domenica 11 ottobre 2009

BERLUSCONI LEADER DELL'ANTIPOLITICA?

Parlando, durante una sortita domenicale per le vie del paese, con una signora del popolo anziana e ciarliera, sempre attenta ai temi di attualità nazionale, ho avuto modo di sentire le seguenti espressioni: “A maru Berlusconi! Quantu u cumbattunu 'ssi giudici..Ma jiu esti ndurutu! E ammenu mali, ca esti l’unicu chi poti fari carchi cosa”.

Sono rientrato nella mia abitazione parecchio meditabondo; ed ho iniziato a credere di aver individuato la possibile ragione per cui Berlusconi, nonostante gaffes, scandali, megalomanie e vittimismi vari che ne fanno, oltre che uno statista quale lui si definisce, un simpatico show-man, sia tutt’oggi il politico di gran lunga più apprezzato dalla maggioranza degli italiani.

Già, perché da parecchi giorni, e precisamente dalla incontrollata reazione del premier alla pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il lodo Alfano, mi domandavo come fosse possibile il trionfo nei sondaggi di un uomo che, infischiandosene del ruolo rivestito, si scaglia contro gli ordinari meccanismi istituzionali denunciando – incredibilmente – che essi funzionino nella sola ottica della contrarietà al Presidente del Consiglio dei ministri in carica, e della sovversione della sovranità popolare.


Tra le convulse uscite di Silvio dopo la pronuncia della Consulta una , in particolare, mi aveva colpito : i quindici giudici componenti il supremo organo di garanzia, per definizione posto super partes e volto a vigilare sulla rispondenza del nostro sistema normativo ai principi fondamentali stabiliti dai padri costituenti della Repubblica nel 1948, statuiscono che la previsione, che pone il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i presidenti delle Camere al riparo da processi penali nel corso del loro mandato viola gli articoli 3 (che stabilisce l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge) e 138 (che prevede che le modifiche alla Carta costituzionale siano apportate con legge costituzionale) della nostra Costituzione, ed il Premier che fa? Telefona a Porta e Porta e (a parte l’offesa rivolta alla Bindi) dichiara esplicitamente di avercela con Napolitano perché, vista l’estrazione di sinistra della maggior parte dei giudici della Corte, avrebbe potuto chiamarli per far loro confermare il lodo Alfano.

Queste affermazioni, ovviamente, oltre che consistere in una esplicita dichiarazione di malcontento perché il Presidente della Repubblica non ha abusato della sua funzione per influenzare un altro autonomo organo dello stato, presuppongono una visione (peraltro pure espressamente confermata nel contesto della stessa vicenda) secondo cui quest’altro organo dello stato (la Corte Costituzionale), anziché esercitare il suo importante potere di garanzia con prudenza, obiettività ed in ossequio esclusivamente alla legge, ciò abbia fatto faziosamente sospinta dallo scopo particolare di recare danno a taluno e vantaggio ad altri, così da render perfettamente legittimo il sospirato intervento di Berlusconi volto a ribaltare questa finalità.

Non per un’autorità, ma per qualsiasi cittadino che abbia il senso dello stato non potevano essere rese affermazioni più aberranti e meno protocollari, che denudano la funzione quasi ieratica delle massime istituzioni democratiche del nostro paese, degradandola da presidio del bene comune a meschino gioco delle parti, orientato da interessi completamente diversi da quelli degli italiani.

Nonostante delegittimi in tal modo le istituzioni repubblicane; nonostante veda complotti dappertutto ai suoi danni; nonostante ospiti escort alle sue feste e candidi veline; nonostante un continuo sensazionalismo cinga la sua figura, pubblica e privata, tanto da impedire di cogliere nell’esatta misura le sue realizzazioni governative; nonostante non sia – a differenza di quello che lui afferma – superiore a Cavour, Giolitti o De Gasperi tra i migliori Capi di Governo dell’Italia unitaria, Berlusconi, come detto, rimane costantemente gradito alla gente e primo nei sondaggi.

Perché?

Perché, probabilmente, e prendendo spunto dal dialogo con la mia conoscente di oggi, egli è tanto poco uomo di governo politically correct e tanto più personaggio da bar dello sport che l’italiano medio gli crede, in quanto, genuinamente, appare in tutta la sua (comunque fortunata) umanità come una persona qualsiasi, con vizi, eccessi e difetti niente affatto contenuti o mascherati dalla carica, dice quello che pensa e rende palesi i meccanismi arcani del potere, addita – per ritornare alla vicenda in esame – addita la dea bendata che dovrebbe sovrintendere, aliena dalle passioni degli uomini, all’amministrazione della giustizia costituzionale per dimostrare che essa non ha la vista impedita ma guarda in faccia chi vuole, così confortando tutti quei membri del popolo da sempre convinti che nelle faccende della giustizia di tutti i giorni il giudice dia ragione o torto non in base ad un criterio astratto ed uguale per tutti, ma perché tirato per la giacca da chi, tra i litiganti, è più abile o più dotato per farlo.

Insomma, il “berlusconismo” in Italia è ancora la prima tendenza di politica perché paradossalmente il suo fondatore è e resta l’antipolitico per eccellenza, che propone una visione del sistema meno idealista dei suoi avversari ma – ahinoi – più reale.

Ho smesso di pensare, e non so dire se questa spiegazione sia davvero quella giusta, né se possa essere davvero consolante che lo sia.

32 commenti:

Anonimo ha detto...

essere un " simpatico show man "non e' esattamente cio' che si chiede ad un presidente del consiglio:con tutte i suoi shows sta costringendo tutti a parlare sempre di lui ,delle sue "esternazioni " stpefacenti ,anziche'pretendere che si occupi di fronteggiare i seri problemi che abbiamo .E' un fenomeno negativo , e noi italiani stiamo davvero attraversando uno strano brutto momento .La gente lo ama ,l'uomo a volte e' davvero incomprensibile.Per me e' piu' incomprensibile che non si chieda perche',piuttosto che della soluzione dei suoi problemi giudiziari ,non senta il dovere di pensare ,in questo momento ,per 24 ore al giorno ,come affrontare il problema delle navi dei veleni....
ne dobbiamo fare ,di strada

Sancho Panza ha detto...

Nel corso delle ultime settimane, grande rilievo è stato dato dalla stampa europea all’ “anomalia italiana”. Ultimamente, l’attenzione si è spostata alla situazione problematica dei media nel paese, con il pericolo di una distorsione di uno dei meccanismi fondamentali di ogni democrazia, cioè la libertà e il pluralismo dell’informazione..
Il punto di partenza è noto: l’Italia è l’unica democrazia occidentale in cui il Primo Ministro esercita un controllo diretto sulle tre reti televisive di sua proprietà e il controllo indiretto su tre canali pubblici, oltre a possedere diversi giornali, riviste, stazioni radio, e la più grande casa editrice del paese.
A questi ben noti fatti si aggiunge una serie di ulteriori eventi allarmanti accumulati nel corso degli ultimi mesi, culminati in una vera e propria offensiva del primo ministro italiano contro i pochi organi di stampa che ancora criticano con forza la sua posizione e quella del suo governo.
Alcuni dei fatti più recenti:
Quasi il 90% della televisione italiana è costituita dai canali della televisione di Stato, Rai1, Rai2 e Rai3, e il privato canali Mediaset Rete4, Canale5, Italia1, di proprietà di Berlusconi.
In un recente incontro presso la sua villa privata nel Nord d’Italia, Berlusconi ha selezionato personalmente i direttori dei principali canali pubblici e delle edizioni del telegiornale della sera di questi canali.
Uno dei fondatori storici del TG5 e uno dei volti più noti della televisione italiana, Enrico Mentana, è stato recentemente e bruscamente licenziato dal gruppo Mediaset di Berlusconi per contrasti relativi alla gestione del suo programma politico “Matrix”. Ecco una lettera inviata da Mentana alla direzione del canale televisivo per cui ha lavorato, scritta pochi mesi prima di essere licenziato e, subito dopo l’ultima elezione di Berlusconi:
“La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C’era tutta la prima linea dell’informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving… Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine… Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo… ”
Le dichiarazioni di Berlusconi contro i particolari giornali opposti al suo governo sono ben noti. Recentemente, tuttavia, c’è stata una escalation di ciò che può essere definita solo come un tentativo di intimidazione.
Parlando di fronte a un congresso di giovani industriali, Berlusconi ha incoraggiato le imprese a non pubblicizzare sui giornali ostili alle sue posizioni, sostenendo che queste stesse testate giornalistiche sono responsabili per le esagerazioni riguardanti la portata della crisi economica in Italia. Non solo questo rappresenta un’ingerenza senza precedenti per un capo di Stato, ma la questione è aggravata da tre considerazioni: a) il grande budget pubblicitario delle società di ’stato’, nelle quali i direttori sono nominati dal governo Berlusconi e cercano la sua buona volontà; b) il grande impero commerciale di Berlusconi e il suo budget pubblicitario; c) gli interessi di Berlusconi come editore di giornali, radio e televisioni concorrenti, tutti alla ricerca di introiti pubblicitari.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Anonimo ha detto...

complimenti per il bellissimo thread.Concordo con quanto Lei scrive a proposito di questo atteggiamento antipolitico del premier che alla fine, paradossalmente, lo rende il politico piu'gradito(vedasi ultimi sondaggi).La surreale informazione mediatica propinataci dai due maggiori telegiornali , rai uno e tg5, lo rende, agli occhi dell'italiano medio, un martire perseguitato da tutto e da tutti,proprio come lo vede la signora con cui Lei ha colloquiato.
Io penso che in una societa' dove in piena crisi economica le giocate al superenalotto crescono a dismisura, dove tanti genitori immaginano il futuro dei loro figli come veline o portaborse,dove vizi ed eccessi fanno di un politico un grande politico , allora credo proprio che Berlusconi sia la la ciligina di questa " bella torta"

Pino Frisina ha detto...

Complimenti, innanzi tutto,all'autore del thread per il " quadretto ", del tutto condivisibile, che ha fatto del personaggio Berlusconi.

Mi è piaciuta molto pure l'immagine della " ciliegina sulla torta " proposta da uno dei commentatori.

Con il " Berlusconismo " affiora la
vera natura del popolo italiano che si manifesta in tutta la sua virulenza attraverso lo specchio offerto da un Berlusconi che, a briglie sciolte, si pone al di sopra di tutti e di tutto, convinto di rappresentare al meglio i sentimenti degli italiani verso la politica e le istituzioni.

Ogni popolo ha i governanti che si merita!

Mai detto è stato più aderente alla nostra attuale realtà.

Il personaggio Berlusconi demolisce d'un sol colpo , con le sue esternazioni e col suo comportamento, gran parte dei principi che presiedono a uno
Stato civile e democratico.

Egli non ha rispetto per nessuno, si sente onnipotente e al di sopra della Legge e delle Istituzioni, non riconosce alcun Potere dello Stato che non sia il suo.

Auguriamoci soltanto che questo
" delirio " collettivo si esaurisca al più presto e che si apra uno spiraglio di crescita per un popolo ancora - ahinoi! - infantile e immaturo.

francesco ha detto...

Se non fosse una situazione maledettamente seria per le nostre istituzioni democratiche, diresti quasi che quella che stiamo vivendo in questi mesi attraverso i giornali e i media sia soltanto una surreale e temporanea involuzione della politica italiana verso derive sempre più inattese e inedite e spesso anche comiche.
Un premier che ritiene di volare alto al di sopra di tutto e di tutti non è giustificato e non è giustificabile, neanche se – come è capitato e sta capitando a lui – l’attenzione e il mirino dei giornali e dei media più volte e insistentemente è stato ed è indirizzato verso la sua persona.
Non è giustificabile perché rappresenta i suoi elettori e un governo e una nazione e non può dare libero sfogo alle sue esternazioni, comprensibili solo fino a un certo punto.
Non è bello che egli, prendendo in prestito una vecchia battuta di Vittorio Sgarbi, dica in diretta televisiva alla Bindi che la sua (di lei) bellezza è sicuramente più grande della sua ( di lei) intelligenza. Non è bello che un presidente del Consiglio lamenti frequentemente di essere stato “sputtanato” dai giornalisti italiani e stranieri, anche se il termine in questo caso appare più che mai appropriato…
Non sono belle insomma le sue reazioni perché non possono essere le reazioni di un premier, perché la ragion di Stato lo impedisce, malgrado le derive istituzionali degli ultimi anni.
Certi linguaggi possiamo comprenderli ( anche se a volte risulta assai difficile capirli) sulla bocca di qualche onorevole ex magistrato per scelta, non giustificarli . Non li possiamo invece giustificare né comprendere sulla bocca di una delle quattro più alte cariche dello Stato.
Quanto sono lontani i tempi in cui il povero e, in fondo, galantuomo, presidente della Repubblica Leone, qualche anno fa, sol perché diffamato da una sola giornalista ( chi ricorda la Cederna?) preferì dimettersi, soffrendo in silenzio fino alla tardiva riabilitazione intervenuta quando la Giustizia condannò a più riprese l’incauta giornalista, che ancora oggi sta pagando per quello che di palesemente falso scrisse sul conto dell’allora Presidente della Repubblica.

francesco ha detto...

E veniamo al secondo aspetto della questione suggerito dal thread aperto: perché tanta popolarità del premier nonostante egli stia affastellando errori su errori conditi da reazioni a loro volta sbagliate?
Qui io mi fermerei un po’ a riflettere in modo più approfondito. Non credo sia del tutto sufficiente spiegarlo con la “vicinanza” che il premier conquista con la gente comune grazie ai suoi comportamenti poco o punto protocollari. C’è evidentemente una ragione in più che anima la gente non solo ad accettare la figura di questo premier, ma addirittura a osannarla mentre tanti la sanzionano o la dileggiano.
Una ragione che troverei nella voglia della gente di avere governanti ( e direi anche amministratori locali) sempre meno pronti a “ dire”, sempre più pronti a “fare”.
Il crollo delle ideologie degli anni Novanta ha disorientato tutti, ma in maggior misura disorienta e punisce coloro i quali praticano dietrologie ideologiche e non sanno o non vogliono coniugare la politica nei suoi aspetti etici ed ideologici con la prassi quotidiana di governo o di amministrazione.
Una prassi che richiede tempismo, assunzione continua di responsabilità, rischio, sudore e sangue.
Non che Berlusconi si martirizzi quotidianamente per tutto ciò, però lo persegue, lo ostenta, ne dà anche dimostrazioni concrete. E alla gente basta e avanza.
Riuscirà l’Italia ( ma anche le regioni, le province e i comuni italiani) a estirpare il cancro della politica parolaia, fumosa e irresponsabile per giungere a una politica non più e non solo di mestiere, ma al servizio costante della gente?
Se non ci riuscirà anche le Istituzioni diventeranno, come stanno diventando, solo degli optionals.
Buona serata a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui.

DavideTO ha detto...

Sono d'accordo con Francesco.Che la gente sia stufa di ideologie riverniciate, ma desiderosa di azioni concrete e chiare di governo secondo una logica di " benessere condiviso" lo dimostra il fatto che certi sindaci come Chiamparino o lo stesso Cacciari hanno risultati di sondaggi alle stelle indipendentemente dalle loro appartenenze politiche.
Personalmente non ho sperimentato da vicino il buongoverno di Chiamparino perchè risiedo in un comune della cintura, ma il fatto che la gente si dichiari sempre più soddisfatta di lui è indicativo che non contano molto le estrazioni ideologiche agli occhi dell'elettore medio.
Non sono d'accordo invece con l'amico che colpevolizza a scatola chiusa i cittadini, scaraventando sulla loro cecità politica e culturale il successo di individui come Berlusconi. Mi sembra un'analisi un tantino superficiale.

Sandro ha detto...

Io non vedo tutto questo grande pericolo per le istituzioni come tutti qui state avvertendo e come sui giornali di parte si scrive da qualche meso.
Pericolo da parte di chi?
Solo per qualche uscita incazzosa del presidente del Consiglio?
State ricordando l'episodio di Leone presidente. Cerchiamo anche di rciordare "i chiodi" che fecero allora a Cossaiga, del quale addirittura alcuni giornali e alcuni partiti chiesero l'impeachment.
Solo perchè non faceva i comodi di nessuno e diceva quello che bisognava dire.
Da allora in poi è stato chiamato il Picconatore.
Il vero pericolo per le istituzioni è un altro e sta dietro ai giudici e dietro a De Benedetti e anche dietro a tanti giornali e si chiama massoneria.
In generale comunque apprezzo questo vostro articolo sulla figura del premier.

Nino Greco ha detto...

Mi permetto di suggerire, specialmente a Sandro, di andare (se ne ha la possibilità ) a leggere il "Piano Rinascita" targato P2. E' il copione di ciò che sta succedendo.Altro che Di Benedetti, Repubblica e massoneria.
Non dimentichiamao che il "nostro" era titolare della tessera 1816.

Sandro ha detto...

Ringrazio Greco per la segnalazione e a mia volta mi permetto di suggerirgli l'attenta lettura di questa analisi:

http://www.disinformazione.it/massoneria_politica_criminalita.htm

Sandro ha detto...

Avrei anche qualcosa da dire su certi legami sotterranei a livello più locale, " di ritorno" proprio in questi ultimi mesi ma preferisco evitarlo.

Anonimo ha detto...

Ma perchè? La P2 cosa era? Un'associazione di beneficenza? NOn era Massoneria della specie peggiore?

TURI ha detto...

“La Grande Bugia è una bugia così enorme da far credere alla gente che nessuno potrebbe avere l’impudenza di distorcere la verità in modo così infame”
(Adolf Hitler, “Mein Kampf”).

Siamo stati ben educati, non ci indigniamo più di niente, abbiamo condannati in via definitiva in Parlamento, indagati, persone che fanno i loro interessi e per noi è normalissimo. (tanto cu era o so postu faciva u stesso) - ecco l'educazione che abbiamo.


L'80% degli italiani si informa UNICAMENTE tramite televisione.
prevalentemente tramite TG che, per me, sono solo propaganda di parte.

Silvia vergognosamente oppidese ha detto...

E' solo l'informazione di parte o distorta che inganna? O lo è anche la nostra educazione all'inganno e all'arte di arrangiarsi e di fregare il prossimo?
C'è chi lofa in maniera rozza e visibile a tutti. C'è anche chi lo fa in maniera talmente raffinata da sembrare vera.

Valerio ha detto...

Rispetto i gestori e le loro scelte nel momento in cui scrivono un thread, ma non sono d'accordo sul quadro che è stato dipinto di Berlusconi. Non lo considero uno show man e nemmeno un esibizionista, ma solo un leader che si difende da attacchi volgari e continui di chi vorrebbe che questo governo cadesse.Per il resto non credo che ci sia altro da aggiungere.

Valerio ha detto...

Offendere Berlusconi e questo governo significa offendere molti milioni di italiani che lo hanno votato e volgono questo governo che lavora bene e sta risolvendo moltissimi problemi lasciati dal governo Prodi . Ah proposito di Prodi, domandate a lui cos'è la vera massoneria.

Anonimo ha detto...

Valerio criticare il premier non significa offendere i suoi elettori. Anche loro penso siano disgustati da certe sue uscite anche se magari apprezzano il pragmatismo e l'efficienza del governo che lui presiede.

Anonimo ha detto...

X Silvia. Scusa, perchè "vergognosamente" oppidese? Questa non l'ho capita.

Anonimo ha detto...

Mi domando se essere oppidesi è qualcosa di cui vergognarsi....

Silvia vergognosamente oppidese ha detto...

Il mio nick invece fa capire quanto mi sento oppidese, visceralmente oppidese e non me ne vergogno affatto. Però da qualche anno sono perplessa perchè vedo noi oppidesi, troppo divisi, sbranarci a vicenda, quasi sempre per colpa di pochi individui che coltivano i loro interessi.
Il nostro problema a Oppido non è Berlusconi o il berlusconismo ma la mancanza di progetti per il risanamento materiale e morale di questo paese.

Silvia vergognosamente oppidese ha detto...

Oggi ho attraversato la strada provvisoria al ponte Marro. Mi pare una trappola se arriva improvvisamente qualche ondata di piena appena ci saranno le piogge.

TURI ha detto...

Eurispes Rapporto Italia 2009 smentisce Berlusconi crolla consenso del Governo. Il 70% degli italiani non crede nel Governo in carica.
http://italianspot.wordpress.com
/2009/01/30
/eurispes-rapporto-italia-2009-smentisce-berlusconi-crolla-il-consenso-del-governo/

Valerio ha detto...

X TURI
Il rapporto Eurispes a cui fai riferimento si riferisce alla data del 30 gennaio 2009 e non è affatto attendibile.

Valerio ha detto...

Dai un'occhiata qui invece

http://www.ilpolitico.it/?p=17720

Mariobrv ha detto...

Forse bisognerebbe aggiungere un altro elemnto alla molto seria analisi che avete fatto sul fenomeno Berlusconi o sul "berlusconismo" che dir si voglia.
Qualche commentatore prima di me ha avanzato delle ipotesi che mi convincono. Qui non si tratta di dimostrare la quadratura del cerchio continuando a meravigliarsi del grande seguito di cui gode il nostro premier tra gli italiani, si tratto invece di meravigliarsi del fatto che, mentre in tutti i paesi europei, si stanno irrobustendo le democrazie intorno a un sano bipolarismo e ginite le elezioni si torna tutti uniti e compatti per difendere la nazione e risolvere i problemi, dalle nostre parti il bipolarismo ( voluto da Veltroni prima ancora che da Berlusconi) si è rivelato un bluff, ma soprattutto si è rivelata un bluff tutta la politica nazionale ancora arroccata alle proprie idee e ai propri riti demenziali, molto poco pronta ad affrontare i problemi e a risolveri: la monnezza di Napoli ne è stato un " lurido" ed eloquente esempio, e , badate, non sono affatto filoberlusconiano se penso queste cose.
Anche qui a Roma d'altra parte dopo il decennio di governo al comune dei nostri amici "progressisti" c'è un nuovo sindaco con le " palle", ma non lo si accetta sil perchè proviene da un certo partito.
Insomma se l'ideologia sommerge e nasconde i problemi allora ben vengano gli uomini pragmatici e capaci.
Ma i Berlusconi non più, per favore!

Anonimo ha detto...

Apprendo da questo blog della sconparsa di Pasqualino Marcianò, figura nobilissima della nostra scuola e profondo conoscitore e amante della nostra terra, come giustamente sottolineate nel Vostro saluto, al quale mi associo pienamente, sicuro di esprimere i sentimenti di tantissime persone che hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo.

Valerio ha detto...

Anche da parte mia un saluto commosso al professor Pasquale Marcianò.

Anonimo ha detto...

Aimpatico ieri sera a Ballaro Massimo D'Alema che ironizzava su Tarantini che portava le escort al palazzo di Berluscuni, lui che con Tarantini ci andava a cena e a pranzo. Bravo baffino.

Nino Greco ha detto...

Scusate se approfitto di questo spazio.


È venuto a mancare il Professore Marciano, autorevole uomo di cultura, voce libera e intellettuale sensibile ai problemi della nostra terra. Un mio grazie va a lui per aver onorato, con la sua presenza, la presentazione di un mio piccolo lavoro e un pensiero di cordoglio alla famiglia ed a tutti i suoi cari.
Grazie Professore.

Mariobrv ha detto...

Mi unisco al ricordo di tanti amici del caro professore Marcianò dei tempi della scuola media di Oppido.

Mario brv ha detto...

All'anonimo direi che quello di D'alema rispetto a quello di Berlusconi con il traffichino Tarantini è, al massimo, un peccatuccio "veniale".

Placido De Pace ha detto...

Vorrei ricordare,commosso, la figura di Pasqualino Marcianò con una sua poesia:

POST MORTEM
Sentire musica:
così vorrei l'Eterno
fatto di suoni e teneri sorrisi.
Immensi prati sotto un cielo terso:
a contemplare cari volti noti,
a rivedere gli occhi qua perduti.
Stringere mani e scambiar carezze.
Bearsi in quella Luce senza fine
che sola dona senso a questa vita.

Pasqualino Marcianò
(1938-2009)