Le vicende che, ormai quotidianamente, occupano lo scenario politico e istituzionale rendono pochi meriti all’attività degli uomini impegnati – a tutti i livelli – per il bene comune.A prestare fede alla voce dei media, la gestione della res publica è scaduta da funzione elevata che garantisce l’adempimento del contratto sociale a pratica di interesse scandalistico; visto che, dai presunti festini nella magione di Berlusconi al caso Marrazzo, aspetti più o meno veritieri ed esecrabili della vita privata dei nostri governanti sembrano acquisire, per i mezzi di comunicazione di massa, importanza morbosa e maggiore rispetto alle realizzazioni di utilità collettiva (e fermo restando che questo cenno tralascia più ampie riflessioni, estranee allo scopo che ci prefiggiamo, circa l’esistenza di una precisa linea di demarcazione tra sfera pubblica e personale dei personaggi istituzionali, e sulla necessità che questi, anche nei propri comportamenti meno pertinenti al mandato conferito, tengano comunque un contegno oggettivamente condivisibile, in linea con l’esemplarità che deve avere il loro ruolo).
Così, mentre vicende di incidenza secondaria per l’interesse comune dei cittadini si pongono al centro dell’attenzione, le grandi questioni del nostro tempo, quelle destinate a segnare irreversibilmente il nostro futuro, se vengono trattate, lo sono semplicemente in via di principio e di contrapposizione ideologica ed alla luce dell’utilità, anche egoistica, apprezzata nel momento, e senza l’ampiezza di vedute e considerazioni che, sola, consente al dibattito politico di fornire soluzioni equilibrate e di lunga durata.
Accade così per tutti i grandi temi della morale ed in particolare della bioetica, da tempo sul tappeto e da tempo irrisolti : diversità sessuali, eutanasia e testamento biologico, nuove pratiche abortive, manipolazione genetica acquisiscono rilievo sulla spinta di fattori esterni, e, di volta in volta e da parte dei soggetti che abbiamo delegato a scrivere la disciplina anche delle scelte individuali di interesse pubblico, dopo cruente battaglie ideologiche ricevono o regolamentazioni rabberciate, episodiche e parziali, ovvero non vengono regolamentati affatto, aprendo la strada all’esercizio di poteri suppletivi (ad esempio quello giudiziario, nel penoso caso di Luana Englaro; in parte l’altro amministrativo della CUF per quanto attiene all’introduzione della pillola abortiva RU486).
Ma è così pure per il governo dell’economia e, comunque, per l’esercizio del potere funzionale allo sviluppo materiale, nel cui ambito ogni iniziativa dovrebbe essere, vista la transnazionalità dei suoi effetti in un mondo globalizzato, adeguatamente ponderata in tutti i suoi possibili riverberi e, invece, viene frequentemente adottata lasciando indenne, anzi aggravando, una situazione mondiale che vede i popoli progredire a due velocità, e taluni usufruire di progressi e benessere smodati, e gli altri privati dei più basilari diritti fondamentali, quali quello alla vita o alla salute.
Poiché la politica altro non è una sorta di insieme di scatole cinesi, trasponendo queste considerazioni – ovviamente mutatis mutandis – possiamo apprezzare la persistenza delle disuguaglianze sia limitando lo sguardo alla nostra nazione che, nonostante, si sviluppi a ritmi diversi ed offra ai cittadini servizi diversi, sta per scommettere sul federalismo col rischio, senza adeguati meccanismi di compensazione, di acuire il divario nord-sud, e sia anche solo alla nostra regione, ove, per rimanere nel campo degli esempi, allo scempio della sanità sprecona nelle grandi città (vedi la vicenda del Centro oncologico di eccellenza della Fondazione Campanella di Catanzaro) si vuole di rimediare chiudendo i minimi avamposti sanitari di provincia, come quello di Oppido; ed ancora nella quale, a fronte di fiumi di danaro investiti per un ammodernamento della A3 che, allorchè pronto, sarà già tecnicamente superato, i “piccoli”, come oppidesi e varapodiesi, sono chiamati a festeggiare perché chi li amministra li ha, dopo dieci mesi di interruzione stradale, muniti di un ponte sul Marro da viabilità pionieristica.
Agli occhi del cittadino, ma forse oggettivamente, la politica ha quindi perso la bussola.
Facevamo questa valutazione mentre abbiamo appreso che, anche nella nostra modesta cittadina, sarà presentata l’ultima enciclica papale, nella quale Benedetto XVI ripropone, sulle orme della Popolorum Progressio di Paolo VI, la tematica dello “sviluppo umano integrale”, ossia “volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo”
, quale finalità precipua perseguita dalla dottrina sociale della chiesa e, in genere, da attuarsi con l’impegno politico. Secondo il papa-teologo, ( cui nulla ha tolto e nulla poteva togliere l'infelice giudizio dato due giorni fa da Eugenio Scalfari, il quale non si capisce bene da quale osservatorio privilegiato ha definito Benedetto XVI "un modesto teologo") la ragione, che dovrebbe presiedere alle opzioni di governo, deve essere illuminata dalla fede e, soprattutto, la verità che con essa si cerca di perseguire nel mondo moderno non può essere disgiunta dall’amore (appunto, la Caritas in veritate da cui il titolo dell’enciclica), in particolare da quello divino, a pena di conseguire, nello sviluppo dei popoli indirizzato dalle scelte politiche, un umanesimo “senza Dio” e quindi “disumano”.”Solo un umanesimo aperto all’Assoluto può guidarci nella promozione e realizzazione di forme di vita sociale e civile….salvaguardandoci dal rischio di cadere prigionieri delle mode del momento” e – continua Papa Ratzinger – solo “l’amore di Dio ci chiama ad uscire da ciò che è limitato e non definitivo, ci dà il coraggio di operare e proseguire nella ricerca del bene di tutti”.
Forse, stante la pregnanza etica della lettera, sarebbe un bene che, a prescindere dalle convinzioni religiose, non solo Scalfari, ma anche tanti politici la leggessero.
14 commenti:
Sono rimasto sbigottito anche io, leggendo l'intervista rilasciata da Eugenio Scalfari, nella quale il giornalista ( che non mi risulta particolarmente versato e preparato in teologia) si è permesso di dire che Papa Ratzinger, a suo avviso, è un mediocre teologo.
Leggevo Scalfari da sempre. Da qualche giorno, dopo questa sonora gaffe, mi disgusta persino il pensiero di leggere qualcosa di suo.
Il thread fa riflettere molto.
E sempre più impossibile che in Calabria e a Oppido i politici lavorino nella verità e con carità. Oramai da qualche anno si franno tantissime parole e pochissimi fatti e quello che è bianco la sera, la mattina dopo è nero o viceversa. Troppa falsità, troppi doppiogiochismi, troppi tornaconti personali da tutte le parti nessuna esclusa. Ma quale Verità e quale Carità.
Il thread ha una pecca! Pecca forse un tantino troppo di unilateralismo anche se in buona fede.
In tempi di relativizzazione dei valori politici, morali, familiari, passati continuamente al tritacarne, parlare di Verità ( quella con la V maiuscola di cui parla Papa Ratzinger, quella Verità che è Cristo) o di Carità sembra quasi una sfida.
Il Partito Democratico appena ieri ha gettato nel tritacarne le sue tre anime e il presidente della Regione Lazio. Il partito al potere sembra voler gettare nel tritacarne il suo migliore ministro, Tremonti.
E non parliamo neppure del gossip che sta avviluppando la politica italiana e locale da destra e da sinistra, in un gioco al massacro in cui nascono continuamente nuove ali o frange di un partito qualunque esso sia.
Nessuna certezza. Tutto, ma proprio tutto è relativamente utile fin tanto che possa relativamente tornarci utile.
Eppure il thread ci provoca, ci parla, anche qui a Oppido, dove gli echi della politica romana o catanzarese o reggina giungono affievoliti, annacquati, ovattati o striduli a seconda dei casi, comunque di seconda o terza mano.
Un thread che ci fa interrogare sulla necessità a livello nazionale, ma anche a livello locale, di una nuova aggregazione politica fortemente connotata in senso cattolico, ma non clericale; in senso sociale, ma non demagogicamente falsa o appuntata appena su vecchi clichèès pieni di tarli e di buchi di ogni genere.
Io ci spero.
Buona serata a tutti.
Non so fino a che punto un partito di "centro" qui a Oppido potrebbe fare presa. Ci sono già alcune persone aderenti da anni a un partito di centro che in qualche modo si sono "sputtanati" in politica.
Per non parlare di persone di centro gravitanti su Oppido che sono riuscite a sfruttare il partito per accedere a incarichi ben retribuiti in grossi comuni del centro e del Nord.
Sarebbe già una forma di carità verso il prossimo evitare di dire e di scrivere bugie circa presunti impegni politici disinteressati e a favore degli altri....
Sono rientrato da Roma per passare qualche giorno nel nostro pese. Mi rincresce leggere quello che scrivono al blog. Sono sempre gli stessi. Gente interessata che si maschera di altruismo e litigano per le loro malefatte negli anni passati con la famosa amministrazione di sinistra. Mi auguro di continuare atyrvare semopre questo blog sereno e onesto come sempre.
un saluto a un gestore
Oggettivamente la Verità ( maiuscola) deve venire prima della Carita ( anch'essa maiuscola).
Se non si hanno idee chiare e progetti di vita sostenibili e utili a tutti, la carità diventa carità pelosa e basa. Giusto per fare e per dimostrare di essere buoni.
Per quanto riguarda la necessità di creare anche a Oppido un'aggregazione politica di centro, la cosa mi lascia insensibile( io gravito a sinistra) anche perchè stiamo vedendo cosa succede a livello nazionale.
Vediamo un poco come si comporta Rutelli e che cosa verrà fuori.
Se Casini rimane il Casini di sempre non ve lo raccomando.
Caro Davide rispetto naturalmente le tue scelte politiche, ma non sono d'accordo con te quando affermi che solo al centro esiste una situazione di stallo e di ambiguità. Stiamo vedendo tutti proprio in queste ore cosa sta succedendo sia nei partitoni di centro-destra che del PD, che si è gasato anche troppo con la storia dei tre milioni di votanti alle primarie, contando anche almeno un 40 per cento di non iscritti e no0n votanti PD. Ne abbiamo visto qualcosa anche a Oppido domenica scorsa. E' proprio vero è stata una cosa squallida.
Per anonimo h.15,17.
Anche io sono oppidese e abito a Roma ( A Lunghezza, per essere più precisi). Dato che anche tu stimi questo blog, vivi a Roma e sei Oppidese, ti invito a frequentare il Centro Culturale Calabrese a Roma che ha quasi 80000 iscritti e organizza una serie di attività culturali e sociali di grande portata.
Ti do contatti:
Centro Culturale Calabrese
Via Anapo, 29 - 00199 Roma
Tel.0685833570 - 0685350967
Per quanto concerne la provocazione ( molto bella ) che viene dal thread, vorrei aggiungere con la mia presunzione solita che in tanti partiti politici la Carità è una parola ormai fuori moda.
Speriamo che Casini, Rutelli ( ma io spero anche Bindi, Binetti e qualche altro) se ne ricordino un po più spesso.
X Mario brv
a ricordarsene devono essere anche Berlusconi e company, prima di altri...
Speriamo che se ne ricordi pure il partito democratico ( che non si capisce ancora cosa voglia essere) e l'Italia dei Valori, anche se i valori dipietristi li conosciamo da un pezzo...
Caro anonimo delle 19,12, il partito democratico sarà con Bersani ciò che da sempre doveva essere un partito di centro sinista e non di centro come è stato fino a ora.
L'interclassismo non si addice proprio al PD. Speriamo che Franceschini e company abbiano capito questo principio di fondo.
Ho letto comunque l'enciclica di Benedetto XVI in questi giorni. Vi assicuro che si legge che è un piacere e presenta una visione della storia e dell'economia assai interessante e nuova.
Consiglio di leggere "Caritas in Veritate" a tutti ( tra l'altro costa pochissimo).
Mi ha fatto impressione leggere su questo e su altri blog come si sono svolte le primarie del PD a Oppido.
Scusate, ma siamo ancora a questi livelli?
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