
Verso questo magnifico poeta e sacerdote, nato nei dintorni di Galatro nel 1752, entrato nel capitolo della cattedrale di Oppido in età ormai matura, morto nel 1839, Oppido, come ha fatto purtroppo per tanti suoi figli illustri e scomparsi, non è mai stato prodigo di ricordi.
Rileggere e meditare oggi almeno questi pochi versi del grande teologo, oratore, umanista e venerabile abate significa anche per tutti noi ritrovare , almeno in parte, la dimensione vera della tradizione natalizia nostrana che, testarda, sopravvive malgrado tutto.
Chi notti è chista?
Chi su sti vuci?
Comu sta luci
Cumpariu mo?
Su di allegrizza
Sti canti e soni:
Nc'è cosi boni,
Fortuna nc'è.
Li petri juntanu
L'omani abballanu
L'angeli cantanu
La lla ra rà.
Mancu li griji
Stannu a lu pratu;
Nu nivolatu
pe ll'aria va.
Chi nc'è di novu?
Tuttu lu beni
Supra ndi veni:
Ecculu ccà.
Lu mundu è sarvu:
Lu Sarvaturi,
Lu Redenturi
Cumparsi già.
Eu sugnu mbriacu
Pe tantu preju:
Cchiù non mi reju
Ma chi nc'è ccà?
Cotrari e serpi,
Surici e gatta
La fannu patta;
Mali non nc'è.
Ficiaru paci
Lupi ed agneji,
Farcuni e oceji;
La guerra und'è?
Mo lu leuni
Non irgi crigna,
Mansa e benigna
La tigri sta.
Chi su sti cosi?
Vinni la paci:
A tutti piaci
La carità.
Lu Ddeu di amuri
Figghiu divinu
Nasciu Bambinu
Ecculu ja.
23 commenti:
Rileggo con piacere un nuovo articolo su questo blog dopo tanti giorni di silenzio. Grazie.
Ricambio sinceramente gli auguri.
Ricordo il Natale a Oppido di tanti anni fa. Sarà perchè ora che sono lontano la nostalgia fa brutti scherzi ma era una vera festa.
Certo oggi con lo scandalo della Ferrandina chiusa da più d'un anno che Natale ci deve essere a Oppido?
Auguri a tutti da un oppidese a Roma.
BELLA LA POESIA DI cONIA CHE NON CONOSCEVO.Quante ricchezze sconosciute nella cultura oppidese.
Un augurio affettuoso a tutti voi del blog e agli amici che ancora lo frequentanoD
non conoscevo questa perla della nostra tradizione sul Natale,x cui ringrazio il signor Gestore x aver anche questa volta, come tante altre,utilizzato questo strumento x diffondere cultura e rendersi, nel suo piccolo, dispensatore di conoscenza. sarebbe bello che queste opere del passato fossero divulgate nelle scuole,anche x far conoscere meglio ai ragazzi le nostre radici e far comprendere loro quanto sia importante il passato x un popolo che a stento riesce a vivere in modo dignitoso il tempo presente.
x questo Natale e x il nuovo anno sarebbero davvero tantissime le cose che vorrei augurarmi e augurare a tutti quanti,ma tra tutte,(salute,pace,serenità dello spirito,benessere,prosperità), mi viene in mente l'augurio di una nuova ritrovata dignità.. che tutti noi possiamo conquistare la dignità di vivere la nostra vita,e singolarmente,e dentro le nostre famiglie,e come cittadinanza;che possiamo finalmente rialzare la testa, guardarci intorno e vedere qualcosa di diverso; che possiamo veder realizzato il "qui e ora",piuttosto che chimerici e maestosi "aldilàdelfiume e mai"; che i veri ponti da costruire siano quelli fondati sulla solidarietà e sulla collaborazione e che le strade dei nostri paesi non siano più sporche,macchiate di rosso e di nero,ma abbiano i colori della vita!
Auguri per il S.Natale e per un felice anno nuovo e sermpre grazie per le cose belle che ci fate leggere.
Che meraviglia la cantata-preghiera di Giovanni Conìa: nelle magnifiche battute dialettali c'è tutto il senso del Natale e l'escatologia di un popolo che riesce ancora a provare stupore per i doni di Dio che vede in sè e attorno a sè e che riesce ancora a sognare l'avvento di una nuova età dell'oro in cui non ci saranno più odi, rancori e divisioni, ma un tendere comune verso il bene comune.
Rileggendo questi stupendi verso mi tornano in mente le parole di Edith Stein che nel momento della sua conversione dall'Ebraismo al Cristianesimo canta:
"“Chi sei, dolce Luce che mi inondi
e rischiari la notte del mio cuore?
Tu mi guidi come la mano di una madre;
ma se mi lasci
non avanzerei più di un passo…”
Ed è su queste parole di Vita, su questa lode all'Altissimo che accomuna Conìa alla Stein a quanti hanno ancora voglia di Infinito e di Dio che voglio dare a tutti il mio augurio di Buon Natale e di Buon Anno Nuovo.
Buon Natale a tutti gli Oppidesi. Come mai nessuno parla più della Ferrandina?
Avete ripreso a pubblicare. Sono contento.
Intanto ne approfitto per dare a tutti gli oppidesi gli auguri di buone feste miei e di tutto il circolo "Le 3 C" (Calabria, Civiltà e Cultura) di Roma.
Auguri di sereno Natale e di felice anno nuovo a tutti i vecchi amici del blog e ai gestori da Enzino.
Buon Natale a tutti gli uomini di buona volontà e a tutti gli amici di un tempo di questo blog!
Buoin Natale a tutti.Auguriamoci che questo paese badi veramente ad andare avanti.
Non conoscevo questa poesia di Conia. E' ricca di fascino e di teologia cristiana.
Proprio quello che oggi ci manca...
Ci auguravamo tutti che almeno per Natale la strada della Ferrandina sarebbe stata aperta. Natale è passato pure. Cosa vogliamo fare?
Nonostante tutto auguri a tutti.
buon natale a tutti gli Oppidesi e felice anno nuovo.
Possibile che della ferrandina nessuno ci fa sapere quando sara' finita
AUGURO UN BUON NATALE A TUTTI I MIEI PAESANI
Vorrei leggere tuttew le poesie di Conìa. Dove si possono trovare?
Buone feste a tutti anche da me.
La tradizione natalizia mi pare ancora molto viva a Oppido anche se i giovani ( non tutti) cercano di dimenticarla.
Un augurio grande di buon anno come un grattacielo a tutti gli oppidesi di buona volontà ( quelli che non badano alle sciocchezze, ma lavorano duro permigliorare il paese).
Auguri di buon anno a tutti e a codesto blog che, unico e solo, con alti e bassi, difficoltà e successi, continua a dirci e a darci delle cose interessanti e sensate.
Mi associo pienamente alle parole e agli auguri di "Corso Luigi Razza".
Auguri sinceri da me e da tanti oppidesi a Torino e zone limitrofe. Buon 2010 oppidesi tutti.
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