venerdì 1 gennaio 2010

2009 ANNUS HORRIBILIS; 2010 ANNUS MIRABILIS?

Allo scoccare della mezzanotte di oggi si è chiuso il 2009, anno che, nella memoria della comunità oppidese, non sarà sicuramente incluso tra quelli più felici.

Già si era aperto sotto i peggiori auspici, dovendo raccogliere l’eredità di un 2008 che, con un suo durissimo colpo di coda alluvionale, ha lasciato in dono alla nostra città una nuova (dopo quella del 2004), e stavolta irrimediabile a poco prezzo, interruzione della vecchia S.S. 112 bis in quel della Ferrandina.

Nel suo mese iniziale, poi, si è già registrato il dies nigro lapillo signanda, il giorno da contrassegnare maggiormente in nero sul calendario tra tutti i 365 dell’intero periodo : il 13 gennaio 2009 una seconda alluvione si è abbattuta sul comprensorio oppidese, provocando il cedimento di alcuni piloni di sostegno del ponte sul fiume Marro, la conseguente chiusura al traffico della strada Ferrandina- Quadrivio Amato, ed il quasi totale isolamento viario della nostra cittadina.

Si aggiunga che i nubifragi in questione hanno provocato danni enormi anche alla viabilità urbana ed interpoderale, nonché ai campi e, così, hanno inflitto un letale vulnus all’attività agricola, principale volano economico del nostro territorio.

Oltre ai guasti, nel corso dell’anno si è verificata pure la beffa della loro ritardata riparazione, tant’è che solo dieci mesi dopo la sua rovina, si è riusciti a sostituire il ponte sul fiume Marro con una passerella quasi prêt-à-porter, mentre, per quanto attiene alla strada della Ferrandina, l’anno si è chiuso come era cominciato, con viaggiatori da e per Oppido costretti ancora a transitare via Varapodio.

Rabbuia questo quadro a tinte fosche (peraltro, ahinoi, sinora dipinto con un solo colore), la nera vicenda dell’ospedale che, dopo anni di orgogliosa sopravvivenza ad una morte annunciata è stato ridimensionato sino a conservare una esistenza poco più che simbolica.

Taciamo dei tanti progetti, in massima parte comunali, di recupero di strutture ed di attivazione di iniziative utili a creare occupazione, a rinvigorire l’economia, a sollevare l'appeal di una cittadina bisognosa di rilancio e che, dopo decenni di elaborazione, nel 2009 hanno ancora stentato, per pastoie burocratiche, difficoltà oggettive ed insipienza degli uomini, a divenire realtà.

Non passiamo sotto silenzio, invece, l’acuirsi delle divisioni consolidate nella comunità oppidese, distinta in fazioni (ovviamente e principalmente politiche) che purtroppo spesso appaiono, per spirito di rivalsa partigiana, più pronte ad atterrare l’avversario che a cooperare con lui onde rialzare in piedi il proprio paese.

E ci viene in mente, mentre scriviamo queste righe, il celeberrimo verso di Paul Verlaine (“Je suis l'Empire à la fin de la décadence”), metafora sublime del declino, e che ben si attaglia alla nostra Oppido, nobile decadente che, similmente al prosieguo di quella composizione, vede passare i barbari che la depredano dedicandosi, per distrazione o impotenza, ad indolenti occupazioni ben diverse da quelle necessarie per sottrarsi al baratro.

Ma davvero non c’è nulla da salvare, per gli oppidesi, nell'anno ormai cessato? Forse sì. Magari il passaggio alle urne per il rinnovo del consiglio comunale ed il conseguente avvicendamento alla guida del municipio, che sono sempre occasioni per riformulare programmi e ravvivare speranze, anche se, a distanza di sei mesi, le aspettative nutrite nella nuova Amministrazione sono ancora in attesa di conferma. Magari, senza presunzione e nel nostro piccolo, la nascita di questo blog (e degli altri che lo hanno preceduto o seguito), come spazio virtuale di approfondimento e discussione utile a stimolare la crescita individuale e collettiva e, soprattutto, a supplire alla mancanza di un luogo reale allo stesso compito deputato.

Non disperiamo, comunque, e cercando di sopravanzare, con l’ottimismo della volontà, il pessimismo della ragione, ripartiamo da oggi, rincuorandoci col vecchio adagio secondo cui “più buio che a mezzanotte non viene”.

Chissà il 2010, sempre tenendo presente che l’uomo è esclusivo artefice del suo destino, potrebbe riservarci qualche gradita sorpresa : prima tra tutte, auspichiamo il completamento di quella gran fatica d’Ercole che si sta rivelando l’opera di realizzazione della variante stradale in contrada Ferrandina.

E, nutrendo questa piccola speranza, a tutti i frequentatori di questo blog, oppidesi e non , auguriamo che il 2010 possa veramente essere un anno super!

9 commenti:

Valerio ha detto...

Auguri a tutti e soprattutto alle strade per Oppido e di Oppido. Avete ragione, ne hanno proprio bisogno!

Mario brv ha detto...

Sono a Oppido per Capodanno e voglio dare a tutti i miei auguri. E' impressionante vedere da vicino la situazione di oggi della Ferrandina dopo il temporale di oggi pomeriggio. Sembra di essere nel Rio delle Ammazzoni.

Anonimo ha detto...

Speriamo che Oppido dopo un anno e mezzo di chiusura possa riaprire.
Auguri a tutti. Speriamo...

CLR ha detto...

A Oppido non cambierà mai niente. Gli Oppidesi sono troppo occupati ad autocelebrarsi in questi giorni per pensare alle loro miserie.Che cavolate. sempre le stesse cose.

francesco ha detto...

Non condivido il pessimismo di CLR, anche se Oppido sta attraversando da qualche anno a questa parte un momento assai difficile.

Concordo invece con CLR sul fatto che ,invece di badare sul serio a migliorare e incentivare le attività economiche e culturali vere e proprie, si bada ( specialmente sotto feste) a piccoli esibizionismi delle ( pur belle) realtà che comunque nulla portano a Oppido, nemmeno in termini di ampliamento della cultura e del turismo.

E' il nostro solito male, ci nutriamo delle nostre illusioni, senza rimboccarci realmente le maniche per creare occasioni nuove di progresso e di sviluppo veri.
E se qualcuno , come è accaduto nel recente passato, lo fa anche a costo di grandi sacrifici personali, non mancano coloro che gli remano contro o lo ostacolano inb mille modi.

Un buon 2010 a tutti comunque...

CLR ha detto...

Ottimismo della volontà?
Siete sicuri?
Anche Gramsci si sarebbe messo a ridere se per caso fosse capitato a Oppido negli anni in corso e avesse sentito i discorsi di alcuni giovani oppidesi......

Anonimo ha detto...

I PIU GRANDI NEMICI DI OPPIDO SONO GLI OPPIDESI.

Francesco ha detto...

Non mi sento di condannare gli Oppidesi tout court come i più grandi nemici di Oppido.
Siamo - è vero - molto rissosi, o almeno litigiosi; siamo individualisti e presuntuosi, ma non credo che questi difetti siano maggiori in noi più di quanto non lo siano nei cittadini di altri paesi.
Sono convinto che davanti a un'emergenza, a una necessità grave del paese, sapremmo tutti accorrere con grande generosità e con grande entusiasmo.
...naturalmente mettendo da parte le idee politiche...:-))

Anonimo ha detto...

E' vero che la strada della Ferrandina è ancora chiusa dopo un anno ma è anche vero che molte strade del paese fanno schifo da almeno sei sette anni.