Due notizie si sono accavallate in questi giorni, anzi tre: la gaffe di Venditti – peraltro vecchia ormai di un anno e non si capisce perché tornata a galla proprio ora- ; il nulla di fatto nel processo Scutellà a Palmi e il conseguente spostamento di tutto il procedimento a Reggio Calabria; il paventato e temporaneo spostamento dei Bronzi di Riace da loro sede abituale.
he ha del grottesco e che è esplosa come la pelle di un vecchio tamburo dopo la pubblicazione di un video su You Tube, la Calabria sta insorgendo su mille barricate. Venditti viene considerato reo di aver detto in un suo concerto in Sicilia "Ma perché Dio ha fatto la Calabria? Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria". Non usando mezzi termini , ha poi continuato "Ho conosciuto un ragazzo calabrese che prendeva il traghetto per la Sicilia, dove trovava una ragione, la cultura. In Calabria non c'è veramente niente, ma niente che sia niente".II NOTIZIA – il processo per la tragica fine di Flavio Scutellà
Solo qualche nudo trafiletto o qualche articolo minimale sui quotidiani locali. Pochissime o inesistenti le prese di posizione dei politici locali. E su Flavio si tace ancora….
le conferenze stampa agitano sempre più insistentemente lo spauracchio dei Bronzi che non si capisce bene quale destinazione debbano avere per i sei mesi durante i quali si svolgeranno i lavori di restauro di Palazzo Piacentini, sede strorica del Museo della Magna Graecia. Un tam tam, infarcito di dichiarazioni di politici che ha reso ormai quasi odiosa agli occhi del cittadino medio anche la foto dei due guerrieri di bronzo, ieri emblemi dell’eroismo e dello sforzo di intelligenza e di progresso dell’umanità, oggi declassati a pettegole icone di questo o quel partito politico calabrese o reggino.Ma quando sarà officiata questa celebrazione ? E da chi? E dove? Si rimanda spudoratamente il tutto e i politici calabresi, le radio libere, i giornali non si indignano perché sono troppo occupati a indignarsi per le (significative) parole di Antonello Venditti , a stracciarsi le vesti per lo spostamento dei Bronzi, a urlare la loro collera contro i mulini a vento del nulla.
Il tutto per seppellire ancora una volta Flavio, per lasciare soli ancora una volta i suoi genitori e i suoi fratelli davanti al mostro dalle mille bocche e dai mille cervelli che è il potere dominante che difende se stesso e inventa di continuo specchietti per le allodole contro cui scagliarsi e riempire servizi televisivi e pagine di giornali.
A noi piacerebbe vedere una magistratura molto impegnata sul fronte....della giustizia, e solo su quello..., perchè a noi piace vedere nell’ immagine usata da Venditti del ragazzo calabrese che aspetta la nave, proprio Flavio Scutellà, emblema della nostra terra che attende sempre…. forse di fuggire ,.
E non ci domandiamo col cantautore romano “Perché Dio ha fatto la Calabria?”, questa terra bellissima malgrado tutto; ci domandiamo piuttosto :" perché Dio ha fatto così noi Calabresi? " .

19 commenti:
Condivido pienamente il contenuto dell'articolo. E' bene parlare chiaro. C'è troppo fumo nell'informazione in Calabria. C'è troppo fumo anche nella giustizia in Calabria ( non mi arrischio a usare la G maiuscola).
Bene avete fatto a mettere in chiaro che anche giornali e TV locali dedicano la maggior parte dello spazio ad argomenti leggeri come quello della presunta offesa alla Calabria di Antonello Venditti o i Bronzi ecc.
Dello scandaloso trasferimento del processo di Flavio non si parla, si accenna soltanto. Facciamo veramente vergognare anche le pietre.
Ho assistito a Roma a una conferenza stampa di Antonello Venditti. Si è scusato con i Calabresi e ha chiarito che la sua era una provocazione perchè i Calabresi una buona volta si mettano a protestare contro ogni forma di ingiustizia e di sopruso da parte dei poteri politico-mafiosi locali.
Cosa avrebbe dovuto dire di più?
Venditti ha perso l'occasione per stare zitto.Le sue liriche, la sua musica e quanto si riferisce alla sua storia personale sono talmente distanti da quella che è la realtà calabrese che , prima di pronunciare un commento (positivo o negativo) sarebbe stato opportuno, per lui, approfondire le conoscenze storiche e culturali di una terra che, anche se vessata, conserva ricchezze non meno importanti della sua terra natia.
Le sue affermazioni, gratuite, mi riportano alla polemica che ebbe, negli anni70, con De Gregori, quando cercava in tutti i modi di misurarsi da pseudo-intellettuale con il suo (a mio avviso) più illustre collega, il quale, a differenza del "cantatore" (e non cantautore), dimostrava: classe, talento, e spessore intellettuale.
Per chiosare: Roma è una città bellissima, ma spesso sono alcuni romani, come il succitato famoso, a renderla burina.
Concordo, anche se non completamente, con N.Greco. Venditti un anno fa voleva farsi pubblicità e c'è riuscito a scoppio ritardato. Noi calabresi ( e mi ci metto anche io pur essendo residente da tempo fuori) avremmo ben altro per cui indignarci e protestare che non per la frase di un cantante che, comunque, contiene una parte di verità.
Mi pare che chi ha scritto il thread lo faccia ben trasparire.
Dissento da Mariobrv e da Davide.
Non si può sorvolare su un'offesa così grave arrecata ai calabresi da un romano, che è un romano qualunque anche se celebre!
Che poi dovremmo indignarci e lottare per la malasanità e per gli affarismi dei politici e dei politicanti questo è anche vero.
No entro nella polemica con Vemditti. Da quando fanno testo lew esternazioni di un cantante?
Sono però scandalizzata che il processo contero la malasanità nella piana per Flavio Scutellà sia stato trasferito a Reggio Calabria. Qui si vuole perdere tempo e salvare chi sa quali interessi sotterranei.
Ma insomma stiamo solo a guardare?
E la chiesa diocesana cosa fa? Perchè non fa sentire alto e forte il suo grido contro la malasanità nella nostra zona? Cosa aspetta? E'impegnata in altre cose forse?
La sanità calabrese doveva essere commissariata e da un pezzo.Almeno avremmo avuto certenzze e non questo stillicidio di notizie e contronotizie e soprattutto non avremmo avuto i disastri che abbiamo avuto e che ora si tenta di insabbiare perfino nelle aule dei tribunali.
Che vergogna! Sono d'accordissimo con Venditti.
Non sono d'accordo sul commissariamento della sanità calabrese anche se so che è nauseante questo tipo di gestione sanitaria che abbiamo.
La Calabria non può aspettare in eterno che siano gli altri a risolvere i suoi problemi. Dobbiamo darci una mossa tutti quanti...
Nel manifestare anche io tutta la mia solidarietà alla famiglia Scutellà, voglio fare presente che la loro lotta non è personale ma è lotta per tutti e di tutti. Una bella manifestazione popolare e pacifica di protesta per tutti gli imbrogli sanitari che si sono fatti e si stanno ancora facendo sulla pelle della gente non ci farebbe male. Altro che pensare a Venditti e ai Brunzi. Mi associo al punto di vista dei gestori del blog in maniera totale.
Effettivamente fa rabbia vedere tanta gente, specialmente i giovani, che non parlano altro che di Venditti in questi giorni, trascurando completamente il problema del processo per la malasanità.
Siamo degli incoscienti.
No, Oppidese, non siamo incoscienti, siamo soltanto indifesi. I nostri uomini politici, pochissimi per la verità, sono "trasversalmente" uniti dalla stessa superficialità e dallo stesso interesse personalistico. Non se la guastano tra loro...
Se avessimo personaggi politici di un certo rilievo a quest'ora avrebbero fatto sentire alta e forte la loro voce in difesa dell'ospedale aspromontano e delle strade che continuano a restare interrotte malgrado le promesse.
Se avessimo dei "veri" politici a Oppido che invece di fingere di combattersi l'uno con l'altro, si battessero "realmente" per il bene del paese, a quest'ora strade e ospedale sarebbero funzionali e funzionanti.
Non diamo tutte le colpe alla cittadinannza, ma ai politici che scelgono volontariamente la strada della gestione degli interessi pubblici, che poi invece diventano interessi privati.
Su tutta la v icenda Scutellà, la famiglia di Flavio è stata lasciata sola dai media, ma soprattutto dai politici che hanno promesso impegno e interesse ma poi si sono defilati. Primo tra tutti Loiero che per etica, se non per politica, avrebbe dovuto tenere appeso nel suo foro interno i ritratti di Flavio e degli altri ragazzi morti per malasanità in Calabria e pensare all'Ospedale unico della Piana , non all'ospedale di Palmi.
Il sig. Loiero dovrebbe nascondersi per la vergogna, le sue lacrime di coccodrillo non potranno mai lavare la sua sporca coscienza.
Vorrei dire all'amico di Tresilico che non tutte le colpe vanno scaraventate sui "politici" e sulla "politica". La vera politica è necessaria e indispensabile.
Piuttosto sono i cittadini locali poco politicizzati in quanto delegano tutto ai politici di mestiere e non si indignano , come invitano a fare i gestori di questo blog, davanti alle palesi ingiustizie, alle discriminazioni ed ai " silenzi" dei poteri costituiti che sembrano voler comprire le manchevolezze delle strutture sanitarie e dei loro dirigenti locali.
La risonanza della faccenda Venditti verso la Calabria per quanto mi riguarda è stata veramente esagerata e forse strumentalizzata apposta da qualcuno che voleva e vuole sviare l'attenzione dai reali problemi della regione. Mi pare che si voterà a marzo per le regionali. Da qui fino ad allora chissà quali e quanti altri veleni saranno seminati.
Ho iniziato a frequentare da poco a Roma la sede dell'Associazione dei Calabresi , detta anche Centro Culturale Calabrese ( Le 3C) e in un dibattito organizzato ieri sera si è proprio stigmatizzato questa polemica con Venditti. Probabilmente l'Associazione inviterà per i prossimi mesi Venditti in Calabria per un chiarimento.
Ho notizia che anche il gruppo romano ICaRo che accoglie moltissimi amici calabresi si è mobilitato per un chiarimento tra Antonello Venditti e le emittenti e le radio libere della regione Calabria.
Vewnditti si sarebbe dichiarato mortificato per le errate interpretazioni del suo discorso che invece voleva essere da stimolo affinchè i giovani calabresi si svegliassero da quello che lui considera un vero "torpore" e non certo mancanza di cultura.
Mi sono permesso anche di passare a qualcuno le coordinate di questo blog per eventuale approfondimento del discorso.Saluti.
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