domenica 15 novembre 2009

ASPETTANDO IL MUSEO CIVICO, GODOT OPPIDESE

Tutti i calabresi, ed in particolare coloro che abitano la provincia reggina, saranno al corrente della chiusura per ristrutturazione del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, se non altro per l’insistenza con cui i mezzi di informazione locale hanno dato notizia della lunga querelle circa la sistemazione, durante il periodo di indisponibilità della struttura, dei Bronzi di Riace (tra l’altro bisognosi anch’essi di essere restaurati), originariamente destinati ad essere trasferiti a Roma, e che, invece, di qui a poche settimane saranno allocati, a quanto sembra, presso il Palazzo che ospita il Consiglio Regionale.

Ebbene, la vicenda dei lavori in corso a Palazzo Piacentini, sede del museo del nostro capoluogo, è questione che avrebbe potuto divenire di interesse degli oppidesi in misura molto maggiore di quanto apparentemente deriva dalla semplice comunanza territoriale di Oppido con Reggio Calabria.

Nell’istituto museale della città dello Stretto sono conservati, difatti, la quasi totalità dei reperti archeologici rinvenuti durante le numerose campagne di scavo effettuate nel nostro territorio – vero serbatoio di antichità – a partire dal secolo scorso e sino ad oggi, ovvero ritrovati in maniera assolutamente causale nel corso del tempo.

I pezzi più pregiati sono (più correttamente, erano, visto che il Museo è già chiuso, e lo resterà sino al 2011) esposti al pubblico, come – e per citare solo i più noti – la c.d. coppa Cananzi (dal nome del cittadino che in maniera occasionale la ritrovò) o Tresilico (nel cui territorio fu ritrovata; ed anche se uno studioso da poco defunto rivendicava che il terreno ove essa aveva giaciuto per secoli era sito in agro di Varapodio, e ne proponeva così un cambio di denominazione), tazza vitrea risalente al terzo secolo a.c.; o la lamina in bronzo con dedica ad Eracle reggino, anch’essa scoperta fortuitamente, ma nell’area di Castellace, ed ancora anteriore, giacchè risalente al quinto secolo.

I depositi del museo custodiscono poi una ulteriore messe di reperti metallici, silicei, ceramici, numismatici e di ogni altro genere; di natura edilizia, facenti parte del corredo personale o domestico di uso quotidiano ovvero anche funerario; e costituenti testimonianza degli svariati millenni di storia degli insediamenti umani nel nostro territorio, registrati, in ordine cronologico, a partire dal sito protostorico di Castellace, per poi passare alla fortezza di Contrada Palazzo (IV secolo a.c.), alla città italica di Mella (III – I secolo a.c.) e, prima di giungere ai giorni nostri, al borgo medievale di Oppido Vecchia (XI – XVIII secolo d.c.).

Ormai da decenni, e precisamente dalla fine degli anni ’80, da quando cioè l’idea di impiantare un museo civico ad Oppido trovò una prima elaborazione, tanti di questi oggetti attendono di essere esposti direttamente nella nostra cittadina e, per il loro apprendimento e trasferimento nella nostra città (e tuttavia tenendo presente che, ovviamente, la Soprintendenza Archeologica della Calabria non concederà in comodato al Comune quanto già visibile a Reggio) la chiusura di Palazzo Piacentini costituirebbe un’occasione assolutamente favorevole.

Osta ad una simile soluzione, ancora una volta, l’indisponibilità della struttura recuperata ad Oppido e destinata ad ospitare il museo civico, Palazzo Grillo, che, dopo l’acquisto fattone dal Comune, sta subendo il terzo intervento di ristrutturazione e, ad oggi e a distanza di quasi dieci anni dal primo corposo restauro, finanziato con i fondi dell’Intervento Straordinario nel Mezzogiorno e perdurato per tutti gli anni ’90, è stato ed è utilizzato, a parte fugaci manifestazioni culturali o pseudotali, in maniera estremamente parziale come biblioteca e come sede del Comando di Polizia Municipale (?).

Perché, poi, lo storico edificio non sia ancora pronto ad essere adibito alla finalità per raggiungere la quale tanti soldi pubblici sono stati spesi lo ignoriamo, visto che è già munito, all’interno, delle vetrine espositive dei reperti e, addirittura e pur se non questo non è ancora attivo, dell’impianto di allarme necessario alla protezione delle esposizioni.

Fatto sta che esso, logorato per l’ordinaria decadenza che il tempo riserva ad ogni cosa e di più per il degrado del non uso, ancora deve nascere ed è già vecchio o, meglio, è invecchiato senza aver vissuto, ed esige cospicue manutenzioni per mantenersi pronto ad un appuntamento, quale la sua messa in funzione, che però stenta ad arrivare.

La mancata attivazione del “centro culturale polifunzionale di supporto alle aree archeologiche di Oppido Vecchia e Mella” (come la struttura da allocare nell’edificio era originariamente chiamata) sarà forse imputabile alla leggendaria maledizione di Palazzo Grillo, che Don Luca Asprea scriveva impartita dal vicino vescovo, e che magari ancora dispiega i suoi effetti? O, in maniera meno soprannaturale, dipenderà dall’incompletezza e carenza di funzionalità dell’opera di recupero e dalla scarsa concretezza della nostra classe dirigente locale?

Non lo sappiamo, ma certo è che il Museo civico, istituzione inclusa nei programmi di tutte le forze politiche cittadine in competizione alle elezioni comunali nell’ultimo ventennio, evidentemente in quanto da tutte ritenuta basilare per lo sviluppo turistico-culturale del territorio è, allo stato, la più grande incompiuta della nostra cittadina, sogno vagheggiato ed irrealizzato, nella vana attesa del quale – come del Godot della famosa piece teatrale di Beckett – la comunità oppidese ha consumato tempo e risorse.

Speriamo solo che il futuro (possibilmente prossimo) smentisca questa nostra conclusione.

6 commenti:

Giuseppe ha detto...

Ormai siamo lontani dalla competizione elettorale. Tutto è rientrato nella norma. Il paese è una meraviglia, la viabilità è perfetta e nessuno ha più bisogno di prestazioni sanitarie che in ogni caso sono eccellenti. L'amministrazione governa in modo trasparente e corretto. I turisti sono in fila per visitare i nostri tesori. Insomma va tutto bene. Ormai il "pianista" è morto avete sparato tutte le cartucce e bersagli non c'è ne sono più.
Che schifo!!!!!!!!

TURI ha detto...

Visto che il museo è ancora chiuso, quasi quasi questo fine settimana vado al cinema, oppure vado allo stadio, non lo so, aspetto ancora un pò prima di decidere!!!!
Ciao gestore, io ti seguo sempre.

DavideTO ha detto...

Sono contento che abbiate ripreso a pubblicare nuovi threads. Pensavo aveste chiuso il blog. Ormai non ci entravo quasi più.
Non mollate per favore anche se i "pianisti" si lamentano sempre, non è il caso di mollare.

G.B. ha detto...

Il "Palazzaccio" ha visto di tutto, anche un "presepio vivente" meno che un museo. Ma d'altronde a che serve un museo a Oppido se Oppido tutto ormai è solo un museo ( degli orrrori)?

francesco ha detto...

Il museo ( o il complesso museale previsto da decenni) per Oppido costituisce una risorsa da cui non si può prescindere e sorprende come le passate amministrazioni abbiano potuto glissare su questa esigenza tanto clamorosamente urgente per questo paese.
Le lungaggini dovute ai motivi " tecnici" e di "sicurezza" andavano e vanno drasticamente tagliate, promuovendo, se è il caso, anche un'indagine della Procura della Repubblica per acclarare responsabilità ed omissioni a causa delle quali si stanno continuando a spendere denari pubblici per questo cantiere senza fine che è il Palazzo Grillo.
Un invito all'attuale amministrazione municipale, che è un appello, che è anche - credo - opinione della stragrande maggioranza degli Oppidesi: si abbia il coraggio di tagliare corto, di sveltire tutte le procedure e gli adempimenti necessari, affinchè già dal 2010( parlo dei primi mesi del 2010) il museo oppidese possa iniziare ad avere la propria , almeno essenziale, consistenza e Palazzo Grillo venga i n t e g r a l m e n t e restituito a quella che è la sua vocazione culturale.
Se così non sarà. non si speri di essere credibili.
Buona domenica a tutti.

mariobrv ha detto...

Leggo molto pessimismo in qualche intervento( si sono diradati molto vedo in tutti i blog oppidesi e anche in questo).
Oppidesi non gettate la spugna.
Sto lavorando qui a Roma a un progettino col citcolo culturale calabro ( Le tre C) per organizzaqre qualcosa con Oppido.
Se c'è qualcuno interessato faccia un fischio.