domenica 20 settembre 2009

OPPIDO CITTA' MULTIETNICA

Una città o un’area metropolitana, ossia – nella accezione originaria dell’espressione – un contesto territoriale omogeneo, caratterizzato da preminenza nell’ambito geografico-culturale di riferimento, finisce per presentare al suo interno dinamismo ed eterogeneità anche nella composizione etnico-antropologica, divenendo sintesi di gruppi umani di diverse radici, o quanto meno, ospitandoli.

E’ stato così, storicamente, per tutti i grandi centri urbani, specie se attrattori commerciali; lo è, ai nostri tempi, ancora di più in forza della maggiore facilità di emigrazione e del divario di ricchezza tra Nord e Sud del mondo; o anche tra Ovest ed Est, che attira le popolazioni provenienti dalle aree più svantaggiate del pianeta verso quelle nelle quali è possibile godere di una migliore qualità della vita.

E, oggi, peraltro, il fenomeno migratorio avviene non solo lungo una direttrice metropolitana (cui abbiamo accennato, in quanto parzialmente pertinente, per creare un continuum col thread precedente) ma, in generale, assumendo come propria destinazione tutta una nazione ed un corrispondente territorio, il trasferimento nel quale offre prospettive di futuro benessere.


E’ così che anche ad Oppido, piccola comunità che, nella realtà e al di là delle aspettative suscitate dal legislatore, di metropolitano ha ben poco, nonché in tutti gli altri insediamenti urbani regionali, nei quali nel corso della storia moderna, e specie dal 1800 in avanti ed in epoca postunitaria, si era conosciuto solo il dramma della emigrazione, prima all’estero, poi prevalentemente verso i grandi centri industriali del Nord Italia, oggi (o meglio : da qualche decennio) si assiste ad apporti demografici da parte di stranieri, specialmente – almeno per quello che riguarda la nostra cittadina – europei provenienti dai paesi dell’ex Patto di Varsavia.

Bulgari, ucraini, rumeni giungono in terra di Calabria per svolgere i lavori maggiormente umili che i calabresi non intendono fare più (manuali in agricoltura; domestici; di assistenza agli anziani), ed abitano decadenti case che i calabresi hanno smesso di abitare, perché nel frattempo ne hanno costruite di nuove e più grandi, così complessivamente conducendo una esistenza anche qui grama e stentata, ma che magari nel giro di pochi anni darà loro la possibilità di ritornare nella madrepatria disponendo di capitali utili a vivere decentemente.

Sì, perché in larga parte quest’immigrazione non è definitiva, sia in quanto i tanti immigrati che qui lavorano non hanno abbandonato il suolo natìo per sempre sia perché il loro soggiorno in una determinata città è solo provvisorio, dovendosi spostare verso i luoghi ove li spingeranno le mutate esigenze ed opportunità lavorative.

Ciò non toglie – limitando la nostra analisi ad Oppido – che, oltre a registrarsi negli ultimi anni una certa crescita dei matrimoni misti tra oppidesi e stranieri, anche qualche famiglia di immigrati stia rendendo ormai stanziale la sua permanenza nella nostra cittadina, per anzianità abitativa e per i primi timidi tentativi – consumati innanzitutto inviando i propri figli alle scuole locali – di integrarsi nel contesto sociale.

E così, all’attualità all’osservatore più attento non sfugge che Oppido abbia acquisito una striatura multietnica : in qualche ora del dopocena, in Piazza Umberto I, è possibile notare che gli astanti sono più bulgari che oppidesi; passeggiando lungo Corso Luigi Razza all’orecchio capita di percepire, oltre ai fonemi italiani e dialettali, accenti di paesi lontani; sempre nel centro storico, dagli apparecchi audio incorporati nei telefonini di alcuni ragazzi o, se ci sposta un po’ più in periferia, dall’interno delle case, è possibile ascoltare, strillate a tutto volume, le note del manele.

Se è vero che negli anni ’80 ad Oppido gli immigrati stranieri erano poche decine e adesso ammontano a centinaia (delle quali buona parte neppure censiti), e se questo trend viene mantenuto, è ipotizzabile che tra altri venti anni essi costituiranno il venti per cento della popolazione residente (di fatto).

Di fronte a una simile previsione, occorre sin da adesso porsi il problema di favorire, rifuggendo tentazioni xenofobe, l’integrazione di queste persone, per evitare che le loro comunità diventino un avamposto di emarginazione, delinquenza spicciola, subcultura, povertà e miseria, e, soprattutto, che rimangano un corpo estraneo rispetto alla società degli autoctoni, ponendosi con essa in un conflitto capace di minare la reciproca coesistenza.

Favorire la congiunzione di due mondi è un compito difficile, ostacolato da resistenze – specie di mentalità – presenti nell’uno e nell’altro, e la storia tragica, consumata in questi giorni, di Sanaa, marocchina uccisa dal padre perché fidanzata con un italiano, o nel passato qualla analoga di Hina, ne sono, purtroppo, la più violenta testimonianza.

E’ un compito, però, da svolgere, e che non può essere lasciato alla Chiesa o alle altre istituzioni private operanti nel campo sociale (considerato che esse hanno, peraltro, fatto molto poco in materia), ma va espletato principalmente dal soggetto pubblico che ha la responsabilità anche di vigilare e, per quanto possibile, governare i processi di trasformazione della società.

In questo senso, il Comune potrebbe utilizzare i suoi servizi sociali, anziché solo – e pur lodevolmente – per sostituire qualche nostro anziano nelle trasferte in farmacia o dal medico, per fare uno screening degli immigrati che popolano i vicoli di Oppido nonchè delle loro difficoltà : sarebbe già un grande passo in avanti.

24 commenti:

DavideTO ha detto...

Un'analisi seria ed efficace del problema immigrati anche a Oppido, se problema è.
Anche io questa estate ho notato per le strade del paese un numero sicuramente più altro di stranieri rispetto agli anni scorsi.
Mi sono chiesto come vivono.
E' necessario conoscere il loro numero e le loro condizioni non già per isolarli ma per aiutarli e per garantire una convivenza pacifica.

Anonimo ha detto...

Complimenti per il thread , per la delicatezza e la lungimiranza con la quale è stato trattato il problema dell'immigrazione nel nostro piccolo paese.
Mi auguro che le istituzioni sappiano e vogliano affrontare il problema con la stessa sensibilità
Carmela Frisina

Anonimo ha detto...

A Oppido vivono almeno 350 immigrati ( calcolati arcisucuramente per difetto). Tutti riescono in qualche modo a " lavorare" e anche a mettere qualche cosa da parte per quando ritorneranno in patria( mi pare il sogno di tutti che appena raccolgono un gruzzolo di due o tre mila euro vanno subito a investirli in patria).
Un'economia spicciola e precaria ma sempre un'economia.
Sono loro che ci sanno fare piu di noio noi chew ci sappiamo fare meno di loro?

Anonimo ha detto...

Che ne sapete voi di quanto stia facendo la Caritasw e la chiesa in generale?
Venite anche voi nei vicoli .... e vedrete.
Parlare è facile.

Cola ha detto...

anonimo delle 19,15 non far ridere i polli per favore.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

concordo con l'anonimo delle 22,08 solo per la sostanza di quanto afferma.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...
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Pino Frisina ha detto...

La nostra comunità ha tanto bisogno di essere informata correttamente sui fatti che la riguardano.

La " Piazza Mamertina " e " Oppido e Dintorni" contribuiscono sicuramente, in maniera encomiabile,ad elevare il livello culturale della nostra cittadina.

La stessa cosa ci sforziamo di fare anche noi di " Oppido Nostra "

Cerchiamo tutti di non disperdere questo patrimonio di idee, risorse ed energie che si va manifestando, così da raggiungere sempre più alti traguardi.

Forza Oppido !

Ungestore ha detto...

Abbiamo ritenuto giusto rimuovere tre commenti di altrettanti anonimi, postati rispettivamente alle ore 22,08 e 22,57 di ieri e alle ore 8,13 di oggi. In essi i rispettivi autori rimproverano a questo blog con toni assolutamente privi di elementi essenziali di buona educazione quanto segue:

a) eccessiva "ricercatezza" o addirittura forme di narcisismo verbale da parte dei gestori nella stesura dei threads;

b) scelta di argomenti peregrini per la discussione con lo scopo di distogliere l'attenzione dei visitatori da " reali problemi" di Oppido.

Nell'ordine rispondiamo:

- la cura del livello comunicativo di ogni thread, secondo le nostre possibilità, è un atto di rispetto verso chi legge e non è dettata da nessuna forma di compiacimento o di esibizione di " capacità", che ognuno di noi ha modo di esplicare altrove e con ben altre responsabilità;

-la scelta degli argomenti oggetti dei threads tiene in considerazione tutti i problemi via via emergenti con attenzione a quelli di più urgente necessità di discussione, com'è sempre avvenuto da quando è nato questo blog.


Approfittiamo dell'occasione per ricordare che i gestori di questo spazio, fin tanto che i commenti non erano soggetti a preventiva moderazione, si sono sobbarcati un lavoro immane di moderazione a posteriori, cancellando accuratamente ogni commento o addirittura ogni sia pur piccola espressione che potesse offendere in qualche modo esplicitamente o implicitamente delle persone.

Gli unici commenti offensivi non cancellati ( e chiunque può ancora controllare) erano quelli rivolti in gran numero( da persone che " indossavano" via via diversi nick) ai gestori di questo blog.
E ciò in spirito di assoluta trasparenza e democrazia, accettando umilmente rimproveri e rampogne, anche quando ( nel 99,9 per cento dei casi) non erano meritati.

Adesso non siamo più disposti a farci insolentire da nessuno. A maggior ragione se si tratta di persone, come gli autori dei tre commenti che abbiamo cancellato quest'oggi, che disconoscono le più elementari regole della buona educazione , che abbiamo individuato molto facilmente ormai da tempo e che preghiamo vivamente di non accostarsi a questo blog se da esso ricavano impressioni errate o che comunque le disturbano.

Il nostro unico scopo rimane esclusivamente quello di contribuire a veicolare e far circolare il dibattito culturale ( del più ampio respiro possibile) in Oppido Mamertina.

Ci scusiamo per la lunga puntualizzazione e ringraziamo tutti i visitatori per la loro comprensione.

Anonimo ha detto...

Mi interessa,da ogni punto di vista il vostro post,completo nella sua esposizione.State svolgendo un,azione di confronto e di stimolo per i cittadini,a mio parere encomiabile,perchè da noi,nei nostri centri piccoli o grandi,nelle nostre discussioni,da bar,od a più alti o medi livelli, non usa spesso e lo si intuisce anche leggendo qualche commento sul blog:spesso si cade nel personale,se non nell'offesa.
Se qualcuno vi giudica molto accurati e precisi è solo perchè ,per ignoranza o troppa presunzione,disconoscono il valore di una esposizione chiara leggibile e puntuale.Vi seguo con attenzione,un po defilata,perchè non conosco perfettamente il contesto e non vorrei sbagliare nel merito.
Buon lavoro!!!!!
Catia

Elios ha detto...

Gli oppidesi non accettano gli immigrati. Semplicemente li ignorano. Il che è diverso. Si ricordano di loro solo quando hanno bisogno di manod'opera a buon mercato e poi chi si è visto si è visto.

Valerio ha detto...

X Elios
Non è vero.
Molti oppidesi non sono affatto indifferenti ai problemi degli immigrati anzi li trattano con grande rispetto e solidarietà.
Indifferenti sono le persone che piu di tutte si riempiono la bocca di parole come: solidarietà, caritas, aiuti, attenzione agli ultimi ecc.ecc. e poi invece non fanno nulla di concreto per aiutarli nel bisogno.
Scusate gli errori per la fretta.

Anonimo ha detto...

Non scendiamo in polemica anche sugli atteggiamenti giusti o sbagliati che si manifestano nei confronti degli immigrati. Ognuno è responsabile delle proprie azioni e non si può generalizzare. Ci sono gli indifferenti, ma ci sono anche le persone sensibili. Ci sono gli sfruttatori, ma ci sono anche i datori di lavoro onesti.
Il problema serioè che a Oppido e in zona questa gente non viene impiegata in lavori realmente produttivi, remunerata secondo legge e assicurata, ma " parcheggiata" giorno per giorno in lavori pesanti e occasionali che non permettono loro di portare avanti una vita dignitosa.
Ci sarebbe tanto altro da dire.
Io non delego ( come giustamente scrive l'autore del post) nulla alla chiesa e alle organizzazioni di volontariato.
Molte parole anzi moltissime. Pochissimi fatti. Quasi niente.

v.a.

Giovanni ha detto...

Balza evidente dal tema di discussione non tanto la difficoltà di integrarsi delle due culture: quella oppidese e quella o quelle degli immigrati, quanto la difficoltà di creare contesti e occasioni socializzanti tra le persone di Oppido e quelle che vengono da fuori e vi si stabiliscono per abitare ( temporaneamente o definitivamente).
si tende a delegare queste occasioni alla chiesa, al volontariato ( che non esiste affatto), alle istituzioni e ai progetti di integrazione multirazziale ( che sul nostro territorio sono di fatto assenti), ma si lavora poco o pochissimo per una reale integrazione di fatto. In fondo due o tre o quattro mondi e altrettante culture coesistono pacificamente( per il momento) ma non sono affatto propense ad integrarsi.

Viki ha detto...

EMa come volete socializzare gli immigrati con gli oppidesi?
Ala massimo socializzano gli operai, i contadini la gente alla buona con loro ( con gli immigrati).Gli studenti che hanno la puzza sotto il naso non li guardano neanche.

Viki ha detto...

Qui a Tresilico abitano molti bulgari e romeni e andiamo tutti d'accordo e li aiutiano. Anzi ci aiutiamo l'uno con l'altro. Ma quelli che sono studenti oppure certe persone che dalla mattina alla sera sono chiese chiese non guardano in faccia a nessuno.

Melk ha detto...

Questo teorema della comprensione agli immigrati offerta solo da determinati gruppi di persone e negata, o comunque assente, proprio da parte delle persone più acculturate e che dovrebbero esprimere a livello razionale ed etico comportamenti positivi anche in questa fattispecie mi sembra assolutamente ridicola.
Possiamo al più affermare che nei piccoli paesi interni della Calabria vi sia ancora forte insensibilità verso l'immigrazione, questo si, ma da qui a condannare " studenti e persone di chiesa" ce ne corre.

DavideTO ha detto...

Probabilmente Viki e qualcun altro, parlando di una presunta insensibilita o incomunicabilità degli " studenti" verso gli immigrati intendevano rilevare che c'è molta difformità di interessi tra queste due categorie di persone, senza voler minimamente condannare il mondo studentesco ( e tanto meno quello ecclesiastico) come insensibili.

DavideTO ha detto...

Anche in una città come Torino d'altra parte, dove il numero e la tipologia degli immigrati sono sicuramente altissimi e variegati si assiste a una maggiore " consonanza" tra le subculture dei vari gruppi etnici, non esclusi alcuni " indigeni" e non tra subculture e cultura giovanile in senso stretto.
Spero di essermi spiegato anche se in fretta.
Ciao a tutti.

Anonimo ha detto...

Che bella pagina.
La situazione di queste persone che sempre piu numerose giungono dai paesi dell'Est è descritta veramente bene.
Ed è importante che il comune e le altre istituzioni facciano del loro meglio per conoscere non solo il numero ma la reale situazione di tutta questa gente.

Anonimo ha detto...

Ho l'impressione che il numero degli immignati che l'autore calcola prospettivamente del 20 per cento sia calcolato male. Secondo me, sono molto,ma molti di più.

Anonimo ha detto...

Vorrei rispondere al signor Pino Frisina, il quale afferma che i Blog "La Piazza Mamertina" e "Oppido e dintorni" contribuiscono ad elevare il livello culturale della nostra cittadina. Forse il signor Frisina è da tanto che non visita il Blog "Oppido e dintorni". Se lo avesse fatto, si sarebbe accorto, sicuramente, del basso livello di discussione che lo contraddistingue, specialmente nei commenti più recenti. Ci sono solo maldicenze da cui si evince l'appartenenza ad un certo schieramento e la totale chiusura per gli altri che vogliono il confronto. Manca in quel Blog, la dialettica, caratteristica del confronto democratico. Inoltre i commenti che toccano la parte politica di cui loro sono espressione e che non sono di loro gradimento, non vengono nemmeno considerati. Sono intervenuto e ho postato un commento senza offendere nessuno; ma non mi è stato pubblicato. Come si sa, sono di parte, e denotano molta presunzione e arroganza.