi bellissimi articoli.

Anonimo ha detto...

Salve ,volevo lasciare una mia testimonianza ,visto che Geppo Tedeschi era mio nonno. Sono di Roma e sono figlia di Annamaria Tedeschi ,figlia di Geppo e Lina Foti. mio nonno ero fantastico e di grande talento. Anche io credo che bisognerebbe citarlo di più e soprattutto nella sua terra d'origine. Per qualsiasi contatto la mia mail è :pamelamorestudio@gmail.com Grazie a tutti quelli che ancora lo sostengono.