sabato 9 gennaio 2010

SIAMO TUTTI EXTRACOMUNITARI !!!

Era di nuovo nell’aria da parecchi mesi la rivolta degli immigrati, ed è accaduta anche qui, in questo estremo lembo di Calabria e d’Italia, dove il diritto e la legalità sono ormai diventati solo due stucchevoli e pregiate paroline ottime da stampare sugli inviti ad altrettanto stucchevoli convegni nei quali si sprecano ormai tempo e soldi un po’ dovunque per far finta di caricarsi di un problema e invece infischiarsene.

E non ha importanza che sia accaduto a Rosarno piuttosto che a Oppido o altrove:il risultato non cambia.: la violenta ( e comunque esecrabile ) reazione degli extracomunitari al degrado in cui sono abbandonati a se stessi ci interpella tutti.

Lavorare per 9 – 10 ore al giorno a spaccarsi la schiena per raccogliere agrumi o olive per 30 euro, se hai la fortuna di essere “ assunto” dal piccolo proprietario senza intermediari, ma soltanto per 20- 25 € ( di cui 5 all’intermediario mafiosetto) se questa fortuna non ce l’hai, significa accumulare rancore, forse odio, comunque voglia di protestare. E più la protesta diventa degenere più, forse, si corre il rischio di inebriarsi per una improbabilissima azione di riscatto.

Fin qui i fatti di Rosarno nella loro nuda e scarna semplicità. Non servono grandi sociologie a spiegarli.

I disperati di Rosarno in fondo sono tuttavia meno "extracomunitari" di noi, perché loro non sono direttamente tenuti a rispettare leggi e direttive europee. Noi si! Ma noi le disattendiamo tutte, ponendoci di fatto al di fuori dell’Europa in tutto e per tutto, se eccettuiamo i finanziamenti europei!

Noi consumiamo in progetti virtuali e in effimere azioni ,che non producono nulla ,e tantomeno lavoro, i miliardi di euro fatti piovere dai fondi sociali e di sviluppo regionale e non riusciamo a dare un assetto serio alle nostre campagne, alle piccole aziende, anche familiari, che non danno lavoro agli immigrati: li sfruttano e basta!

Non riusciamo, o non vogliamo, rispettare il lavoro come bene sommo per tutti, perché al primo posto nella scala di valori c’è il piccolo o il grande profitto derivante dal maneggio politico e dal continuo raggiro delle spesso “ comode” leggi regionali o nazionali.

E non ci si venga a dire nemmeno che l’unica agenzia di integrazione è la Chiesa: i pacchi viveri e le coperte delle opere cosiddette di carità o del volontariato hanno solo il pregio di tacitare le coscienze, di buttare poca cenere su un grande fuoco, non certo quello di aiutare sul serio questa gente. Anche a evitare di diventare qualche volta violenta!

Peraltro, quella dell’integrazione degli immigrati, come diceva Ida Magli, è solo una favola per i gonzi: pretendere di integrare delle persone senza radici significa forse seminare il primo germe della protesta violenta…


20 commenti:

CLR ha detto...

Renato Farina è un giornalista semplicemente fascista.
L'analisi del perchè i giovani non lavorano è molto più complessa di quanto dice lui.
Non sono affatto d'accordo.

Anonimo ha detto...

il tred sarebbe interessante, ma il gestore si è giocato la credibilità riportando la citazione dell'agente Betulla ossia Renato Farina.Forse il nostro gestore è ignaro. Gli consiglio di informarsi sulla bontà intellettuale del nostro Agente Betulla.

Ungestore ha detto...

La " bontà intellettuale" di Farina, le sue posizioni ideologiche e le sue azioni più o meno politiche saranno state e saranno anche discutibili, ma come giornalista è stato l'unico (almeno fino a ieri) a fare un' analisi seria e condivisibile della nostra situazione locale, o almeno di un aspetto di essa.
Valeva la pena condividerla.
Quanto alla "credibilità"... non è una categoria dello spirito ed è opinabile. Sempre e comunque.

Corso Luigi Razza ha detto...

Anche se detesto Farina, concordo nella maniera più assoluta con il gestore.

DavideTO ha detto...

Qui a Torino situazioni come quella di questi giorni a Rosarno non sono nuove o rare.Tre anni fa c'è stata una notte di terrore in una via del Centro nei pressi del duomo.
A volte c'è qualcuno che fomenta queste rivolte, a volte c'è la disperazione ( ma anche ubriachezza, droga, fame e freddo).
Bisogna aiutarli gli immigrati, ma il buonismo non sempre è un bene. Ricordiamocelo.

Ungestore ha detto...

La Questura di Reggio Calabria ha ricostruito i fatti accaduti negli ultimi giorni a Rosarno. Ecco il testo che è stato diffuso.

I PARTE

7 gennaio, l'inizio delle violenze. «Nella giornata di giovedì 7 gennaio, intorno alle ore 15.00 - dice la nota - personale del commissariato di PS di Gioia Tauro, su disposizione della Sala operativa, raggiungeva il Pronto soccorso dell'Ospedale di Gioia Tauro, in quanto era stato trasportato un cittadino extracomunitario ferito da un piombino, sparato presumibilmente da un'arma ad aria compressa. Il personale operante accertava trattarsi di tale Ayiva Saibou, nativo del Togo, di 26 anni, in possesso di regolare permesso di soggiorno. Nell'immediatezza, lo stesso riferiva di essere stato colpito verso le ore 14.30 da una persona, a bordo di un'autovettura, in via Nazionale 18 di Gioia Tauro. Dopo le prime cure il predetto veniva refertato per ferita da arma da fuoco sovra pubica, con prognosi di 10 giorni s.c.».

La prima manifestazione, le cariche, il tentativo di dialogo. «Nel giro di alcune ore - prosegue la nota - essendosi diffusa la notizia del ferimento, un gruppo di circa trecento cittadini extracomunitari presenti nell'area dei Comuni di Rosarno e San Ferdinando, che lavorano saltuariamente come braccianti agricoli nelle campagne della Piana di Gioia Tauro e Rosarno per la raccolta di agrumi, si sono riversati lungo la via Nazionale 18 inscenando una rabbiosa manifestazione di protesta, creando intralcio alla libera circolazione stradale, danneggiando cassonetti per la raccolta di rifiuti solidi urbani, colpendo con bastoni e pietre numerose autovetture in transito. Contemporaneamente, altro gruppo di immigrati, circa un centinaio, nel centro abitato di Rosarno danneggiava cassonetti ed autovetture in sosta. La violenta protesta, a stretto giro, si trasformava in una vera e propria rivolta a mano a mano che altri cittadini extracomunitari raggiungevano il centro del paese, raggiungendo complessivamente il numero di oltre quattrocento unità. Tale situazione di estrema gravità, esplosa nel giro di minuti, veniva tempestivamente fronteggiata da Funzionari della Polizia di Stato coadiuvati da personale delle Forze di Polizia territoriali della Polizia di Stato, dell'Arma Carabinieri e della Guardia di Finanza del Reparto Mobile di Reggio Calabria, del Reparto Prevenzione Crimine "Calabria" e di personale della Digos, che, anche mediante il ricorso ad alcune cariche di alleggerimento e l'uso di lacrimogeni, riuscivano con estremo sforzo, aggravato anche dallo stato dei luoghi scarsamente illuminati, a contenere l'animosità e l'aggressività dei cittadini extracomunitari. A questo punto, è stato fatto un primo tentativo di dialogo, attraverso un incontro tra una delegazione di immigrati ed il Presidente della Commissione Straordinaria del Comune di Rosarno, nel corso del quale gli extracomunitari hanno esposto le ragioni della loro protesta».

Ungestore ha detto...

II PARTE

La guerriglia urbana. "Tale tentativo non ha prodotto però effetti positivi, atteso che i manifestanti, nonostante le rassicurazioni ricevute, hanno ripreso a creare disordini. Anche in questa seconda fase della protesta si è ripetuto il clima di guerriglia urbana dei primi momenti della rivolta: i cittadini extracomunitari si sono riversati sulla strada SS 18, nei pressi dell'ex fabbrica Sila e dell'ex fabbrica Rognetta, entrambe utilizzate come dormitori, creando disordini e compiendo atti di vandalismo. Il personale delle Forze di Polizia presente è riuscito, anche in questa seconda occasione, a ristabilire l'ordine, facendo ricorso anche all'uso di lacrimogeni. Nel corso della giornata il Commissariato di PS di Gioia Tauro ha proceduto all'arresto di tre cittadini extracomunitari, due dei quali feriti e medicati presso l'Ospedale di Polistena, per i reati di violenza e resistenza a P.U., devastazione e danneggiamento. I militari dell'Arma Carabinieri hanno proceduto all'arresto di altri quattro cittadini extracomunitari, per i reati di violenza e resistenza a P.U., devastazione e danneggiamento. Durante i disordini, due cittadini extracomunitari, rimasti feriti, sono stati soccorsi e medicati presso l'Ospedale di Polistena".

L'8 gennaio. "Solo nella notte di venerdì 8 gennaio, intorno alle ore 02.00, i cittadini extracomunitari hanno fatto rientro nelle predette strutture adibite a dormitorio. In Rosarno e in prossimità delle due ex fabbriche utilizzate come dormitori sono stati mantenuti servizi di ordine e vigilanza, con turnazione di 24 ore, con l'impiego di personale delle Forze di Polizia territoriali e di rinforzo al comando di Funzionari della Polizia di Stato. Nel corso dell'attività di ordine e vigilanza si è proceduto, altresì, a sedare gli animi di un gruppo di 100 cittadini rosarnesi che avevano manifestato l'intenzione di intraprendere iniziative di ritorsione nei confronti degli immigrati responsabili dei danneggiamenti compiuti nella serata precedente. Il clima di tensione era sempre più teso e l'impegno di tutte le Forze di Polizia ha consentito di contenere la profonda esasperazione della popolazione rosarnese. Nella mattinata di venerdì gennaio - prosegue la nota della Questura di Reggio Calabria - circa 700 immigrati si sono radunati nella piazza antistante la sede del Comune di Rosarno per manifestare, questa volta pacificamente, per gli episodi di violenza di cui, ciclicamente, gli stessi sono vittime, ultimo dei quali il ferimento compiuto nella precedente serata. In tale circostanza, è stato ripetuto l'incontro tra una delegazione di immigrati, preoccupati per la loro sicurezza, con il presidente della Commissione straordinaria di quel Comune. Avute assicurazioni circa la loro sicurezza, tutti gli immigrati, debitamente seguiti da personale di Polizia, si sono avviati lentamente verso le due ex fabbriche utilizzate come dormitori".

Ungestore ha detto...

III PARTE

Gli episodi di violenza, gli arresti. «Nel frattempo - prosegue la nota della Questura di Reggio Calabria - un comitato spontaneo di circa 50 cittadini di Rosarno si è recato presso la sede del Comune per manifestare pacificamente e rappresentare la loro preoccupazione per tale situazione. Nel pomeriggio di venerdì 8 Gennaio, alle ore 14.30, è stato convocato presso la sede del Comune di Rosarno il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto di Reggio Calabria, nel corso del quale sono state assunte determinazioni circa il massimo impiego delle Forze di Polizia nella gestione dell'emergenza, con l'aggregazione di numeroso contingente proveniente anche da altre città. Intanto, sono continuati singoli episodi di violenza ed intolleranza soprattutto nei confronti di quei cittadini extracomunitari che vivevano isolati, nelle campagne circostanti il paese di Rosarno. In particolare, nella mattinata, un cittadino rosarnese C.V., di 50 anni, si è reso responsabile dello sparo di un colpo di fucile in aria, a scopo intimidatorio, dal balcone del proprio appartamento, al fine di fare desistere alcuni immigrati che, transitando in quella via, avevano tentato di compiere alcuni danneggiamenti. Nella circostanza, militari dell'Arma Carabinieri presenti nelle vicinanze, in servizio di O.P., prontamente intervenuti, hanno proceduto poi al deferimento all'A.G. del predetto C.V..In serata, militari dell'Arma Carabinieri, nell'ambito dei servizi di ordine e vigilanza predisposti nell'area di Rosarno, hanno intercettato due individui rosarnesi che, con una ruspa, stavano trascinando alcuni cassonetti della raccolta di rifiuti solidi urbani per scagliarli contro un gruppo di cittadini extracomunitari. Nella circostanza, i militari, prontamente intervenuti, hanno proceduto all'arresto di tale B.G., di 37 anni, per il reato di tentato omicidio. Successivamente, militari dell'Arma Carabinieri hanno tratto in arresto tale C.G. di 30 anni, pluripregiudicato, il quale poco prima aveva investito con la propria autovettura un cittadino extracomunitario. Intorno alle ore 18.30 ignoti hanno ferito alle gambe a colpi di arma da fuoco nei pressi di Rosarno, al bivio per Laureana di Borrello, due cittadini extracomunitari, Oumar Sidibi nativo della Guinea di anni 23 e Musa Trauri nativo della Guinea di anni 21, che sono stati ricoverati all'Ospedale di Gioia Tauro e sono stati giudicati guaribili in gg. 30 s.c.. Nel frattempo, nel corso della serata per cinque dei sette extracomunitari arrestati nella serata precedente dalla Polizia di Stato e dell'Arma Carabinieri è stato convalidato l'arresto dall'A.G. del Tribunale di Palmi. Nell'ambito dei gravosi servizi di ordine e sicurezza pubblica svolti dalle Forze di Polizia, ha assunto carattere fondamentale l'opera di persuasione svolta con continuo dialogo da esperti Funzionari di Polizia sin dall'inizio dell'emergenza. Solo grazie all'opera di mediazione di questi, infatti, nella tarda serata di venerdì 8 gennaio, i primi duecento immigrati richiedevano di lasciare Rosarno ed essere trasferiti presso un Centro di Accoglienza. Si provvedeva, quindi, ad organizzare il loro trasferimento al Centro di Prima Accoglienza di Crotone mediante pullman, opportunamente scortati».

Ungestore ha detto...

IV PARTE

Il 9 gennaio. «Anche nella giornata successiva del 9 gennaio, aderendo alla richiesta volontaria degli extracomunitari - dice ancora la nota della Questura - è continuata l'attività di trasferimento di altri gruppi consistenti di cittadini immigrati ai Centri di Accoglienza di Crotone e Bari. Nel frattempo, anche nella giornata del 9 gennaio, si registravano ulteriori episodi di vandalismo e violenza: nella mattinata è stata data alle fiamme un'abitazione colonica ubicata in Rosarno, nella seconda zona industriale, occupata da dieci cittadini extracomunitari, rimasti illesi. Funzionari della Polizia di Stato sono riusciti, sempre attraverso opera di convincimento, a convincere un gruppo di cittadini rosarnesi a rimuovere una barricata realizzata nei giorni precedenti nella vicinanze dei due dormitori degli immigrati. Nel pomeriggio dello stesso sabato 9, intorno alle ore 16.00, una persona ignota armata di pistola ha minacciato quindici extracomunitari che occupavano un casolare in Contrada Fabiana di Rosarno. All'arrivo di personale di Polizia i cittadini extracomunitari hanno manifestato la volontà di lasciare Rosarno, unitamente ad altro gruppo di trenta immigrati che occupavano un casolare vicino, utilizzando un treno ordinario. Complessivamente, sono stati trasferiti i seguenti cittadini extracomunitari: 428 al Centro di Prima Accoglienza di Crotone; 400 al Centro di Prima Accoglienza di Bari; 300 hanno lasciato Rosarno utilizzando treni ordinari diretti al Nord. Con tali trasferimenti, si è praticamente realizzato lo svuotamento delle due ex fabbriche utilizzate dagli immigrati come dormitori (in località Spartivento presso l'ex fabbrica Sila e presso l'ex fabbrica Rognetta). I cittadini extracomunitari medicati e refertati presso gli Ospedali della zona sono stati 21, di cui 8 ancora ricoverati presso gli OO.RR. di Reggio Calabria, Gioia Tauro e Polistena. Tutti non in pericolo di vita. I cittadini rosarnesi medicati e repertati presso gli Ospedali della zona sono stati 14. Il personale della Polizia di Stato medicato e refertato presso gli Ospedali della zona è stato di 10 unità Il personale dell'Arma Carabinieri medicato e refertato presso gli Ospedali della zona è stato di 8 unità. Nel corso degli incidenti sono state danneggiate due autovetture della Polizia di Stato. Nel corso degli incidenti dei giorni scorsi sono state tratte in arresto 10 persone, di cui 7 cittadini extracomunitari e 3 rosarnesi. Altre persone sono state deferite all'A.G. per vari titoli di reati. I servizi di presidio e vigilanza in Rosarno - conclude la nota - sono ancora in atto e resta rafforzato il servizio di controllo del territorio in tutta la zona».

Enza ha detto...

E intanto oggi a Rosarno stanno demolendo baracche e vecchie fabbriche dove dormivano quei poveracci.
Insomma si rompe il termometro per curare la febbre.

Francesco ha detto...

Sono d'accordo con te, Enza ( non ti facevi leggere da molto: come va dalle tue parti?).
Il repulisti frettoloso di tutti gli immigrati di colore da Rosarno e campagne, la distruzione dei ghetti in cui erano ospitati da anni ha messo a nudo la pochezza delle nostre istituzioni locali, politiche, amministrative, di polizia, caritatevoli, volontaristiche ed ecclesiali.
Insomma ZERO ASSOLUTO.

Anonimo ha detto...

Schiavi contro poveri, ma ha vinto qualcun altro

Anonimo ha detto...

for zio Tom:
look in the street after the jail there is a bag , the dog sleeps so you can play

Corso L.R. ha detto...

Non sarei d'accordo che a Rosarno ci sia stata una guerra di schiavi contro poveri. Semmai una rivolta di schiavi contro gente che rifiuta il lavoro nelle campagne e che si può permettere di rifiutarlo, dunque economicamente sta bene.
Io vedo la lega Nord come il fumo negli occhi, ma se quello che è successo a Rosarno fosse successo al Nord, si sarebbe gridato veramente contro il razzismo.
E' inutile che oggti alle 16 i Rosarnesi manifestino contro coloro che li hanno tacciati di razzismo. Non basta una manifestazione di piazza a cancellare gli orrori dei giorni appena trascorsi, nei quali si è consumata la vergogna delle vergogne contro un migliaio di persone colpevoli sono di essere negri e di avere fame.
Peccato che gli oppidesi si disinteressino a questo problema che riguarderà anche le nostre zone da vicino prima o poi e pensano solo a stigmatizzare l'Amministrazione Provinciale di RC e il suo povero presidente Morabito (malato) ritenuto colpevole dei ritardi nel ripristino della strada della Ferfrandina e del " miracoloso" aggiustamento dello svincolo di Varapodio in occasione dell'arrivo di Matteoli.

Ungestore ha detto...

Lascia sgomenti e fa riflettere quanto ha scritto tale D.Ciardulli a questo link:

http://www.reset-italia.net/2010/01/10/apartheid-di-rosarno-dove-la-collera-di-dio/comment-page-1/

Apartheid di Rosarno: Dov’è la collera di Dio?

I PARTE

D’ora in avanti anche la Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi dovrà valutare bene l’opportunità di inviare vescovi, prelati o diaconi di colore nelle parrocchie dei paesi della piana di Gioia Tauro. Attenzione, dunque, all’abbronzatura nel caso si dovesse fare sosta o soggiornare nella rinnovata e ripulita cittadina di Rosarno. Probabilmente è solo una minoranza di rosarnesi che si è dedicata alla caccia armata contro i braccianti africani, ma già si riesce ad immaginare quale sarà il programma elettorale di qualche candidato a sindaco di Rosarno. Magari viaggi di studio verso Città del Capo per importare nuovi modelli culturali. Come dire, per una volta il Sudafrica diviene punto di riferimento culturale dell’Italia che è la settima potenza mondiale. Ma quale è stato a Rosarno il ruolo delle autorità civili e religiose locali in questi vent’anni in cui i migranti africani hanno pagato il pizzo ad autisti di furgoni e ai caporali per poter raccogliere mandarini, olive e pomodori per pochi euro al giorno? Quanti parrocchiani che la domenica frequentano la messa hanno dato in affitto a 50 o 100 euro un materassino nei fabbricati rustici e inabitabili dei loro terreni agricoli? E quale percentuale incassano i grandi e piccoli proprietari calabresi per far alloggiare i numerosi ambulanti del Senegal che quotidianamente percorrono con le loro mercanzie artigianali decine di chilometri a piedi sulle spiagge delle coste ioniche e tirreniche? Associazioni umanitarie avevano sollevato da tempo l’emergenza sanitaria degli accampamenti di Rosarno e dintorni ed erano ampiamente note le condizioni di lavoro e di sfruttamento ai danni dei migranti africani. Può oggi bastare il monito domenicale del Papa e quello del Cardinale Tarcisio Bertone?

Ungestore ha detto...

II PARTE

Perchè tutte le strutture ecclesiastiche non si mobilitano in maniera capillare per denunciare i sorprusi e le violenze subite dai migranti? Perché i centri di ascolto parrocchiali di tutto il paese non vanno oltre l’accoglienza, oltre la collaborazione con il Viminale nella registrazione degli utenti dei servizi Caritas, oltre il dossier statistico annuale? Perché la Chiesa non va oltre la condanna generica adoperandosi, concretamente con tutti gli strumenti a disposizione, compresa la ricca banca dati del Vicariato, per far emergere il lavoro nero e il degrado abitativo al quale sono costretti i migranti? Come può il ministro Maroni pensare di risolvere il problema delle tensioni etniche a Rosarno deportando tutte le persone di colore in altri luoghi ed espellendo come clandestini coloro che lavoravano già da molto tempo in Calabria, pur senza alcuna garanzia previdenziale e assicurativa. La Chiesa potrebbe incrementare in maniera diffusa le vertenze e il sostegno legale a favore di quei cittadini extracomunitari senza documenti che comunque svolgono lavori nelle case e nelle campagne a favore dei propri parrocchiani? Perché le associazioni cattoliche di volontariato e di assistenza non si costituiscono parte civile nel denunciare la grande evasione fiscale e contributiva, la rapina salariale e le estorsioni perpetrate per anni contro migliaia di braccianti africani?
Quali saranno i contenuti delle omelie liturgiche pronunciate in questi giorni dai parroci di Rosarno e di Gioia Tauro dove l’odio razziale ha risvegliato istinti primordiali di caccia armata basata sul colore della pelle, istinti incompatibili con l’appartenenza ad un paese civile. Ormai sembrano proliferare, non solo in Calabria, tanti neo aspiranti “generali Custer” e “comandanti Karadzic”.
Dalla lettura dei testi sacri, anche Dio esprime la sua collera “…contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell‘ingiustizia” (Romani 1-18). E allora, sarà fantasioso o retorico, ma ci piacerebbe immaginare che la “collera di Dio” si trasmettesse attraverso la protesta dei parroci e la chiusura temporanea delle loro parrocchie contro la cacciata dei fratelli neri. Ci piacerebbe altresì immaginare una virtuale scomunica del Ministero dell’Interno qualora, invece di punire caporali e sfruttatori, procedesse arbitrariamente all’espulsione di migranti africani che hanno ormai acquisito il diritto alla regolarizzazione.

Mau Mau ha detto...

In questi giorni si è sentita forte la voce di don Demasi, ma quella del vescovo è stata molto ma molto flebile.
Del resto, non ho mai sentito un prete, durante una sua omelia o una lezione di catechismo, dire che dare lavoro in nero va contro il 7° comandamento.
Del resto, alcuni enti gestiti dalla Chiesa sono i primi ad avere personale in nero (anche ad Oppido, si dice...)

C:L: ha detto...

Come al solito Mau Mau di quarti o quinti di verità compone la propria bibbia.

Giuseppe ha detto...

Guardate che di sfruttati non ci sono solo questi poveri cristi, basta fare il giro di TUTTI i centri commerciali della piana per vedere come i dipendenti percepiscono un terzo degli stipendi previsti dai CCNL e sono costretti, pena il licenziamento in tronco, a firmare buste paga molto più corpose. Gli addeti ai controlli (compresi i finanzieri)o sono così stupidi, e non credo, a non percepire la realtà o sono collusi. Ho saputo della soddisfazione dei dipendenti di qualche esercizio commerciale colpito da provvedimenti di sequestro o confisca perchè "solo" in questo modo (con una gestione controllata) percepiscono finalmente l'effettivo importo riportato in busta paga.

Anonimo ha detto...

Quello che dice Giuseppe è scioccante ed è tutto vero. Anche a Oppido come dice Mau Mau ci sono sfruttamenti di questo tipo specialmente in certe istituzioni di assistenza.Io ne so qualcosa direttamenter.