
Abbiamo optato per un titolo più prosaico e meno sarcastico, perché non c’è proprio nulla su cui scherzare, ma solo da piangere dinanzi allo sfacelo più o meno legalizzato che per anni ha visto la sanità nella Piana di Gioia Tauro accartocciarsi su se stessa nelle mani ( e nei cervelli) anche di gente evidentemente senza scrupoli nell'assoluta indifferenza e mancanza di controllo da parte degli organismi politici e gestionali preposti.
Finalmente se ne parla! Finalmente si dice che, mentre gli ospedali come quello di Oppido erano e costretti a chiudere reparti e a rigidissime diete dimagranti per risparmiare sulle spese, l’ex A.S.L. 10 di Palmi scialava nelle forniture… di non si sa bene che cosa; mentre i ricoverati in ospedale a Oppido languivano per avere anche una bottiglia d’acqua minerale, nell’A.S.L. 10 venivano consumati – è il caso di dirlo – lauti pasti anche dai fantasmi; mentre nel nostro ospedale si chiudeva il pronto soccorso o a volte il personale era costretto a riciclare perfino un laccio emostatico sfilacciato e rotto, nelle stanze dei bottoni dell’ASL 10 si sperperavano milioni di euro, e nemmeno tanto di nascosto.
Non andiamo oltre nella riflessione per non turbare lo stomaco e il cuore dei nostri visitatori. Lasciamo parlare soltanto l’asettico (!) comunicato di agenzia, senza ulteriori commenti.
Reggio Calabria, 14 ott. - (Adnkronos) - Una spropositata erogazione di buoni pasto , ma anche ammanchi per un totale di 11 milioni di euro all'ex Asl n.10 di Palmi e' stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Quattro persone sono state denunciate all'Autorita' giudiziaria per reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio, l'amministrazione della giustizia e la fede pubblica.
Nel corso delle indagini tuttavia sono stati segnalati alla Corte dei Conti di Catanzaro 613 soggetti, tra operatori sanitari, amministrativi, funzionari e amministratori pubblici.
I ticket venivano assegnati anche a impiegati i
n pensione o assenti dal servizio per ferie o malattia. L'importo da corrispondere ai fornitori per il servizio mensa è diventato cosi' esorbitante che l'Azienda sanitaria si è trovata in difficoltà ad onorare le obbligazioni assunte, fino alla richiesta di 800 mila euro per i soli interessi legali maturati a seguito delle azioni giudiziarie intraprese dalle ditte fornitrici.I finanzieri parlano anche di ''rilevante diseconomicita' gestionale'' che si e' concretizzata in indebite elargizioni di denaro, erogazioni di buoni pasto in violazione del regolamento aziendale e dei presupposti dettati dal ccnl, ammanchi di diversa natura, irregolare amministrazione dei beni pubblici, incauti acquisti, inoperosita' dei sanitari e casi di assenteismo regolarmente retribuito.
In particolare e' stata condotta un'indagine tra il 2001 e il 2007 sul servizio sostitutivo della mensa, che ha fatto emergere evidenti anomalie di carattere amministrativo-gestionale sull'erogazione dei buoni pasto e negli ordini di fornitura e richieste di approvvigionamento-prenotazione della spesa in assenza della documentazione dimostrativa del numero di dipendenti che avrebbero dovuto svolgere le proprie mansioni nella fascia oraria utile al riconoscimento del diritto alla mensa.
In totale la Guardia di Finanza ha accertato un milione e 500mila buoni pasto indebitamente erogati non solo (giustamente) ai dipendenti che effettuavano prestazioni di lavoro continuative, cioe' senza interruzione per la pausa pranzo, bensi' anche ai soggetti che prolungavano il servizio al pomeriggio ma senza continuita' (bypassando tra l'altro la marcatura del cartellino che attesta la presenza in servizio), ottenendo un doppio beneficio poiche' la normativa di settore proibisce la consumazione del vitto durante l'orario di lavoro e non calcola la retribuzione in quel periodo di tempo.
Le Fiamme gialle hanno notato una ''pressoche' assente attivita' di verifica da parte dei responsabili sulle consegne dei ticket, il cui ammanco e' stato quantificato in circa 15mila unita', ulteriormente aggravata da una improvvida gestione amministrativa da parte dei competenti uffici dell'ente''. I buoni pasto venivano assegnati anche a impiegati in pensione o assenti dal servizio per ferie o malattia.
L'importo da corrispondere ai fornitori per il servizio mensa e' diventato cosi' esorbitante che l'azienda sanitaria si e' trovata in difficolta' a onorare le obbligazioni assunte, fino alla richiesta di 800mila euro per i soli interessi legali maturati a seguito delle azioni giudiziarie intraprese dalle ditte fornitrici. Il volume di denaro riconducibile alla sola gestione dei ticket pasto ammonta a 4,6 milioni di euro.
Lo sperpero di denaro pubblico e' tuttavia piu' grande perche' ad esempio e' stato acquistato un software di fatto mai utilizzato per la gestione del personale ed e' stato accertato l'impiego di due dipendenti dell'area medica che, pur non essendo assegnatari di carichi di lavoro hanno percepito regolarmente sia la retribuzione che i buoni pasto. Uno di essi ha marcato il cartellino per tre mesi.
20 commenti:
Le Fiamme gialle hanno notato una ''pressoche' assente attivita' di verifica da parte dei responsabili sulle consegne dei ticket, il cui ammanco e' stato quantificato in circa 15mila unita', ulteriormente aggravata da una improvvida gestione amministrativa da parte dei competenti uffici dell'ente''. I buoni pasto venivano assegnati anche a impiegati in pensione o assenti dal servizio per ferie o malattia.
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Ecco cosa significa chiudere volutamente gli occhi davanti agli affarismi e alle corruttele della sanita e poi addebitare sulle spalle della gente il disavanzo della sanità.
I nostri governanti regionali, quelli di prima ma soprattutto quelli di ora, dovrebbero imparare da queste faccende. Ma troveranno il modo di discolpare la loro sfacciataggine.
l'azienda sanitaria si e' trovata in difficolta' a onorare le obbligazioni assunte, fino alla richiesta di 800mila euro per i soli interessi legali maturati a seguito delle azioni giudiziarie intraprese dalle ditte fornitrici.
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800.000 euro di interessi sulla pelle dei cittadini e della sanita nella Piana di Gioia Tauro.
A.S.L. 10 Palmi = Anarchia Senza Limiti.
Che schifo, sospettavo che ci fosse corruzione nella sanità locale ma non fino a questo punto. La signora Lo Moro dov'era quando si sprecavano tutti questi milioni di € e si davano sforbiciate agli ospedali?
E i signori manager dell'A.S.L. 10 che hanno firmato questi acquisti e queste spese, dove sono adesso?
15-10-2009
CALABRIA: DE MAGISTRIS (IDV), FONDAZIONE CAMPANELLA FONTE DI SPRECO
(ASCA) - Catanzaro, 15 ott - ''La notizia della denuncia alla Procura regionale della Corte dei Conti di sei dirigenti generali del dipartimento della Salute della Regione Calabria da parte della Guardia di Finanza di Catanzaro per un presunto danno erariale di circa 90 milioni di euro per i finanziamenti alla Fondazione Campanella, dimostra ancora una volta con quanto spregio dei cittadini, dei loro bisogni e delle loro sofferenze, vengono sprecate immense risorse da parte della classe politica ,che, da anni, governa la Calabria''. A sostenerlo e' Luigi de Magistris, europarlamentare di Italia dei Valori.
''Non meraviglia, infatti - prosegue de Magistris -, che la vicenda coinvolga diverse giunte regionali: sosteniamo da tempo che al governo della Regione Calabria, a fronte di una falsa alternanza politica, ci sono sempre gli stessi comitati di potere che fanno affari d'oro alle spalle dei cittadini calabresi. Ed e' ancora piu' odioso che il malaffare e la cattiva gestione delle risorse pubbliche avvenga nel settore della Salute: mentre i soldi finiscono nelle tasche dei soliti noti, la gente muore negli ospedali o e' costretta a disperati viaggi della speranza per potere curare fuori regione gravi patologie come quelle tumorali''. ''Al di la' delle responsabilita' personali nella vicenda, che dovranno essere accertate fino in fondo - conclude de Magistris -, ci sono gravissime ed evidenti responsabilita' morali e politiche, per le quali chi ha governato finora deve rispondere ai cittadini calabresi''.
red/rg/lv
(Asca)
Erano almeno 25 anni che non si avevano notizie come queste.
Forse veramente le Fiamme Gialle e i responsabili al vertice qualcosa stanno cominciando a fare.
A questo punto non mi meraviglia più che la sanità in Calabria non sia stata ancora commissariata perchè immagino che i politici abbiano smosso tutte le pedine possibili per evitare il commissariamento.
Mi meraviglia invece che la gente calabrese con reclami con tutte le sue forze un commissariamento immediato per portare alla luce e sciogliere tutti i centri di potere e i comitati di affari che gestiscono la sanità calabrese e, in particolare, quel ghetto di ladri che sembra essere la sanità nella piana di Gioia Tauro.
Cosa state aspettando?
Tutti pensavano che all'ASL 10 di Palmi c'era qualcoisa che non andava anzi molte cose che non andavano nell'operato dei suoi dirigenti. Nessuno però poteva mai immaginare che la corruzione fosse arrivata a questo punto di sperpero e di sporcizia.
Questa indagine della Finanza porta allo scoperto quanto sia stato leggero il comportamento amministrativo dei dirigenti dell'ex ASL di Palmi. Gente che lascia spendere e spander tanto in allegria il denaro pubblico come poteva avere a cuoire le sorti della sanità nella Piana di Gioia Tauro?
Meraviglia molto che sia ieri che oggi i quotidiani calabresi abbiano dato pochissimo risalto a questa notizia.
Sono forse dispiaciuti di questa azione della guardia di finanza?
Un'altra notizia sull'operazione della GdF denominata "Ghost Lunch":
Significativa, al riguardo, è, inoltre, la recentissima analisi elaborata dal “Censis” (il condizionamento delle mafie sull’economia, sulla società e sulle istituzioni del Mezzogiorno), dalla quale emerge una rilevante discrepanza fra il livello di prestazioni erogate dalle Asp a livello nazionale e l’ingente spesa sanitaria sostenuta soprattutto per personale e servizi ospedalieri. Di concreto rilevo, difatti, risulta non solo l’anomalia del dato sul rapporto tra la spesa sanitaria corrente regionale ed il “Pil” (che, secondo il rapporto per il 2007 del “Ceis sanità”, si attesta al 5,7% per le regioni del nord, al 6,4% per le regioni del centro ed al 9,4% per le regioni del mezzogiorno, tra le quali la Calabria spicca con un valore pari al 9,55%), bensì anche del numero complessivo di personale sanitario impiegato (comprendente medici, infermieri, personale tecnico e con funzione di riabilitazione), che in questa regione, nell’anno 2006 (su una stima calibrata ogni 10.000 abitanti), incide in misura maggiore rispetto al dato medio nazionale (114,91 operatori sanitari in Calabria contro i 110,72 a livello nazionale), con analoga conferma anche in relazione al solo personale medico (21,58 medici ed odontoiatri ogni diecimila abitanti, a fronte dei 17,96 di media nazionale). (Reggio Press)
A fronte di un personale in servizio, numericamente esorbitante, nella Piana abbiamo sicuramente uno dei peggiori servizi sanitari dell'intera Penisola.
Sulle gestioni fallimerntari e le infiltrazioni mafiose nelle ASL, già oltre un anno fa, subito dopo l'accorpamento dell'ASL 10( Palmi) e dell'ASL 11(Reggio C.) erano stati lanciati svariati gridi di allarme.
Vale la pena ricordare quanto scriveva all'epoca qualcuno, prendendo a forte autorevole di informazione Il Sole 24 ore:
Calabria, le Asl tra le illegalità
Consorterie criminali a guidare la sanità, personale fantasma, 886 euro di debito pro-capite, 46 nuove cause ogni 24 ore, cinque delibere al giorno sul tavolo del direttore generale visto che i dirigenti non si assumono alcuna responsabilità, guardie mediche a go-go ma vuote e pronto soccorsi pieni.
Con queste premesse è difficile dare torto a Massimo Cetola, chiamato come commissario al capezzale dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, sciolta meno di due mesi fa per infiltrazione mafiosa.
Dopo tre settimane dall'arrivo, Cetola sta per scoperchiare un verminaio che chiamerà in causa le responsabilità di chi, in questi anni, ha gestito l'Azienda della provincia reggina.
Le due Asl – Palmi e Reggio – sciolte per dar vita all'Azienda sanitaria nel maggio 2007, continuano a essere entità autonome e separate nonostante la presenza comune del direttore generale. La direzione sanitaria è inesistente tanto a Palmi quanto a Reggio. Il risultato? Assenza di qualunque programmazione, analisi e controllo. Anzi no, un risultato c'è: sulla scrivania del direttore generale piombano 150 delibere al mese. Impegnato com'è a studiarle, respingerle o firmarle, non resta alcuno spazio per il suo mestiere, che sarebbe poi la gestione delle attività e il governo del personale.
Meglio farebbe, il direttore generale, a non alzare la testa per cercare i suoi uomini-fantasma, intenti come sono nella maggior parte dei casi a non timbrare il cartellino.
Il libro matricola non c'è (o non si trova) e nessuno sa quanti siano i dipendenti, anche perché si limitano solo all'obbligo di firma. E se escono? Nessuno se ne accorge, tantomeno i dirigenti, che sono stati nel passato nominati anche in assenza dei requisiti minimi.
Ma visto che c'è sempre qualcuno che sta peggio, il direttore generale brinderà sapendo che sul tavolo dei due avvocati dell'Azienda, nel 2007 sono piovuti 13.623 atti legali. Quest'anno la media è rispettata come se ci fosse una regia occulta: sono 7.974 (46 al giorno, 23 per avvocato).
Visto che il prefetto Cetola sa usare la calcolatrice, è riuscito a scoprire che il deficit (per difetto) dell'Asp reggina è di 500 milioni, con un deficit per abitante di 886 euro (neonati compresi). I pignoramenti, inoltre, arrivano a 115 milioni e prosciugano l'intera liquidità.
Quanto agli appalti si va di proroga in proroga, proprio come per il personale a tempo determinato.
Il prefetto Cetola si trova a snocciolare cifre e dati del disastro in un quadro ostile. Un gruppo di 32 deputati del Popolo delle Libertà e Mpa ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere conto delle spese del commissario. «Sono solo – spiega Cetola – e partono i tentativi di delegittimazione, come quello di chi chiede conto della presenza, tra chi sta spulciando le carte, di Maurizio Condipodero, avvocato e capo di gabinetto della Provincia. È il mio braccio destro, figlio di un maresciallo dell'Arma, di lui mi fido da 20 anni». Così come si fida di altri uomini dell'Arma e dello Stato, che lo affiancano. Di più Cetola non dice ma al Sud la delegittimazione è l'anticamera dell'isolamento. E l'isolamento – per chi non ha orecchie per intendere – è la porta d'ingresso dell'eliminazione. Fisica o morale.
Fonte: ilsole24ore.com
Davanti a questo sfacelo, confermato oggi dagli esiti dell'operazione "Ghost Lunch", ma già fin dall'omicidio di Francesco Fortugno la sanità calabrese ( e in particolare quella del Reggino)avrebbe dovuto essere affidata a persona di provata dirittura morale e di altrettanto solida capacità nominata direttamente da Roma e supportata costantemente dalle forze dell'ordine dietro ogni porta e accanto a ogni scrivania.
Su queste basi ha ragione chi afferma che il commissariamento della sanità calabrese era ed è un atto non solo necessario, ma addirittura indispensabile.
Troppe ruberie alle spalle del contribuente e del malato, mi dispiace.
Meglio un commissario che decisioni di una giunta regionale che ha assistito all'omicidio del dottore Fortugno senza scatenare, com'era suo preciso dovere, una lotta senza quartiere agli inquinamenti ndfranghetistici all'interno delle ASL e degli ospedali calabresi.
Si sono commissariate le sanità di altre regioni per molto di meno mi pare.
Durante un ricovero che ho fatto due anni fa in un paese qui vicino ho dovuto mandare a comprare in farmacia anche i cerotti per la protezione cardiaca. Tutto a spese mie.
Pulizia zero.
Fa rabbia pensare che mentre nell'ospedale di Oppido si lesinava perfino sui materiali più essenziali e la direttrice sanitaria (onore al merito) di tasca propria provvedeva a pittura ed arredi vari per mantenere i posti letto nel reparto medicina, a Palmi si spendeva e spandeva in spese matte.
Fa rabbia e fa pensare!
Pretendiamo di vivere in uno stato di diritto anche noi e dicialolo forte e chiaro in tutte le occasioni possibili!
Buona giornata.
Finalmente la Guardia di Finanza comincia a farci vedere chiaro nell''universo degli imbrogli e delle trufe legalizzate.
Era ora. Vi invito anche a leggere sui giornali di oggi le gravissime denunzie che sono state fatte contro i traficanti di P.O.R. Calabria.
Speriamo che le inchieste proseguano e portino a galla tutto il marcio nella sanità e nella gestione dei fondi europei.
Francesco, se onore al merito deve essere, dobbiamo, per onestà intellettuale, mostrare ambo le facce della medaglia. Ricordo benissimo chi, nel 2006, si prodigava a convincere la gente a non protestare contro il ridimensionamento dell'ospedale, e ancora non ho capito quale utilità avesse quella posizione. Sono certo, però, che vi sono mille modi, diversi dallo spreco di danaro che è il più grossolano, per fare il male della sanità, e se ad Oppido si tirava la cinghia ed a Palmi si scialacquava non possiamo dire noi di chi fosse la colpa : il torto e la ragione, come diceva qualcuno, non stanno mai in maniera netta ciascuno da una parte sola.
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