
Stavolta "per fortuna" a farlo è Il Sole 24 ore, autorevolissimo quotidiano nazionale che in un articolo sobrio e asciutto di qualche giorno fa, riesce a fotografare la situazione sanitaria calabrese con la chiarezza che lo distingue e dalla quale avrebbero molto da imparare tutti i quotidiani locali, nessuno escluso, che continuano a pubblicare in materia di sanità ( e non solo) tutto e il contrario di tutto.
Ecco l’articolo del Sole 24 ore:
“La ricetta è indigesta, ma si spera salvifica: tagliare, razionalizzare, chiudere. Tre verbi da declinare al tempo presente, per iniziare una potente inversione di marcia rispetto al disgraziato trend che ha portato la Regione Calabria ad accumulare debiti per complessivi 2 miliardi 166 milioni di euro, certificati dall'advisor governativo Kpmg. In una convulsa seduta notturna, la Giunta regionale presieduta da Agazio Loiero ha varato un nuovo Piano per il rientro dal maxideficit in Sanità, dopo la clamorosa bocciatura della programmazione precedente ad opera del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, con tanto di commissariamento incombente. Misura-chiave: entro pochi mesi chiuderanno i battenti ben 11 ospedali.
Il Governatore, il suo vice Domenico Cersosimo e il dg del dipartimento Tutela della salute Andrea Guerzoni, accanto a un'austera razionalizzazione (tagli da 260 milioni di euro che porterebbero a un bilancio di settore in attivo entro il 2011), esaltano l'ingresso di seri standard qualitativi per le prestazioni erogate. Quanto al debito, quasi il 100% se l'accollerà il Governo accendendo un mutuo che la Regione rimborserà gradualmente, mentre l'Ente assumerà direttamente l'onere degli oltre 300 milioni di euro del solo deficit sanitario prodotto dal 2006 in avanti. Resta la misura più drastica: 11 ospedali chiuderanno i battenti in un breve volgere di tempo, 5 entro fine anno (Palmi, Oppido Mamertina, Chiaravalle, San Marco Argentano e Mormanno) e gli altri 6 in un secondo tempo, da "centri per acuti" trasformandosi in Case della salute (faranno prevenzione nei territori delle 5 Asp). Sarà imposto uno "stop" alla spesa farmaceutica più alta del Paese, con un recupero stimato in circa 90 milioni euro annui, anche grazie all'implementazione della distribuzione diretta. Si drenerà la spesa sul fronte dei beni e dei servizi e soprattutto saranno "congelate" le assunzioni: lo stesso turnover per medici e infermieri sarà limitato allo stretto indispensabile per assicurare prestazioni sanitarie di qualità, nella terra che paga ogni anno un tributo da 350 milioni ai famigerati "viaggi della speranza".
E’ la conferma di una “ soluzione finale” che si conosceva già? Più o meno. E più o meno condivisa. Il dibattito oppidese sulla “Casa della Salute” sembrava approdato infatti a una sorta di rassegnata accettazione di una soluzione/male minore, dalla quale trarre nel prosieguo qualche altra concessione per Il posto di primo intervento “24h/24” o – meglio ancora – per un essenziale Pronto Soccorso corredato da minima struttura di trattamento immediato degli acuti.
Ce lo auguriamo e ci auguriamo che l’amministrazione municipale oppidese sia presente attivamente , poderosamente e a voce alta in queste richieste. Se brillerà per i suoi silenzi, non speri nella fiducia dei cittadini.
Ciò che comunque non accetteremo mai, e che la storia della Calabria condanna e condennerà sempre come il più turpe dei delitti politici e sociali consumati ai danni di un popolo avvilito, è il nuovo , famigerato “ piano regionale di rientro” sulla spesa sanitaria che, ancora una volta, taglia pesantemente sui servizi, ma non sui mostruosi sprechi di cui è costellato ancora oggi il pianeta sanità in Calabria, soprattutto nell’area dell’ex ASL 10 di Palmi, su cui qualche mese fa abbiamo avuto modo di riflettere anche su questo blog.
15 commenti:
Grazie per questa riflessione amara. Sembra che gli oppidesi si siano dimenticati dell'ospedale. Che sta succedendo?
Se quanto scrive Il Sole è tutto vero, la chiusura dell'ospedale mi pare inevitabile e anche logica.
Cosa facciamo adesso?
Diverse possibilità:
1) ci piangiamo addosso, dicendo che non è giusto che, siccome finora ci son stati gli sprechi, adesso chiudono gli ospedali;
2) facciamo le barricate per difendere l'ospedale così com'è (e gli altri 10, lo facciamo per l'interesse generale, mica per il nostro particulare...) all'interno dello sfascio che è la sanità calabrese (la spesa farmaceutica più alta del paese, anche di regioni che hanno il triplo degli abitanti... popolo di farmacodipendenti o di truffatori: medici farmacisti pazienti conniventi?);
3) facciamo un po' di casino tra di noi per qualche giorno, ma poi ci facciamo star bene tutto, delegando in toto alla nostra classe politica (li abbiamo eletti e li paghiamo, che se la vedano loro) tutta la nostra vita, anche perchè così se poi falliscono possiamo prendercela con qualcuno;
4) accettiamo la chiusura, sperando che il piano di rientro dal deficit possa portare ad una sanità efficiente (meglio un buon ospedale a mezz'ora di strada che un mattatoio sotto casa), e intanto drizziamo le antenne, costituiamo comitati di cittadini che controllano e denunciano per monitorare che effettivamente la sanità migliori e che gli sprechi non si ripetano.
Al momento, a caldo e vista anche l'ora, non mi vengono in mente altre ipotesi.
Potremmo raccogliere le idee degli altri frequentatori del blog, e poi vedere se esiste qualche proposta realizzabile.
Come sempre, l'aut aut di Mau Mau è intelligente e provocatorio.
Facciamo però un piccolo feed-back: le barricate mamertine pro-ospedale, pur confusionarie e anarcoidi una loro logica ce l'avevano.
Specialmente quella dell'estate 2006 ( cui diede la stura non tanto la chiusura tout court del Pronto Soccorso quanto la querelle inopinata tra assessore municipale alla sanità e giunta comunale, sfociata in una serie di circostanze che portarono all'occupazione del Municipio.
A torto c'è chi ancora pensa che allora la protesta fu fatta solo strumentalmente per colpire la maggioranza in carica: a smentire tale valutazione basta soltanto ricordare che i principali promotori della protesta erano persone vicinissime alla maggioranza comunale in carica, di cui sono stati sostenitori anche nella tornata elettorale di giugno scorso).
Ma bando a ogni riflessione ormai inutile che, pur scevra da spirito di polemica, potrebbe ancora una volta essere fraintesa.
Un dettaglio però occorre richiamarlo alla memoria: le barricate di tre anni fa erano giustificate fortemente dal fatto che era all'epoca ancora in vigore la legge regionale che per Oppido prevedeva un "Ospedale di montagna" ( come per Soveria Mannelli e Serra San Bruno, località oggi fornite egregiamente di nosocomi, che nessuno si sognerebbe mai di cancellare).
Duole constatare che Oppido è stato defraudato del suo "Ospedale di montagna" ( il piano sanitario regionale che lo prevedeva è scaduto da circa un anno), ma duole soprattutto consatatare come la memoria sia corta...!
Sed transeamus.
Sice Mau Mau: che fare?
Certamente oggi le barricate pro-ospedale non avrebbero più alcuna region d'essere, a meno che non si voglia togliere a Oppido e al circondario anche la "Casa della Salute" residualmente attribuita ad esso dal nuovo piano sanitario.
A me fa piacere personalmente che Mau Mau constati con oggettiva lucidità l'inutilità allo stato attuale delle proteste di piazza, le quali, dunque, non vengono poste in essere non certo o non solo per fare un favore all'Amministrazione municipale ora in carica.
Quest'ultima ha tuttavia delle responsabilità fostissime, come viene messo in luce nel thread. Prima fra tutti la vigilanza meticolosa a che la Casa della Salute decolli bene a Oppido insieme al reparto di lungodegenza e non sia una pessima risultante del paventabile compromesso tra medici di base e medici della "Guardia medica".
Se anche la "Casa della Salute" fallisse a Oppido, saremmo imperdonabili.
Tutti.
Nessuno escluso!
Non sono d'accordo con Mau Mau. La colpa degli sprechi farmaceutici non è dei cittadini ma casomai dei medici che prescrivono a tutto spiano e della Finanza che , forse, non riesce a controllare più di tanto questo ......
Io proporrei che i primi a fare parte del comitato di vigilanza fossero gli ospedalieri che oggi restano stranamente in silenzio perchè sanno che con il mantrenimento a Oppido del reparto di lungodegenza non hanno da temere per il loro posto da lavoro, mentre in passato si sono sentiti spesso perduti e hanno dato il via alle manifestazioni e ai cortei.
Non cominciamo ad offendere. Gli ospedalieri non hanno lottato solo per loro ma per tutto il paese.
Se oggi non lo fanno di sicuro una ragione c'è.
Vorrei sapere cosa sta facendo l'Amministrazione Comunale ed in particolare il Sindaco e l'Assessore alla Sanità.
Mi rivolgo all'anonimo che sembra rappresentare gli "ospedalieri". Puoi spiegarci per favore quale ragione tanto misteriosa vi impedisce di ribellarvi come facevate una volta?
l'ennesimo,tragico e disumano, feroce omicidio che ha macchiato ancora una volta di sangue la nostra terra,falciando la giovane vita di uno dei nostri figli.. fino a quando non verrà riconosciuta e rispettata la sacralità della vita,il grido di dolore che si alzerà dalle nostre coscienze verrà soffocato dal dolore stesso! che pena di cuore!
Il grido di denuncia lanciato da Peppinello mi trova pienamente in sintonia: con l'uccisione di un ragazzo inerme, Francesco Inzitari, si è calpestata la sacralità della vita, ma si è contravvenuto persino a uno dei principi basilari che anche la " vecchia" efferata ndrangheta di un tempo condannava come gesto di infamia: l'uccisione degli innocenti.
Siamo dunque nella nuova barbarie.
E mentre i politici calabresi, a livello regionale, provinciale e comunale, vanno ancora sfacciatamente cianciando di "Educazione alla legalità", mentre nelle scuole si sperperano milioni di euro in improbabili progetti di educazione alla legalità dai quali non trae beneficio nessuno, sulle strade di questi poveri paesi abbandonati a se stessi si spara e si continua a spargere sangue.
sarebbe bello,molto bello,che in prossimità di questo santo Natale qualcuno facesse sentire la voce della nostra comunità, che si leva x condannare questo terribile,oserei dire quasi macabro episodio; che il Natale non sia ridotto soltanto alla solita tranquilla zeppolata in piazza! dobbiamo avere la forza e il coraggio di indignarci contro chi insanguina le nostre strade,ora come prima,leviamo la nostra voce contro ogni brutalità,contro tutte le mafie! che la giunta comunale faccia sentire la nostra presenza in forma ufficiale alla fiaccolata che si terrà venerdì 11 dicembre alle ore 19 a rizziconi,che il nostro parroco celebri una santa messa in memoria di tutte le vittime di questa assurda guerra da cui tutti ne usciamo sconfitti.. insomma,non voltiamoci dall'altra parte,non facciamo passare questa morte nell'indifferenza! si trattava di un ragazzo inerme, le nostre ferite, oppidesi, fanno ancora male!
Facciamo interamente nostre le proposte sacrosante di Peppinello: sarebbe finalmente ora che a Oppido da tutti i pulpiti, civili, sociali e anche religiosi, si smettesse di fare teatro da quattro soldi per pensare alle cose serie!
grande signor Gestore! come sempre! grazie.
Concordo pienamente con Peppinello, per quanto riguarda l'ultimo e intenso commento, per la precisione con cui è andato al dunque, e per la proposta che ha lanciato. Basta guardarsi intorno, per capire come la nostra società da qui a poco imploderà... a volte non si condannano alcuni atteggiamenti poco consoni ad un ragazzo/ino, a volte si emula con interesse non il bene, a volte qualcuno purtroppo ci lascia.
Rispondo invece alla domanda di Enzino che stranamente,a mio avviso, si meraviglia del fatto che gli oppidesi si siano dimenticati della questione ospedale. Enzino il popolo è come l'argilla...si può modellare molto facilmente. La stessa domanda potrei porla io alla collettività...alle persone che popolavano questo spazio nella speranza che qualche piccolo essere riluttante venisse sbrandellato dalla folla inferocita,il tutto ora tace,la memoria ha lasciato spazio alla consuetudine....a volte stento a credere che su questo spazio ci siano state delle dirette accuse...per fortuna ho tutti i commenti e i post salvati, dov'è la folla che rivendicava il diritto alla salute...il diritto di andare a gioia senza dover passare da varapodio, la stessa folla che svigorita dal ributtante afrore emanato dalla "monnezza" nella zona sud di oppido, veniva e si sfogava, magari degenerando in sboccati e salaci commenti che colpivano le alte borgate...Niente di tutto questo più interessa agli oppidesi. Ognuno è pacifico, dolce, docile,i problemi??? Elisi direi..Dove sono i salvatori della patria che dal pulpito festoso di piazza umberto one...dovevano farci vedere "le carte", dove sono i detentori dell' arcana verità sulle sorti dell'ospedale, MA SOPRATTUTTO DOVE SONO QUELLI CHE FERMAMENTE SI OPPONEVANO ALLA CASA DELLA SALUTE???? Questi e altri temi non interessano più, come dire......non vanno più di moda. Magari qualcuno ci sveglierà da questo momento di stasi, con il timbro melodico delle campane...operazione che a oppido purtroppo andava di moda in passato....secondo me qualcuno ci abbaglierà con le briose luci di natale. Ecco come risolvere i problemi...l'antico rimedio è servito....il popolo è come l'argilla....
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