domenica 4 ottobre 2009

IL DISSESTO, PRIMO "PONTE" TRA CALABRIA E SICILIA

Sentiamo anche noi l’esigenza di soffermarci, seppur brevemente, sulla tragedia occorsa, a causa di una gravissima calamità naturale, ai nostri “cugini” siciliani e che ha lasciato attonita l’Italia intera, nonché sugli aspetti di interesse prettamente locale che, per noi oppidesi, il tema presenta.

Le devastazioni della natura sono tanto più terribili quanto più riguardano territori su cui la mano dell’uomo ha apportato rilevanti modificazioni all’assetto idrogeologico e, ovviamente, quanto più si abbattono su territori modificati ma che, per la loro conformazione particolarmente esposta agli stravolgimenti naturali, avrebbero dovuto essere destinatari di interventi di antropizzazione il più possibile “moderati” ed “ecocompatibili”.

Questa lezione, purtroppo, nella nostra regione, caratterizzata dall’essere una stretta lingua di terra che, in un arco contenuto di chilometri, unisce lo Ionio ed il Tirreno raggiungendo quote elevate con conseguenti notevoli pendenze ed altrettante erosioni, la conosciamo benissimo.

In Calabria, “sfasciume pendulo tra due mari" ( secondo una celebre e forse abusata definizione del grande meridionalista Giustino Fortunato), nubifragi ed alluvioni, col loro tetro corteo di esondazioni, frane e smottamenti non sono, purtroppo, mai mancati.

La memoria storica , individuale e collettiva, è colma di questi eventi e delle loro nefaste conseguenze : si va dai morti di Soverato del 2000 o di Vibo del 2006 al – per rimanere nel nostro microcosmo – crollo di strade e ponti nei dintorni di Oppido dell’inverno 2008-2009; drammi, questi ultimi, fortunatamente senza vittime, ma i cui effetti ancora pesano come un macigno sulle sorti della nostra povera comunità.

Proprio per prevenire la ricorrenza di certi fenomeni ai quali la punta dello stivale è soggetta, da anni la Regione ha redatto un Piano di Assetto Idrogeologico, contenente la mappatura delle zone calabresi a rischio di dissesto a causa della particolare esposizione del territorio all'azione fisica disgregatrice degli agenti naturali.

Il PAI ha una duplice funzione :

- rappresenta l’analisi dello stato di fatto, verrebbe da dire dei “ punti di forza” e “di debolezza” dell'ecosistema calabrese, a seguito della quale dovrebbero essere predisposti ed attuati , nelle zone più a rischio e se mai i fondi all’uopo disponibili basteranno, gli interventi consolidativi e protettivi volti a proteggere la presenza umana dagli effetti delle calamità naturali;

- costituisce uno strumento generale di pianificazione al quale, ad ogni livello di governo, occorre rendere conformi le iniziative di gestione del territorio, per evitare che i futuri interventi umani corrompano ulteriormente i già precari equilibri della natura.

Nel comprensorio mamertino rientrano tra le aree a maggior rischio di dissesto (limitando l’esemplificazione solo a talune di esse prossime ai centri abitati) i costoni a picco che cingono Piminoro, ovvero la ripa sovrastante il Torrente Rosso e sottostante il cimitero di Oppido Centro, o ancora l’incavo del vallone Race a Messignadi.

Come cennato, la pianificazione urbanistica locale dovrebbe curarsi, in primo luogo, di regolamentare rigidamente le attività di modificazione del territorio nelle aree più pericolose, dunque – sempre a titolo esemplificativo e con riguardo alla sola iniziativa privata – proibendo nei siti in questione le nuove costruzioni o le sanatorie facili, e prevedendo l'eradicazione degli abusivismi.

In passato, avevamo già sottolineato la necessità che Oppido si doti, portando a termine una procedura di redazione intrapresa già sei-sette anni fa, del Piano Strutturale Comunale, la cui utilità non è certo quella di soddisfare ambizioni edificatorie o speculative di chicchessia, ma, come emerge anche alla luce dell'argomento trattato, di fissare i criteri generali affinchè l’utilizzo del territorio oppidese possa avvenire in maniera discriminata ed armonica, garantendo uno sviluppo della nostra comunità non adombrato dal rischio di una futura “ribellione” della natura.
Il PSC, insomma, è una priorità : speriamo che anche le Amministrazioni Comunali, di qualunque colore esse siano, se ne accorgano.

19 commenti:

Il Flauto Magico ha detto...

Concordo pienamente con l'analisi svolta e aggiunga la mia vove alla vostra istanza.

francesco ha detto...

C'è da pensare che il dissesto idrogeologico dalle nostre parti sia direttamente proporzionale al " dissesto" in cui versa ormai l'interesse vero dei cittadini e degli amministratori vero per la cosa pubblica.
La virtualizzazione della politica, anzi della competizione politica a tutti i livelli, sembra virtualizzare, a sua volta, ogni intervento e ogni discorso serio sul territorio e sui quattro centri che compongono il nostro comune.
Si attende che a risolvere i problemi strutturali siano non meglio definiti "progetti" che, se arrivano, arrivano una tantum e non possono organicamente affrontare i problemi nè avviarli a soluzione definitiva, ma solo "accarezzare" qualche aspetto marginale di essi.

Dalle nostre parti, come si evince dal thread, non esiste un rischio propriamente detto per gli abitati ( escludendo, sia pure in parte, Piminoro) grazie alla lungimiranza dei nostri progenitori che per insediarvili hanno scelto siti " al sicuri", ma esiste un impellente problema di dissesto delle strade interne degli abitati e interpoderali, tutte variamente dissestate o pericolanti; esiste nelle nostre campagne un problema frane attribuibile sia all'abbandono delle coltivazioni tradizionali , ma anche ad interventi senza misura effettuati con mezzi meccanici per aprire piste inutili e trasportare il legname ricavato dalla distruzione di interi uliveti e castagneti: la legislazione e la politica regionali in questo "affare" del secolo anzichè bloccare questo scempio, lo incoraggiano a suon di sovvenzioni per ogni pianta abbattuta. I risultati purtroppo non sono sotto gli occhi di tutti....
Buona giornata.

Anonimo ha detto...

Il vero rischio è che davanti a tragedie come quella di Messina si gridi genericamente contro non meglio precisati responsabili, si invochino forme di prevenzione molto aleatorie e poi, quando realmente c'è qualcosa da fare, come il PSC, si faccia finta di non capire quali responsabilità si hanno a livello locale.

Sancho Panza ha detto...

Traspare una leggera delusione nel post di Francesco.
E' giusto nutrire delle speranze ad ogni cambio di amministrazione( e Francesco, con slancio , ne nutriva), ma credo che Insieme per Oppido durante la campagna elettorale sia stata molto leggera nel far intravedere un futuro roseo per i cittadini.
Capisco che lo spirito di competizione induce, spesso, a perdere contatto con ciò che ci circonda,ma credo che sarebbe stato utile, in fase di proclami, mettere sul tavolo i problemi contingenti e strutturali che assillano oppido e frazioni.
Si ha la sensazione che l'unico obiettivo era vincere le elezioni, e che una nuova squadra potesse avere nelle corde mirabolanti formule amministrative.
La realtà , invece, ci dice che anche il "nuovo", infondo, "scarseggia" cosi come hanno scarseggiato i precedenti. Ho l'impressione che ancora nessuno si sia accorto che il vecchio modo di amministrare non produce effetti positivi, e chi, per formazione e cultura personale propone questo modello si troverà e ci porterà, certamente, off.
Ora ci si accorge che si pecca di progettualità. Si peccava anche prima,e prima ancora.
Ma l'adrenalina e la voglia di rivalsa elettorale ha ormai contagiato tutti. Ormai guardiamo solo il dito che indica la luna e non la luna, solo qualche, fortunato, strabico riesce intravedere una sagoma sfumata di selene.

Anonimo ha detto...

Il commento di Sancio Panza è incomprensibile.

Anonimo ha detto...

Un modo concreto per riparare i dissesti creati dalle intemperie sul territorio è quello di impiegare bene le sovvenzioni statali e regionali conseguenti alla dichiarazione dello " stato di calamità naturale". Siccone i tempi di liquidazione di questi contributi sono lunghi e ancora molte persone accreditano somme relativa a un decennio fa, chiedo al comune di Oppido di pubblicare tutti gli elenchi dei contributi ricevuti dal comune e da dare ai cittadini almeno a partire dal 2000 a oggi.
Qualche tempo fa leggevo sull'altro blog che poi ha chiuso che era stata fatta una petizione di cittadini al sindaco. Ora ne organizzeremo un'altra.

DavideTO ha detto...

A giudicare da ciò che s'è visto l'estate scorsa sia a Oppido, interno paese, sia nei dintorni, il dissesto idrogeologico è tutt'altro che limitato.
La strada che porta in montagna è pericolante in più punti , se non erro; idem la strada che porta a Messignadi: per non parlare di quella della "Pietra" o quella dietro la cattedrale.
Mi pare che il dissesto sia molto diffuso e se non si provvede a sanarlo in qualche modo le intemperie del prossimo inverno potranno completare l'opera di distruzione.
C'è un degrado enorme a Oppido Mamertina.
Non credo che siano necessarie discussionio ideologiche o di partito, ma un rimboccamento generale di maniche....
Perdonate la crudezza.

Beccaria ha detto...

Il Piano di Assetto Idrogeologico che dovrebbe stilare la Regione Calabria potrebbe essere un inizio.
Si è calcolato che per redigerlo , con tutto il lavoro preparatorio e successivo, si spenderebbe solo un decimo di quanto speso inutilmente per Whi Not.
De Magiostris, nel mettere a nudo la situazione di degrado conseguente allo sperpero dei fondi europei in Calabria con la complicità di quel signore che bazzina o governa la cd "Compagnia delle opere" ha anche messo in chiaro i grandi intrallazzi posti in essere dalla ndrangheta infiltrata nelle stanze dei bottoni dei vari assessorati regionali.
Come mai non se ne parla più con l'avvicinarsi delle elezioni?
Mister Loiero è ridiventato vergine per caso?

Elios ha detto...

De Magistris è diventato onorevole ed è un peccato. Abbiamo bisogno di magistrati in Calabria, di tanti, tanti magistrati, ma pare che molti posti restano liberi e questo è un guaio.

Sancho Pnza ha detto...

Il muo commento, ritenuto incomprensibile da parte dell'anonimo delle 14.11, si rifà ad un passo del commento di Francescoe precisamente:


"C'è da pensare che il dissesto idrogeologico dalle nostre parti sia direttamente proporzionale al " dissesto" in cui versa ormai l'interesse vero dei cittadini e degli amministratori vero per la cosa pubblica.
La virtualizzazione della politica, anzi della competizione politica a tutti i livelli, sembra virtualizzare, a sua volta, ogni intervento e ogni discorso serio sul territorio e sui quattro centri che compongono il nostro comune.
Si attende che a risolvere i problemi strutturali siano non meglio definiti "progetti" che, se arrivano, arrivano una tantum e non possono organicamente affrontare i problemi nè avviarli a soluzione definitiva, ma solo "accarezzare" qualche aspetto marginale di essi."


Il mio commento prendeva spunto da questo passaggio, se risulta ancora incomprensibile...che dire, mi spiace, non so che fare per l'anonimo che non capisce.

Un cittadino ha detto...

Parliamo di dissesto idrogeologico ma parliamo anche di dissesto delle strade e dei marciapiedi del paese. Non so con quale criterio fino a ora sono stati scelti i marciapiede da rifare e con quale criterio sono state rifatte a tapòpetino alcuni pezzi di strada.
Ma non facciamo polemiche. Speriamo che la nuo0va amministrazione badi alle strade interne del paese che fanno schifo di come sono ridotte, anche il corso.

DavideTO ha detto...

Non vorrei che si equivocasse sulle mie parole quando affermo che invece di grandi discussioni politico-ideologiche occorre un " generale rimboccarsi di maniche" bper uscire dal vicolo cieco in cui si trova Oppido attualmente.
Qualche amico che mi conosce mi ha rimp0roverato via mail di peccare di qualunquismo se dico queste cose invitandomi a riflettere su certe differenze esistenti tra la presente e la vecchia amministrazione.
Per mia " fortuna" si dà il caso che manco da Oppido da 28 anni , quindi non conosco nè la vecchia nè la nuova amministrazione. Per meglio dire le conosco solo in base ai sentito dire.
Scusate l'ennesima crudezza, io credo che non esistano differenze ideologiche che tengano tra i vincitori delle elezioni e gli altri. Anzi non ne esitono proprio. Sono d'accordo con un oppidese che su un altro blog faceva questo intelligente ragionam,ento: non c'è tutto oro da una parte e tutto piombo dall'altra.
Quello che conta a un certo punto è amministrare possibilmente bene perchè le piaghe che affliggono il paese sono profondissime. Le ho viste quest'estate e non solo per l'interruzione stradale.

Valerio ha detto...

Ho visto che avete inserito il banner dell'iniziativa patrocinata dal Quotidiano della Calabria. Ottimo!
Manifestiamo pure e manifestiamo in massa la nostra richiesta " antiveleno", ma cerchiamo di capire che queste petizioni non bastano. Sono necessarie precise denunce agli organi di polizia e di finanza quando ci accorgiamo del degrado ambientale che ci circonda o del dissesto idrogeologico creato dalle persone.

Oppidese disilluso ha detto...

Gli assessorati all'ambiente ( di Regione e Provincia), gli Enti-Parco (Aspromonte e Sila) , gli assessorati all'ambiente dei vari comuni. Abbiamo un numero incredibile di " responsabili" e viviamo nell'irresponsabilità totale e nell'abbandono assoluto per quanto riguarda il rispetto dell'equilibrio idrogeologico.
La mappa bisognerebbe si farla, ma per vedere quanto denaro pubblico è sprecato in tutti questi assessorati ed enti inutili.

Anonimo ha detto...

Aggiungerei a ciò che ha detto O.disilluso, e che io condivido completamente, l'assoluta mancanza di controllo sulle cave di pietra o di sabbia e l'affarismo e il malaffare con organizzazioni ndranghetistiche.
Inoltre si deve denunciare che oggi in montagna si sta disboscando senza nessun controollo. Tutti passando possono vedere che ormai la forestale non può fare nulla.
Denunciatele queste cose.

negus ha detto...

Nel thread che avete dedicato alla Comunità Montana ci sono tante informazioni utili. Però non ho capito bene quali competenze abbia la C.N. relativamente alla custodia del patrimonio idrogeologico.
Sarebbe interessante che in uno dei prossimi thread riprendeste il discorso per vedere cosa può fare la Comunità Montana in merito e cosa posssono e debbono fare i politici che si sono installati alla Comunità Montana.

TURI ha detto...

O.T.
lodo Alfano bocciato.

Valerio ha detto...

Si aprono nuovi scenari per l'Italia...

Elios ha detto...

Mi auguro che i "nuovi scenari" di cui parli ti Valerio non facciano dimenticare i vecchi scenari sotto i quali si nascondono le piaghe del nostro comune.