
Abbiamo , in compenso, ogni 27 gennaio, in Calabria e a Oppido, tante stanche manifestazioni che sanno di routine, improbabilissime azioni svolte nelle scuole o altrove, eventi che servono agli allori degli adulti più che all'educazione dei piccoli e alla formazione delle coscienze.
Ai mille e mille martiri senza nome e senza volto , costretti ad abbandonare le Calabrie per sfuggire al massacro, a nascondersi, a dimenticare la fede e le tradizioni dei padri, oggi, nel silenzio e nel freddo glaciale di questa giornata vogliamo dedicare i versi scritti da un'anonima testimone di Auschwitz:
Non cresce più l’erba ad Aushwitz,
non una spiga di grano
rigogliosa nel suo essere.
Batte la pioggia
eterna, fredda, inesorabile
sulla ruggine dei pali
sui grovigli di ferro dei recinti
lungo la pianura nordica.
Gela la Vistola
e gela il nostro animo
al cospetto della morte,
la terra sterile
non accoglie più i semi fecondi
che le porgono a piene mani.
Ecco il macabro spettacolo
dinanzi ai nostri occhi inorriditi.
Come può un uomo
essere spogliato, deriso, marchiato;
come una donna
essere umiliata, sfruttata, ingannata.
Non hanno più la forza di ricordare
i reduci di Aushwitz:
una ferita profonda
solca i loro cuori,
acqua e sangue scorrono nel vuoto.
Non cresce più un fiore in questa terra
maledetta,
nessuna colomba di pace
sbatte le sue candide ali
né si posa sugli aridi rami.
Vinta dall’esito di tanto orrore
mi prostro in ginocchio
piangendo per i nostri fratelli Abele
crocifissi e dissolti nel vento
…mille poi mille ancora,
sei milioni di Ebrei massacrati…
Aleggia lo spettro di un incubo perenne
nel silenzio dei loro occhi,
gridano al loro Dio:
"quando tutto ciò avrà fine?".
Mi unisco alla loro preghiera,
una lacrima fende il mio viso
come una lama tagliente,
la nostra carne grida ancora vendetta,
inspiro l’aria satura di piombo.
Il mio animo sussulta
e un fremito d’orrore mi coglie:
nei Balcani, in Cambogia, in Ruanda
si continua a crocifiggere.
Perdono per quanti hanno ucciso anche la Speranza:
non sapevano quel che facevano.
4 commenti:
Mi associo in questa considerazione. E' vero che Oppido oggi come oggi ha ben altre gatte da pelare ma dimenticare così o fare delle buffonate per ricordare mi pare di cattivo gusto.
Spero che almeno le scuole si siano date da fare in modo coerente e dignitoso per la Giornata della Memoria.
Ho conosciuto qui a Torino una famiglia ebraica originaria di Tropea. Persone meravigliose sotto tutti i punti di vista. Mi hanno raccontato alcune cose che ho trovato sottintese nell'articolo di questo 3D che ho letto soltanto stasera.Mi compiaccio anche se sono scontento un poco del grande ritardo con cui vedo aggiornato il blog.
Perchè non creare un blog a più vasta diffusione , che tratti argomenti di interesse almeno regionale e che possa interessare una più ampia platea di visitatori?
L'attuale blog mi sembra piuttosto sprecato, essendo il livello degli articoli meritevole di ben altra considerazione e diffusione.
Pensateci.
Un amico
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