Mentre questi interrogativi mi agitano, mi viene anche in mente che il nome del fiume Marro altro non è che una derivazione di Metauro, e che esso è lo stesso nel quale, secondo la mitologia greca, l’ormai folle Oreste si immerse ritrovando serenità e ragione.
domenica 18 ottobre 2009
RAPSODIA SUL MARRO
L’apertura al transito dell’attesissima pista alternativa al quasi crollato Ponte sul fiume Marro ha coinciso con l’ondata di maltempo degli ultimi giorni, caratterizzata da abbassamento anormale della temperatura e frequenti precipitazioni meteoriche.
Mi è capitato così di effettuare il primo passaggio lungo il nuovo percorso mentre pioveva, con intensità metodica e senza scrosci troppo violenti. L’impianto stereo della mia automobile diffondeva le note di “Rhapsody in blue”, e, dopo lunghi fraseggi di fiati e pianoforte, l'intera orchestra è clamorosamente entrata in azione proprio al momento in cui, con sommo stupore, ho superato la breve discesa che oggi conduce verso il greto del torrente e, procedendo su di una piattaforma cementizia sormontante alcune grosse tubazioni poggiate nello stesso orientamento delle acque fluenti e che canalizzano le stesse per non interromperne il corso con la nuova opera, ho oltrepassato Marro.
L’impressione che si ricava durante questo breve tragitto è singolare e notevole : il piano carrabile è posto ad altezza trascurabile rispetto a quella dell’acqua (la differenza sarà si e no di un metro), e percorrerlo allorchè queste ultime sono un po’ più ingrossate (come quando piove) ha il sapore di un guado, di quel passaggio sui rigagnoli veloci che interrompono la secchezza dei letti delle fiumare così frequentemente praticato anche oggi con automezzi dalla gente di campagna e, un tempo, a piedi dai tanti viandanti di queste terre o, per puro spirito di diletto ed evasione, anche dai ragazzi della mia generazione.
Viene da pensare che, nonostante il percorso in questione sia stato approntato con l’adozione di tutti gli accorgimenti di sicurezza, un'abnorme elevazione del livello del fiume, simile a quelle provocate dai nubifragi degli ultimi inverni, ne cagionerà facilmente la chiusura.
Ma, di più, diviene spontanea la constatazione della precarietà e facilità della soluzione alternativa posta in essere (nello spazio di un mese circa) per consentire agli automobilisti di superare questo fiume, che a gennaio ha fatto cedere il ponte che lo sovrastava e ci ha così fisicamente separato dalle aree più costiere della Piana di Gioia Tauro.
E fa rabbia constatare che una soluzione di tal genere si sarebbe potuta adottare senza troppo dispendio già all’indomani dell’interruzione stradale, o al più in primavera, facendoci risparmiare tempi e costi delle lunghe e tortuose percorrenze alternative, e limitando i danni che la difficoltà dei collegamenti ha arrecato all’economia – specie agricola e commerciale – di questa zona interna.
Dopo ben dieci mesi, la “montagna” ha partorito un “topolino” che sarebbe potuto nascere non oltre sei-sette mesi fa e che, seppure nelle intenzioni dovrebbe avere vita abbastanza breve, potrebbe tenerci compagnia, a causa dell’antico vizio italico di promuovere il provvisorio a definitivo, ben più del previsto.
Ma perché, in ordine ad un problema che da quasi un anno assilla i cittadini del comprensorio preaspromontano, l’Autorità competente (la Provincia) non ha pianificato la tempestiva realizzazione dell’opera di cui oggi fruiamo tardivamente? Perché la redazione ed attuazione dei programmi volti ad abbattere le criticità di questo territorio sembrano sempre avvenire, un po’ come l'evoluzione della rapsodia che sto ascoltando, in maniera quasi estemporanea e multiforme? E come fanno certi nostri rappresentanti, che affrontano " a naso" questioni tutto sommato superabili, e, nello specifico, non garantiscono il funzionamento dell’inadeguato assetto viario che abbiamo, a promettere Direttissime Delianuova-Gioia Tauro, Pedemontane, Trafori dello Zilastro e altre innovazioni infrastrutturali che rispetto allo stato delle cose sembrano creazioni di pura fantascienza? E come può qualcuno pretendere che noi cittadini manifestiamo pure gaudio e gratitudine alla Provincia di Reggio Calabria per avere oggi realizzato la pista alternativa a Marro, quando questa è la cartina di tornasole di un modo di amministrarci che definire da terzo mondo sarebbe un eufemismo?
Mentre questi interrogativi mi agitano, mi viene anche in mente che il nome del fiume Marro altro non è che una derivazione di Metauro, e che esso è lo stesso nel quale, secondo la mitologia greca, l’ormai folle Oreste si immerse ritrovando serenità e ragione.
Mentre questi interrogativi mi agitano, mi viene anche in mente che il nome del fiume Marro altro non è che una derivazione di Metauro, e che esso è lo stesso nel quale, secondo la mitologia greca, l’ormai folle Oreste si immerse ritrovando serenità e ragione.
Ecco, magari transitare quasi a “pelo d’acqua” servirà a darci l’illusione di un bagno nel Marro, ed a infonderci quella pace che il bizzarro corso degli eventi pubblici nostrani pericolosamente insidia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
19 commenti:
Sarebe stato molto più facile innestare la strada Varapodio-Amato con quella di Quarantano ( distante pochissime centinaia di metri e servita già da un'ampia pista carrabile. Si sarebero risparmiati soldi ( molti soldi) e soprattutto molto tempo. Bastava aprire al transito la pista che collega le due strade dopo averla ben asfaltata. Si sarebe potuto passare dal ponte di Quarantano ( che è un ottimo ponte) ottenendo cosi una strada alternativa ( ma perche poi alternativa e non definitva?) di tutto rispetto, senza sprecare denaro publico. Il tutto poteva già funzionare da gennaio scorso.
E pensare che ancora c'è qualcuno che difende le scelte scriteriate e i tempi biblici della Provincia. Viene da ridere a sentire certe cose.
Qualcuno per caso sa quanto verrà a costare il ponte sullo stretto ..... di Marro?. Si parla di oltre due milioni e mezzo di euro. E'possibile?
Voglio ricordare un fatto e chiarire un altro:
- Il ponte vecchio, sul Petrace ( nell'antichità chiamato Metauro ) è stato realizzato in diversi anni e, chi voleva, passava letteralmente sul fiume;
- Oreste s'immerse , secondo i rapsodi omerici e per ubbidire all'oracolo, nel fiume dei sette affluneti, cioè il Metauro , oggi Petrace . Gli affluneti erano Duverso, Calabrò,Marro ( Siacteros ) che portava una bolla di acquu solfurea, Jona, Cerasia, Razzà e Serra. Secondo fonti ancora più approfondite, è probabile che il bagno purificatore dalle erinni del Re Oreste sia avvenuto poco sopra il Ponte vecchio, in contrada Licàri, dove sono state trovate ossidiana lavorate con antica artigianeria.
L'amico anonimo delle 20,24 ha fatto bene a chiarire i luoghi precisi del mito di Oreste sul Metauro-Marro, ma soprattutto a confermare autorevolmente che per il guado in località "Ponte Vecchio", fino alla ricostruzione del ponte, allora non si spese una lira e lo stesso fu attivato solo tre settimane dopo il crollo e non dopo 11 mesi, com'è avvenuto a Marro, dove, per attivare la strada alternativa e provvisoria si sarà speso qualche euro. O no?
E' evidentissimo lo sperpero di denaro pubblicoi e chiunque giustifica queste operazioni ridicole portate avanti dalla politica locale o è corrotto pure lui oppure è in cerca di qualche favoruccio....
Si vede benissimo che questo blog sta facendo apertamente campagna negativa contro l'amministrazione provinciale, per cui ogni informazione che dà è manipolata.
Per anonimo 14,34.
In genere non facciamo passare commenti come il Suo in quanto palesemente infondanti e miranti, forse, ad alimentare discussioni oziose.
Le facciamo osservare che quanto stiamo scrivendo su questo blog è tutto documentato , documentabile e/o di dominio pubblico.
Nessun partito preso verso la Provincia, ma una giusta analisi di qualche suo operato che ci interessa da vicino come cittadini.
Saluti.
"Si vede benissimo che questo blog sta facendo apertamente campagna negativa contro l'amministrazione provinciale, per cui ogni informazione che dà è manipolata." Caro anonimo dalle 14:34 apra gli occhi!!!! Siamo di fronte ad una verità AUTO-EVIDENTE e nonostante tutto qualcuno cerca ancora,seppur in maniera effimera,di salvare il MAL E TARDIVO operato di un'amministrazione(provinciale) che fino ad ora è stata praticamente assente e lontana dai veri problemi che interessano il nostro territorio!mi dispiace dirlo, soprattutto perchè l'ho votata credendo in quello che promettevano,ma questa amministrazione HA FALLITO!
Fare denuncia degli sprechi evidenti alle spalle del contribuente non solo è un diritto ma è soprattutto un dovere di ogni cittadino.
Quindi invito gli amministratori del blog a non curarsi di queste mosche noiose che vengono qui a infastidire. Sono convinto che il vero dovere civico quando è svolto bene, come in questo caso, nessuno lo possa condannare o confondere stupidamente per interesse personale o politico.
Sono d'accordo con Mario. A volte mi sembra che a Oppido non ci accorgiamo di nulla: restiamo vigili e attenti sulle inadempienze della Provincia, ma anche su quelle del Comune e della Regione, altrimenti questo paese è spacciato.
Alla Ferrandina i lavori intanto segnano il passo ancora una volta....Solo causa del maltempo?
No, alla Ferrandina i lavori non sono stati sospesi nemmeno nei giorni di pioggia.
Sul ponte provvisorio sul Marro che vi devo dire? Viene da ridere sembra il ponte di Cappuccetto Rosso.
ma Cristo non si era fermato ad eboli,o ha preferito fare tappa più a sud,magari un po' prima che dalle nostre parti? un saluto sincero a tutti e al mitico signor Gestore,che,a quanto leggo,ha una piacevolissima propensione alla narrazione d'autore..
La Provincia ha gravissime responsabilità sull'abbandono di tutto il territorio. E' molto strano che nessuno, o quasi, lanci questo allarme.
La Provincia dovrebbe controllare il territorio provinciale. In modo particolare le strade.
Ma chi controllerà i controllori????????
Non so se avete assistito al misero spettacolo offerto oggi su TG3 regionale. Il Presidente Morabito dovrebbe vergorgnarsi a farsi vedere dopo 9 mesi dall'interruzione del ponte sul Marro. In pompa magna il nostro sindaco ed il vice sindaco di Varapodio (con fasce tricolori in bella evidenza)invece di protestare per il palese ritardo si sono congratulati con la provincia per un intervento che sarebbe stato possibile realizzare nell'immediatezza dell'alluvione. Siamo ancora in attesa del completamento dei lavori alla Ferrandina che procedono molto, ma molto lentamente.
vicesindaco
fazzolari
Ringraziamo
la Provincia per la
celerità e
auspichiamo che
questa intesa
prosegua per
le altre opere.
......... Fazzolari e Barillaro hanno
ringraziato Morabito e i
tecnici per quanto realizzato
fino ad oggi ed il loro augurio
è che l’impegno continui a
dare risposte positive a
quanto ancora resta da realizzare
per una viabilità veloce,
nonché sicura.
Il Quotidiano della Calabria 20/10/2009 pag. 33
.... Calabria Ora 20/10/2009
E' deprimente che i due sindaci ma soprattutto il cosiddetto presidente Morabito abbiano fatto questa messa in scena davanti alle telecamere. Mancano di senso dell'umorismo.
Inaugurare un'opera ridicola come la pista alternativa al Marro, celebrando lo scialacquamento del denaro pubblico significa essere veramente insensibili al ridicolo.
Posta un commento